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Cosmo Sallustio, Magia della Realtà

3 min

Roma, dal 6 al 28 giugno 2026

Cosmo Sallustio, Magia della Realtà

In mostra a La Vaccheria una quarantina di opere, molte delle quali inedite ed esposte per la prima volta a Roma, tra olii, disegni, acquarelli, tecniche miste, chine e sculture

 

 

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Cosmo Sallustio, Io pulcinella, 2003, olio su legno (150×75 senza cornice)

La mostra “Cosmo Sallustio. Magia della Realtà” a cura di Marco Nocca e Monica Sallustio ospitata presso La Vaccheria di Roma dal 6 al 28 giugno 2026 vuole far conoscere anche al grande pubblico attraverso una quarantina di opere – molte delle quali inedite ed esposte per la prima volta a Roma – tra olii, disegni, acquarelli, tecniche miste, chine e sculture, l’opera di questo artista nato a Molfetta nel 1930 e morto a Roma nel 2010.

L’esposizione, dopo il successo della mostra tenutasi a Bergamo nel 2024 presso la galleria Ceribelli in occasione del 25esimo anno del Festival di Cultura La Milanesiana, ideato e diretto da Elisabetta Sgarbi, alla quale si deve la riscoperta di Cosmo Sallustio, si avvale del Patrocinio del Municipio IX Roma Eur di Roma Capitale in collaborazione con Aurorart. La cultura al centro, Main Sponsor Fondazione Elisabetta Sgarbi.

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Cosmo Sallustio, Monica 2, china su cartoncino, 35×50 (35×56)

“L’ho guardato nei suoi quadri accompagnati da lunghe didascalie illustrative, e ho provato a collocarlo nel tempo e nello spazio: anni trenta? Anni quaranta? Anni cinquanta? No. Attivo nel Nord? A Roma? Nel Meridione? Mah. I riferimenti più plausibili sono maestri rari e indipendenti, come Cagnaccio di San Pietro, Ubaldo Oppi, Antonio Donghi, Riccardo Francalancia, Dyalma Stultus, Giannino Marchig, Cencio de Stefani, Dino Martens: sono artisti che io ho cercato nelle pieghe della storia e, probabilmente, in parte sconosciuti a Sallustio. Diversi tra loro, hanno in comune con lui la libertà di invenzione di soggetti fantastici, per composizione e disobbedienza. Sono tutti, in senso lato, realisti, ma di quel realismo magico che altera la realtà e li avvicina ad alcuni grandi, riconosciuti e distinti, maestri di quella che in Germania si chiama “Nuova oggettività” (Neue Sachlichkeit), affine al movimento di “Valori plastici”.” (V. Sgarbi).

La figura di Cosmo Sallustio è quella di un artista poliedrico e complesso. Nato in Puglia, dopo gli studi classici si sposterà a Roma nel 1958 dove prenderà l’abilitazione per l’insegnamento. Sarà la sua attività lavorativa principale vissuta con grande passione e dedizione. Ha lasciato molte pagine nelle quali riflette anche sul mondo che gli stava attorno, una società per lui troppo ricca di cose, ma povera di valori e sempre più legata alla costruzione in serie e al profitto. La perdita dell’artigianalità era per lui una sconfitta per l’uomo.

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Cosmo Sallustio, Il mercatino rionale ristrutturato, 1999, olio su legno (in due supporti) (218×209 con cornice)

Il percorso artistico di Cosmo Sallustio rappresentato nella mostra romana è caratterizzato in un primo momento da esercizi di stile, mettendo in pratica le sue conoscenze artistiche di tecniche e di stili: disegni a china, matita ed acquarello, tavole ad olio di grande e piccolo formato, sculture in cartone ed in metallo zincato. Sul finire degli anni Settanta, integra a questo la tematica religiosa, narrata attraverso parabole e passi del Vangelo dove i personaggi sono ricchi di quella simbologia che svela l’io più profondo dell’artista.

Gli anni Novanta segnano un’ulteriore evoluzione delle tematiche all’interno della sua opera, l’attualità e la politica lo stimolano a raccontare i fatti di cronaca più cruenti, quelli che sono diventati capisaldi della storia contemporanea. In primis la Guerra del Golfo sarà per lui motivo di tormento e dolore e sentirà la necessità di raccontarla nell’olio su tavola La guerra del Golfo del 1991. Più o meno dello stesso periodo è Dall’Apocalisse di San Giovanni, opera complessa e pregna di quel significato di lotta continua tra bene e male, in quegli anni metafora dello strazio dell’uomo e delle guerre che lo conducono alla distruzione della vita e della società.

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Cosmo Sallustio, Elsa, matite colorate su carta salvato, 37×37 (50×50)

La parola “musa” per Cosmo assume un significato molto particolare, non è solo quello di semplice fonte di ispirazione; le donne di cui lui si avvale sono quelle che più gli stanno vicino. L’unica opera in cui le donne di Cosmo non sono utilizzate solo come mero studio, è la grande tavola intitolata Mercatino rionale ristrutturato del 1999. Appaiono tutte, in una danza, un momento ludico e quasi onirico. È una rappresentazione ricca di simbologia ed esprime una conoscenza trasversale propria dell’artista, attraverso citazioni iconografiche, architettoniche e strutturali.

La pittura per Cosmo è terreno fertile di studio, di indagine continua e mezzo con cui esprime il suo animo più profondo. Al sorgere degli anni Ottanta il suo ruolo di docente alla scuola secondaria, lo porta a intraprendere con i suoi studenti ricerche estetiche, tecnologiche e storiche più impegnate dal punto di vista scultoreo. La materia plastica è motivo di riflessione anche se, come attesta una lettera inviata al Prof. Francesco Sisinni, dichiara di essere stato forzato ad abbandonare la ricerca della scultura di zinco per mancanza di spazio.

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Cosmo Sallustio, Dall’Apocalisse di San Giovanni, 1992-93, olio su tavola, 212,2X11,5

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Cosmo Sallustio, Il mercatino rionale ristrutturato, 1999, olio su legno (in due supporti) (218×209 con cornice)

Scheda Mostra

Titolo: “Cosmo Sallustio. Magia della Realtà”

Dove: La Vaccheria, Via Giovanni L’Eltore 35, (00144) Roma

Quando: 6 – 28 giugno 2026

Orario: da martedì a giovedì ore 9.00 – 13.00; da venerdì a domenica ore 9.00 – 19.00 (chiuso lunedì)

Ingresso libero

Info: tel. +39 392 0923625 –  https://sallustiocosmo.it

 

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