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Moderna e contemporanea: la scelta di Tornabuoni Arte

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Firenze e Milano, fino a novembre 2026

Moderna e contemporanea: la scelta di Tornabuoni Arte

I protagonisti del Novecento scelti da Roberto Casamonti ed esposti nelle due gallerie di Firenze e Milano

Di Andrea Schillaci

Alighiero Boetti, Mappa, 1983-84, ricamo su tessuto, cm 114,3 x 168,9

Alighiero Boetti, Mappa, 1983-84, ricamo su tessuto, cm 114,3 x 168,9

Tornabuoni Arte presenta l’edizione 2026 dell’Antologia Scelta. Arte Moderna e Contemporanea, uno degli appuntamenti più attesi dell’anno, che riunisce una selezione di opere emblematiche, sintesi del lavoro di ricerca e di approfondimento condotto nel corso dell’ultimo anno. L’esposizione è stata inaugurata il 4 dicembre nella sede di Firenze (Lungarno Benvenuto Cellini, 3) e proseguirà, da giovedì 11 dicembre, a Milano (via Fatebenefratelli, 36), con due percorsi complementari che restituiscono la varietà e la qualità della proposta artistica della galleria.

Ormai punto di riferimento per collezionisti e appassionati, la rassegna riflette l’impegno costante di Tornabuoni Arte e del suo fondatore Roberto Casamonti nella promozione e nello studio dei protagonisti dell’arte del Novecento e delle espressioni più rilevanti della contemporaneità, consolidando al tempo stesso una relazione sempre più attiva con istituzioni, musei e realtà culturali internazionali.

Carla Accardi, Serie parentesi (Blu), 1982, tempera vinilica su tela grezza, cm 70 x 95

Carla Accardi, Serie parentesi (Blu), 1982, tempera vinilica su tela grezza, cm 70 x 95

La mostra, insieme al volume che l’accompagna, offre una lettura trasversale dell’evoluzione artistica dal primo Novecento ai linguaggi più attuali. L’edizione 2026 si arricchisce di un nuovo saggio critico, Solo l’arte può salvarci, firmato Gino Pisapia, che invita a considerare il ruolo dell’arte come strumento etico e linguaggio universale di libertà e condivisione, capace di interpretare le complessità del presente e di restituire all’arte il suo valore umano e spirituale.

Il percorso espositivo raccoglie un importante nucleo di lavori che attraversano oltre un secolo di esperienze visive, dai maestri delle avanguardie storiche ai protagonisti del dopoguerra e delle sperimentazioni contemporanee europee e internazionale.  Ad aprire la mostra, due figure femminili centrali dell’arte italiana del secondo Novecento: Carla Accardi, con tre opere datate tra il 1962 e il 1991- tra cui Serie parentesi (Blu), 1982, dove sulla tela grezza trapelano stesure cromatiche di varia intensità – e Marina Apollonio, pioniera dell’Optical Art, con Dinamica ellittica (1967-2011). Piero Dorazio, che con Accardi fu tra i fondatori del Gruppo Forma 1, è presente con cinque lavori che testimoniano la sua profonda esplorazione del colore in relazione alla forma, in particolare nel dipinto La mecca (1968).

Giorgio de Chirico, Apparizione della ciminiera, 1934-44, olio su tela, cm 81,3 x 54,3

Giorgio de Chirico, Apparizione della ciminiera, 1934-44, olio su tela, cm 81,3 x 54,3

Anche in questa edizione trovano spazio Lucio Fontana con uno splendido Concetto spaziale, Attese (1965-66) e Alighiero Boetti, rappresentato da una grande Mappa del 1983–84, in cui emerge il tema della guerra e delle sue conseguenze geopolitiche.  Presente anche Alberto Burri, altro gigante del Novecento, che condivide con Fontana la concezione di un’arte totale, in cui pittura e scultura si fondono, come in Combustione plastica (1957).

Le differenti sperimentazioni degli anni Settanta, in Italia e all’estero, trovano qui puntuali riferimenti: Sans titre, una gouache e inchiostro di china su carta spessa, dello spagnolo Joan Mirò, datata proprio 1970; sempre del 1970, Senza titolo dello scultore e scenografo Mario Ceroli e di appena un anno dopo, Del nostro tempo (P.O.), 1971, di Emilio Vedova, che testimonia la continua tensione dell’artista verso nuovi linguaggi. Più o meno nello stesso periodo, nel 1976, Arnaldo Pomodoro, recentemente scomparso, realizzava Cronaca 7: Gastone Novelli, omaggio uno dei massimi esponenti della pittura europea del dopoguerra. Alla fine del decennio, Mario Schifano firmava un’opera della serie Paesaggio anemico, dove la materia pittorica si fa pulsante e vibrante.

Joan Mirò, Sans titre, 1970, gouache e inchiostro di china su carta spessa, 35 x 32,5

Joan Mirò, Sans titre, 1970, gouache e inchiostro di china su carta spessa, 35 x 32,5

Accanto a Mirò, la rassegna presenta importanti opere di artisti internazionali come T 1962 – U13 (1962) di Hans Hartung e Composition abstraite (1964) di Serge Poliakoff, e lavori emblematici di Le Corbusier, Jean Fautrier, Georges Mathieu e Matta.

Uno sguardo attento è riservato anche a coloro che hanno segnato la storia dell’arte del primo Novecento: Alberto Savinio con Inspection du monde, 1929; Gino Severini con Natura morta, pittura su vetro, del 1930 ca.; Giorgio de Chirico rappresentato da Apparizione della ciminiera, 1934-44, scelta per la copertina del volume e infine Massimo Campigli, testimoniato da Sul fiume / Il ponte, affresco su tela applicato su tavola, firmato e datato 1941.

Con l’Antologia Scelta 2026, Tornabuoni Arte rinnova il proprio impegno nel valorizzare il confronto tra epoche e linguaggi diversi, offrendo al pubblico un percorso che mette in relazione passato e presente e restituisce, attraverso le opere, la continuità e la vitalità del pensiero creativo.

Lucio Fontana, Concetto spaziale, Attese, 1965-66, idropittura su tela, cm 54 x 65,5

Lucio Fontana, Concetto spaziale, Attese, 1965-66, idropittura su tela, cm 54 x 65,5

Scheda Tecnica mostra:

Titolo: Antologia Scelta 2026

Dove: Tornabuoni Arte

Indirizzo: Firenze, Lungarno Benvenuto Cellini, 3

Info: Tel. +39 055 6812697 | info@tornabuoniarte.it – www.tornabuoniart.com

Orario: lunedì-venerdì: 9.00-13.00 / 15.00-19.00

Indirizzo: Milano, Via Fatebenefratelli 34/ 36

Info: Tel.  + 39 02 6554841 | milano@tornabuoniarte.it 

Orario: lunedì: 15.00-19.00 martedì-sabato: 10.00-13.00 / 15.00-19.00

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