Un viaggio nella storia della scultura: dall’antico Egitto alla Grecia classica fino a Michelangelo, Auguste Rodin, Louise Bourgeois, Francesco Vezzoli e Danh Vo. Fino al 24 gennaio 2027 a Palazzo Strozzi a Firenze
Di Andrea Schillaci
Palazzo Strozzi presenta Broken. Il potere del frammento, una grande mostra che celebra il potere evocativo e il fascino che il frammento ha esercitato nella storia della scultura dall’archeologia all’arte contemporanea. Organizzata con la National Gallery of Art di Washington, l’esposizione si pone come un emozionante viaggio tra culture e storie di tutto il mondo attraverso oltre ottanta opere che mettono in luce non solo il valore estetico ma anche le affascinanti vicende storiche e i forti significati politici e simbolici che ogni frammento di scultura racchiude.
Arte romana. Mano destra di una statua colossale tradizionalmente associata a Costantino
Auguste Rodin – L’homme qui marche, 1903 circa, probabile fusione
La mostra riunisce prestiti dalle più importanti istituzioni internazionali, tra cui il Metropolitan Museum di New York, il Museo del Louvre di Parigi, il British Museum di Londra, il Museo Archeologico Nazionale di Atene, il Museo Nazionale Romano, il Museo Archeologico Nazionale di Firenze e il Museo Nacional de Antropología di Città del Messico. Il progetto attraversa epoche e geografie diverse: dalle antiche civiltà dell’Egitto, della Mesoamerica, dell’Etruria, della Grecia e di Roma, si estende fino alle culture premoderne e moderne degli attuali Messico, Mali, Perù e Cambogia.
Opere dei principali maestri della storia dell’arte, tra cui Giovanni Pisano, Michelangelo, Antonio Canova, Auguste Rodin, sono affiancate alle sculture di artisti contemporanei come Louise Bourgeois, Huma Bhabha, Robert Gober, Francesco Vezzoli e Danh Vo, che hanno assunto il frammento come punto di partenza per nuove possibilità espressive. In occasione della mostra, inoltre, Palazzo Strozzi presenta una nuova installazione dell’artista Mark Manders, concepita per il Cortile rinascimentale.
Robert Gober, Untitled, 1991
La mostra indaga le ragioni e le circostanze che hanno determinato la distruzione o il danneggiamento di sculture, dalle iconoclastie antiche e moderne alle devastazioni belliche, dal vandalismo alle calamità naturali. Il percorso conduce attraverso momenti cruciali della storia, tra i quali le guerre e le riforme religiose, la Rivoluzione francese, i conflitti mondiali e l’alluvione di Firenze del 1966, permettendo un’ampia riflessione sul valore politico che queste opere hanno acquisito con la loro rottura.
Se i frammenti sono fondamentali per la nostra comprensione del passato, essi sono molto più che semplici resti di un’unità perduta. Esistono come oggetti autonomi, degni di essere osservati e interpretati come opere d’arte a sé stanti, capaci di oltrepassare il loro contesto originario per raccontare storie di trasformazione, distruzione e rinascita.
Julius Von Bismarck, The elephant in the room, 2023
Nel tempo il loro significato si è evoluto: da simboli di eventi traumatici sono divenuti stimoli per l’immaginazione, generando un dialogo continuo e dinamico tra passato e presente.
Perché i frammenti continuano a esercitare un fascino così profondo? Cosa ci spinge a soffermarci davanti a una statua mutila, a una testa spezzata, a un corpo segnato dalla violenza o dal tempo? Da sempre la rottura accompagna la storia delle opere d’arte. Il tempo, gli eventi naturali, le guerre, l’iconoclastia, la devozione, il riuso e persino la creazione artistica hanno trasformato opere nate come unità compiute in oggetti frammentari, capaci tuttavia di conservare – e talvolta accrescere – la propria forza espressiva.
Paul Pfeiffer, Justin Bieber head, 2023
Scheda tecnica mostra
Titolo: Broken. Il potere del frammento
Dove: Palazzo Strozzi, Piazza degli Strozzi, 50123 Firenze FI
Quando: dal 25 settembre 2026 al 24 gennaio 2027
Orario: Tutti i giorni 10.00-20.00. Giovedì fino alle 23.00
Biglietti: intero 21 euro
Info: T. +39 055 2645155, email: info@palazzostrozzi.org, sito: https://www.palazzostrozzi.org/


