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Monte Castello di Vibio accende l’arte, fino a maggio 8 cicli di residenze d’artista multidisciplinari

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fino al 3 maggio 2026

Monte Castello di Vibio accende l’arte, fino a maggio 8 cicli di residenze d’artista multidisciplinari

Da febbraio a maggio otto residenze multidisciplinari trasformano il borgo umbro in un laboratorio creativo internazionale nell’ambito del progetto PNRR “MCDV Art Academy – Terra di Luce”  

Monte Castello di Vibio in provincia di Perugia, autentico borgo medievale affacciato sulla Media Valle del Tevere, sarà teatro fino a maggio 2026 di una articolata serie di residenze d’artista dedicate al tema della luce, fulcro del progetto di rigenerazione culturale e sociale “MCDV Art Academy – Terra di Luce”, finanziato dal Ministero della Cultura attraverso il PNRR – M1C3, Intervento 2.1 “Attrattività dei Borghi Storici”, linea B.

Il progetto, ideato dall’Amministrazione comunale, nasce dalla volontà di valorizzare l’identità profonda del borgo, da sempre apprezzato da artisti italiani e internazionali per la qualità unica della sua luce, i panorami a 360 gradi e il dialogo armonico tra paesaggio, architettura e silenzio. Monte Castello di Vibio si configura così come un vero e proprio balcone naturale sull’Umbria, in cui i linguaggi dell’arte contemporanea – dalla pittura alla scultura, dalla fotografia alla scrittura, dalla musica alla performance – diventano strumenti di narrazione e costruzione di una nuova identità collettiva.

“Le residenze artistiche rappresentano una straordinaria opportunità di crescita culturale, sociale ed economica per il nostro territorio e si inseriscono pienamente tra le azioni previste dal PNRR, che guarda ai borghi come luoghi vivi, capaci di produrre innovazione a partire dalla propria identità – ha detto il Sindaco di Monte Castello di Vibio, Agnese Cerquaglia Il progetto “MCV Art Academy – Terra di Luce” nasce proprio da questo concetto: da anni artisti provenienti da ogni parte del mondo, scelgono il nostro borgo per vivere un’esperienza immersiva nell’arte, riconoscendolo come luogo ideale per la pittura e la creazione artistica. La qualità della luce, i panorami a 360°, la quiete e l’atmosfera che qui si respira rendono il nostro territorio una vera e propria fonte di ispirazione. Riteniamo che le residenze artistiche possano rafforzare e incrementare le attività già presenti, anche grazie alla storica scuola d’arte di scultura e pittura che da oltre trent’anni opera sul territorio. Un percorso che coinvolgerà le strutture ricettive e ristorative locali, contribuendo a generare un indotto concreto e duraturo, e che permetterà al tempo stesso di far conoscere i nostri luoghi della cultura e i nuovi spazi pubblici che potranno essere messi a disposizione degli artisti”.

Fil rouge delle residenze sarà il concetto di luce, intesa sia come fenomeno fisico capace di modellare il paesaggio, sia come elemento intimo e simbolico, strumento di riflessione interiore e di riscoperta dell’identità individuale e collettiva.

Il programma si è aperto con la residenza “Light, Ambient and Atmosphere” (1°–7 febbraio 2026), curata dagli artisti Sandford and Gosti, che ha riunito artisti visivi, scultori, musicisti e performer impegnati in una ricerca sulla luce come materia, esperienza e linguaggio. Durante la residenza gli artisti partecipanti hanno proposto pratiche creative diversificate, da installazioni site-specific e interventi architettonici a performance vocali all’alba, con azioni comunitarie e dispositivi di osservazione del paesaggio, trasformando così l’esperienza in un laboratorio condiviso in cui la luce rivela storie, memorie, identità e relazioni con l’ambiente, generando un dialogo dinamico tra arte, territorio e presenza umana.

Dal 24 febbraio al 1° marzo si è tenuto “Pisma” (a cura di Giacomo della Rocca di Dromo Studio, dedicata alla scrittura osservativa e cinematografica, “Geografie di Volti” ( 26 febbraio al 1° marzo) e “Geologie di Luce” che si terrà dal 23 al 28 marzo), entrambe a cura di Sophie Persello e Christine Noël dell’Associazione Tangram, percorsi di osservazione del paesaggio e intervento artistico nello spazio pubblico, fino alle residenze performative e musicali “Radia” (14-17 aprile) a cura di Lorenzo Brilli, “Komorebi” (29 aprile-3 maggio) a cura di Angelica Di Giacomo, Gruppo spettacolo Contr_Arie e Compagnia Sesti/Contini ed “Oltre” a cura di Samuele Chiovoloni. A chiudere il ciclo sarà la residenza curata dall’Accademia delle Belle Arti di Perugia, con la realizzazione di opere in legno pensate per una permanenza duratura nel borgo.

Le residenze saranno accompagnate da momenti di apertura al pubblico, restituzioni informali e installazioni condivise, coinvolgendo attivamente la comunità locale, le strutture ricettive e i luoghi della cultura, e contribuendo a generare un indotto culturale ed economico duraturo.

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