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Robert Mapplethorpe. Le forme del desiderio

3 min

Milano, fino al 17 maggio 2026

Robert Mapplethorpe. Le forme del desiderio

 A Palazzo Reale un’ampia selezione delle opere più iconiche, potenti, anticonformiste del fotografo statunitense, arricchita da una raccolta di scatti inediti, per offrire ai visitatori di Milano, anche durante il periodo olimpico e paralimpico, la grande opportunità di incontrare l’opera di uno tra i più originali, raffinati e controversi artisti del XX secolo. Fino al 17 maggio 2026

Thomas and Dovanna, 1986 © Robert Mapplethorpe Foundation. Used by permission

Thomas and Dovanna, 1986 © Robert Mapplethorpe Foundation. Used by permission

Apre a Palazzo Reale la mostra Robert Mapplethorpe. Le forme del desiderio: un’ampia selezione delle opere più iconiche, potenti, anticonformiste del fotografo statunitense, arricchita da una raccolta di scatti inediti, per offrire ai visitatori di Milano, anche durante il periodo olimpico e paralimpico, la grande opportunità di incontrare l’opera di uno tra i più originali, raffinati e controversi artisti del XX secolo. Promossa da Comune di Milano-Cultura e prodotta da Palazzo Reale e Marsilio Arte in collaborazione con la Fondazione Robert Mapplethorpe di New York, l’esposizione è inserita nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026. Curata da Denis Curti, è allestita nelle sale di Palazzo.

Self Portrait, 1980 © Robert Mapplethorpe Foundation. Used by permission

Self Portrait, 1980 © Robert Mapplethorpe Foundation. Used by permission

Patti Smith, 1986 © Robert Mapplethorpe Foundation. Used by permission

Patti Smith, 1986 © Robert Mapplethorpe Foundation. Used by permission

Con Robert Mapplethorpe. Le forme del desiderio – ha detto Tommaso Secchi, Assessore alla Cultura del Comune di Milano – Milano rende omaggio a un maestro che ha saputo unire la disciplina della composizione classica alla libertà dellespressione contemporanea”. Nato a New York nel 1946 e morto a Boston a soli 42 anni, Mapplethorpe è uno degli interpreti della controcultura tra gli anni Sessanta e Ottanta, quando la creatività si fa gesto politico e le arti si fondono in nuovi linguaggi di libertà e identità.

Thomas, 1986 © Robert Mapplethorpe Foundation. Used by permission

Thomas, 1986 © Robert Mapplethorpe Foundation. Used by permission

Tutto cambia quando l’amica regista Sandy Daley regala a Mapplethorpe una polaroid – racconta Denis Curti curatore della mostra – e con questa tra le mani, tra il 1970 e il 1971, Robert inizia un percorso legato allo studio del suo autoritratto, concentrato sulla rappresentazione del sesso omoerotico e partendo da sé stesso.

Nello stesso momento incontra Tom of Finland (pseudonimo di Touko Laaksonen): il primo a dare vita all’estetica omosessuale. Tra di loro nasce una grande amicizia che cambia per sempre la visione di Mapplethorpe. Entrambi esplorano il tema del feticismo, della pelle e della bellezza classica applicata al corpo maschile. Mentre Tom lo faceva con l’esagerazione del disegno, Mapplethorpe lo faceva con la precisione quasi marmorea della fotografia, ma entrambi hanno contribuito a rendere “arte” ciò che prima era considerato solo un materiale sotterraneo”.

Lisa Lyon, 1983 © Robert Mapplethorpe Foundation. Used by permission

Lisa Lyon, 1983 © Robert Mapplethorpe Foundation. Used by permission

Ken, Lydia and Tyler, 1985 © Robert Mapplethorpe Foundation. Used by permission

Ken, Lydia and Tyler, 1985 © Robert Mapplethorpe Foundation. Used by permission

A Milano protagonista è la sua ricerca estetica, i suoi nudi sensuali che si distinguono per la perfezione formale, una mimesi greca olimpica, in cui risaltano muscolatura e tensione fisica: il corpo, scolpito dall’uso sapiente della luce e dei contrasti, è il mezzo per la sublimazione della sua indagine artistica.

La costruzione di un percorso espositivo così completo è stata possibile grazie alla generosa collaborazione con la Fondazione Mapplethorpe di New York, creata dallo stesso fotografo nel 1988 pochi mesi prima della sua morte, non solo a tutela del suo lavoro ma anche per finanziare la ricerca medica e i progetti legati alla lotta contro il virus e alla cura dell’HIV. La mostra si snoda infatti attraverso diverse sezioni tematiche con oltre 200 opere che ripercorrono l’intera evoluzione del linguaggio di Mapplethorpe, dagli esordi sperimentali alla maturità stilistica.

Accompagnano e approfondiscono la mostra il podcast – disponibile su Spotify, Apple Music e sulle principali piattaforme – Mapplethorpe Unframed, scritto e condotto da Nicolas Ballario, e un catalogo pubblicato da Marsilio Arte, che indaga la vasta produzione e l’evoluzione del linguaggio di Mapplethorpe attraverso 257 opere.

Derrick Cross, 1985 © Robert Mapplethorpe Foundation. Used by permission

Derrick Cross, 1985 © Robert Mapplethorpe Foundation. Used by permission

SCHEDA TECNICA

Titolo: Robert Mapplethorpe. Le forme del desiderio

Dove: Palazzo Reale, Piazza del Duomo 12, Milano

Quando: dal 29 gennaio al 17 maggio 2026

Orari Da martedì a domenica ore 10-19.30. Giovedì 10- 22.30. Lunedì chiuso

Biglietti: € 15,00 Biglietto, ridotto singoli € 13,00

Info: Ad Artem: info@adartem.it; tel. 02 6597728 Vivaticket ufficio gruppi: preno.marsilioarte@vivaticket.com da lunedì a venerdì 09:00 – 18:00

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