Fino al 29 marzo la città dei Gonzaga ospita la quarta edizione della Biennale della Fotografia Femminile, diretta da Alessia Locatelli. Undici mostre internazionali indagano il tema “Liminal”, tra crisi climatica, identità e nuove narrazioni del mondo contemporaneo. Un mese di incontri e progetti dedicati alla fotografia femminile internazionale
di Andreina Pezzi
A Mantova lo sguardo delle donne diventa racconto e confronto attraverso le immagini della Biennale della Fotografia Femminile. Qui le fotografe si incontrano, dialogano, interrogano il presente con i loro lavori e con le loro storie.
Raggiungerla dalle varie città dell’Emilia Romagna è quasi naturale e nel mese di marzo con i primi segnali di primavera, visitare la Biennale diventa esperienza culturale, un gesto di risveglio civile prima ancora che artistico. Oggi non è più possibile parlare di fotografia ignorando lo sguardo femminile.
Ogni fotografia infatti nasce da uno sguardo. Ma non tutti gli sguardi nella storia dell’immagine hanno avuto lo stesso spazio. È anche da questa consapevolezza che nasce la Biennale della Fotografia Femminile di Mantova, che venerdì 6 marzo, nel weekend dedicato alla festa della donna, ha inaugurato la sua quarta edizione negli spazi della Casa del Mantegna.
Per un mese, termina il 29 marzo, la città lombarda si trasforma in un laboratorio internazionale dedicato alla fotografia delle donne, accogliendo artiste provenienti da diversi Paesi e progetti capaci di interrogare i grandi temi del presente.
Il titolo scelto per l’edizione 2026, Liminal, rimanda a una condizione di soglia. Uno spazio di passaggio, instabile e aperto, in cui il passato non basta più a spiegare il presente ed il futuro resta ancora da immaginare. Una dimensione che la fotografia contemporanea conosce bene, perché ogni immagine nasce proprio in quel territorio incerto: realtà e interpretazione.
Alla guida della Biennale c’è, come nelle edizioni precedenti, Alessia Locatelli, curatrice e storica della fotografia che negli anni costruisce un percorso riconoscibile per rigore e sensibilità. Chi frequenta questo mondo sa quanto il suo lavoro contribuisca a portare alla luce ricerche e autrici spesso rimaste ai margini del racconto ufficiale della fotografia. La Biennale mantovana riflette bene questo suo approccio, uno sguardo attento e curioso, capace di coniugare qualità curatoriale e attenzione ai temi del presente. Dietro la crescita costante della manifestazione si riconoscono chiaramente la passione e la determinazione con cui Alessia Locatelli continua a sostenerne la visione.
Promossa dall’Associazione La Papessa con il sostegno del Comune di Mantova, la Biennale riunisce mostre di fotografe italiane e internazionali distribuite in diversi luoghi della città, dalla Casa di Rigoletto alla Casa del Pittore, confermando Mantova come uno dei punti di riferimento internazionali per la riflessione sullo sguardo femminile.
Alessia Locatelli
Alessia Locatelli quale è il filo invisibile unisce le autrici invitate quest’anno?
”Quando ci siamo raccolte per decidere, abbiamo trovato nel concetto di Liminalità un ottimo approdo. Lo spazio liminale Identifica esattamente il momento storico dentro cui ci muoviamo. E’ lo spazio del caos, della creazione e dell’incertezza. Non segue né regole morali, né etiche. pone gli esseri umani nella condizione di un confronto con dubbio e disorientamento che ha interrotto la capacità di sognare un futuro. La selezione delle 11 mostre Main della IV edizione, contempla tutti i linguaggi dell’arte fotografica e si declina all’interno di materie complesse e attuali: dalla crisi climatica alla geopolitica; dal corpo intimo alle relazioni”
Alessia cosa la spinge, dopo quattro edizioni, a continuare a far crescere questo progetto e quale responsabilità sente oggi.
”A parità di Uomini e Donne che studiano fotografia, nel momento in cui si parla di professionismo, i numeri ci parlano di una grandissima differenza di occasioni di esposizione, di lavori commissionati a pagamento, copertine di testate internazionali. Purtroppo i dati parlano chiaro c’è ancora un forte squilibrio che si aggira intorno al 75%, venticinque percento di visibilità tra il genere maschile e quello femminile. Ripeto a parità di studi e di professionismo in ambito fotografico.
La Biennale cerca di colmare questi numeri oggettivi attraverso un festival coraggioso, culturalmente altissimo e ambizioso per l’Italia ma che si colloca già sin dalla sua origine in doppia lingua perché è l’unico festival nel mondo Biennale dedicato alla fotografia femminile internazionale. Abbiamo scelto marzo perché è il mese dedicato alle donne ma vorremmo che nel futuro non ci dovesse essere un mese o addirittura il giorno dell’8 marzo dentro cui rilegare il pensiero o pensare che regalare una mimosa possa appianare le situazioni di questo Gap di genere. Però crediamo anche che il lavoro vada fatto insieme, Uomini e Donne, prendendosi per mano. Vediamo sempre di più Nelle nuove generazioni questa attenzione quindi siamo molto contente che il nostro festival nasca su un futuro sicuramente in cambiamento”.
Tra le iniziative della Biennale della Fotografia Femminile di Mantova trova spazio anche il Premio Musa, giunto quest’anno alla sua settima edizione e dedicato alla produzione di portfolio e lavori progettuali di fotografe italiane, con l’obiettivo di sostenere e valorizzare la fotografia femminile nel nostro Paese.
Per noi, a Reggio Emilia, dove la fotografia trova da tempo festival, autori e spazi di ricerca, iniziative come questa diventano anche un’occasione per interrogarsi su come cambia oggi il modo di guardare e di raccontare il mondo.
Biennale della Fotografia Femminile “LIMINAL” 6-29 marzo 2026, Mantova (varie sedi)
LE ARTISTE
NADIA BSEISO Infertile Crescent
Galleria Disegno, ore 10-13 / 15-19, sabato e domenica
MACKENZIE CALLEì – The Gay Space Agency
Casa del Mantegna, ore 10-18:30, sabato e domenica
LISA ELMALEH Tierra Prometida
Galleria Disegno, ore 10-13 / 15-19, sabato e domenica
JULIA FULLERTON-BATTEN Contortion
Galleria Disegno, ore 10-13 / 15-19, sabato e domenica
LEE GRANT Ancestral Constellations
Spazio Arrivabene 2, ore 10-13 / 15-19, sabato e domenica
PIA-PAULINA GUILMOTH Flowers Drink the River
Casa di Rigoletto, ore 9-18, sabato e domenica
KEERTHANA KUNNATH Not What You Saw
Casa del Mantegna, ore 10-18:30, sabato e domenica
BARBARA PEACOCK American Bedroom
Casa del Mantegna, ore 10-18:30, sabato e domenica
GAIA SQUARCI The Cooling Solution
Casa del Pittore, ore 10-13 / 15-19, sabato e domenica
ABBIE TRAYLER-SMITH The Big O e Kiss It!
Casa di Rigoletto, ore 9-18, sabato e domenica
IMOGEN CUNNINGHAM Shifting the Focus
Casa del Mantegna, ore 10-18:30, sabato e domenica
TALK Tutti i Talk sono aperti gratuitamente al pubblico presso la Casa del Mantegna in via Acerbi 47
Domenica 15 marzo, ore 16:30
Tierra Prometida, presentazione del progetto con Lisa Elmaleh (da remoto)
Sabato 21 marzo, ore 10:30
La fotografia come terapia per superare una crisi
Speaker: Elena Alfonsi
Sabato 21 marzo, ore 16:30
Il corpo come contesto
Speaker: Marta Viola
Domenica 22 marzo, ore 10:30
5 libri fotografici per esplorare il concetto di limite
Speaker: Emanuela Amadio di Case di Fotografia
Domenica 22 marzo, ore 16:30
SCOMODƏ – Figure e pratiche sul femminile che rompono la narrazione Ieri, domani, sempre
Speakers:Futura Pagano e Sara Scanderebech di GOD IS A WOMAN
Sabato 28 marzo, ore 10:30
Introduzione alla collezione
Speaker: Pier Luigi Gibelli
Sabato 28 marzo, ore 14:30
Spazio Liminale Virtuale: Le insidie dei social network
Speaker: Serena Mazzini
Domenica 29 marzo, ore 10:30
Corpi grassi in transizione. La non conformità ai margini
Speakers: Lara Lago e Giulia Capodieci, fondatrici di Culona


