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Ciò che mi guarda

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Roma, dal 29 maggio al 1° novembre 2026

Ciò che mi guarda

Al MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma la prima grande retrospettiva italiana dell’artista svizzera Miriam Cahn, segna il momento centrale della programmazione 2026 dello spazio espositivo. Fino al 1° novembre 2026

Miriam Cahn o.t., 6.7.24 oil on canvas 81 x 71 cm Courtesy of the artist, Meyer Riegger and Galerie Jocelyn Wolff Ph . Fabrice Gousset

Miriam Cahn o.t., 6.7.24 oil on canvas 81 x 71 cm Courtesy of the artist, Meyer Riegger and Galerie Jocelyn Wolff Ph . Fabrice Gousset

Il MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma presenta Ciò che mi guarda, la prima grande retrospettiva museale dedicata all’artista Miriam Cahn in Italia, a cura della direttrice artistica del museo Cristiana Perrella. La mostra, aperta al pubblico dal 29 maggio al 1° novembre 2026, costituisce il fulcro della programmazione 2026 del MACRO, promossa dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e dall’Azienda Speciale Palaexpo, prodotta e organizzata da Azienda Speciale Palaexpo.

Nata a Basilea nel 1949, Miriam Cahn è oggi riconosciuta come una delle voci più urgenti e necessarie dell’arte contemporanea internazionale. La sua opera – prevalentemente pittura, disegno, pastello – attraversa oltre cinquant’anni di ricerca con una coerenza etica e formale rara: il corpo umano, la violenza, il desiderio, la vulnerabilità e la guerra costituiscono i nuclei centrali di una pratica che rifiuta ogni estetizzazione del dolore e ogni compromesso. Nonostante la crescente attenzione internazionale degli ultimi anni – dalla Biennale Arte di Venezia alle retrospettive al Palais de Tokyo di Parigi e al Museo Reina Sofía di Madrid – mancava finora una sintesi ampia in una grande istituzione italiana.

Miriam Cahn menstruationshaus, 1982 chalk on vellum 370 x 540 cm Courtesy of the artist, Meyer Riegger and Galerie Jocelyn Wolff Ph . Oliver Roura

Miriam Cahn menstruationshaus, 1982 chalk on vellum 370 x 540 cm Courtesy of the artist, Meyer Riegger and Galerie Jocelyn Wolff Ph . Oliver Roura

Il progetto espositivo al MACRO occupa la sala principale del museo, uno spazio di circa 1.400 metri quadrati, e riunisce oltre 100 opere che coprono l’intera traiettoria dell’artista, dalla fine degli anni Settanta ai lavori più recenti. Il percorso non segue un ordine cronologico, ma si articola in costellazioni tematiche che mettono in luce la continuità delle sue ossessioni formali e politiche: la rappresentazione del corpo femminile, la denuncia della violenza bellica, la dimensione erotica come atto di resistenza.

I lavori a carboncino su carta di grande formato degli esordi dialogano con gli acquerelli dai colori intensi degli anni Ottanta e primi Novanta dedicati all’Atombombe, l’arma atomica tornata di drammatica attualità, e con i dipinti su tela più recenti, restituendo la radicalità intatta di un linguaggio che nel tempo non ha perso forza espressiva. Il corpo è al centro della sua pittura — frantumato, esposto, resistente — reso attraverso un segno urgente e grezzo, deliberatamente lontano da qualsiasi perfezione formale.

Miriam Cahn könnteichsein, 26.9.2022 oil on canvas 45 x 70 cm Private Collection

Miriam Cahn könnteichsein, 26.9.2022 oil on canvas 45 x 70 cm Private Collection

Elemento centrale del progetto sono le room installations, una modalità espositiva che Miriam Cahn sviluppa fin dagli anni Ottanta e che costituisce uno degli aspetti più distintivi della sua pratica.
Non si tratta di semplici aggregazioni di opere, ma di nuclei autonomi concepiti come unità di senso: ogni installazione corrisponde a un ciclo specifico di lavori, pensati per entrare in relazione reciproca all’interno di una precisa configurazione spaziale. Per Cahn, le room installation sono uno strumento di pensiero — un modo di articolare nello spazio ciò che un singolo dipinto non può contenere da solo.

In mostra al MACRO le room installation Herumliegen (2022) e Familienraum (1996-2009). Herumliegen, realizzata in risposta all’invasione russa dell’Ucraina, porta con sé tutta l’urgenza di una reazione immediata agli eventi.

Il progetto allestitivo è affidato a Didier Fiúza Faustino // Bureau des Mésarchitectures. Artista concettuale e architetto franco-portoghese, Fiúza Faustino lavora sul rapporto tra corpo e spazio. Al crocevia tra arte e architettura, la sua pratica è multiforme: va dall’installazione alla sperimentazione, dalla creazione di opere plastiche alla progettazione di spazi capaci di coinvolgere i sensi. Nei suoi lavori, interroga il corpo nella sua dimensione percettiva, sociale e politica, portandolo in uno stato di instabilità. I suoi progetti si caratterizzano per lo sguardo critico e per la capacità di offrire esperienze inedite al corpo individuale e collettivo.

 

Miriam Cahn herumliegen, 29.8.22 + 15.1.23 oil on wood 90 x 100 cm part of the room installation HERUMLIEGEN , 2022 Courtesy of the artist, Meyer Riegger and Galerie Jocelyn Wolff

Miriam Cahn herumliegen, 29.8.22 + 15.1.23 oil on wood 90 x 100 cm part of the room installation HERUMLIEGEN, 2022 Courtesy of the artist, Meyer Riegger and Galerie Jocelyn Wolff

Scheda tecnica mostra:

Titolo: Ciò che mi guarda

Dove: MACRO Museo d’Arte Contemporanea Roma, via Nizza 138 – 00198 Roma

Quando: dal 29 maggio al 1° novembre 2026

Info: museomacro.it tel. 06 696271

 

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