A Genova, Palazzo Ducale, la più grande mostra sul maestro fiammingo degli ultimi venticinque anni, con 58 opere provenienti dai più importanti musei europei. Fino al 19 luglio 2026
Anton van Dyck, Ritratto di Alessandro, Vincenzo e Francesco Maria Giustiniani Longo (?), inv. NG 6502, 1626 – 1627 ca., olio su tela, 219 × 151 cm; ©The National Gallery, London
Palazzo Ducale di Genova organizza fino al 19 luglio 2026, nelle sale dell’Appartamento del Doge, Van Dyck l’europeo. Il viaggio di un genio da Anversa a Genova e Londra, la più grande mostra del nostro secolo, dopo le mostre internazionali degli anni Novanta, dedicata alla straordinaria opera di uno degli artisti più iconici della storia dell’arte internazionale e tra i più amati dal grande pubblico.
Un “genio”, appunto, perché è stato in grado di scavalcare i secoli e incontrare il gusto, per contenuti e tecnica pittorica, di diversi contesti sociali e di molte epoche storiche. Van Dyck fu un artista che riuscì a mettere a sistema una serie di soluzioni e di sensibilità provenienti da vari ambienti e, nello stesso tempo, a tradurle in formule innovative.
Anton van Dyck, Autoritratto, inv. RH.S.216, 1615 – 1617, olio su tavola, 36,5 × 25,8 cm; Rubenshuis, Città di Anversa
L’eccezionalità della mostra – che si propone come una retrospettiva aperta a uno sguardo internazionale – si deve al numero davvero straordinario di opere di Van Dyck (58 in dieci sezioni tematiche), prestate dai più grandi e autorevoli musei d’Italia e d’Europa.
Van Dyck fu un pittore europeo, nel senso letterale del termine: saranno presentate opere dell’importante periodo italiano tra il 1621 e il 1627, in cui Genova ebbe un ruolo centrale, ma anche numerose opere eseguite nei diversi momenti della carriera del pittore, nelle Fiandre, sua patria, e a Londra, dove venne chiamato a lavorare per il re Carlo I d’Inghilterra. La parabola artistica del pittore corre sul filo della storia anche economica e politica dell’Europa.
Anton van Dyck, Le tre età dell’uomo come vanitas, inv. A-288, 1625 – 1627, olio su tela, 115,5 × 167,7 cm; Musei Civici di Vicenza
La mostra vuole essere, così, un viaggio alla scoperta del Van Dyck di “tre patrie” e di “tre stagioni” distinte, che condurrà il visitatore non in un percorso strettamente cronologico, ma con proposte tematiche che più chiaramente testimoniano come la sua arte sia stata in grado di adattarsi e di maturare. Ma soprattutto di conquistare il gusto e il favore di tutti, allora come oggi.
In mostra ci saranno tele di grandi dimensioni e, forse per la prima volta, anche il Van Dyck delle opere sacre: un mix di teatro e pathos, religione e sentimento. Tra gli highlights, il primo autoritratto che si conosca del pittore, eseguito quando Van Dyck era ragazzino, all’incirca quindicenne. Curata da Anna Orlando e Katlijne Van der Stighelen, si avvale di un comitato scientifico onorario internazionale, composto da prestigiosi studiosi italiani e stranieri.
Anton van Dyck, Carità, 1628 – 1629, olio su tavola, 41,4 × 31,2 cm; collezione privata
Scheda
Titolo: Van Dyck l’Europeo. Il viaggio di un genio da Anversa a Genova e Londra
Dove: Palazzo Ducale, Appartamento del Doge, Piazza Matteotti 9
Quando: fino al 19 luglio 2026
Orari: mart.dom. 11-19. Ingr. euro 13
Info: tel. 010/8171600, biglietteria@palazzoducale.genova.it, palazzoducale@palazzoducale.genova.it – www.palazzoducale.genova.it/


