A Palazzo Roverella una grande mostra che mette in dialogo un protagonista dell’arte italiana dell’Ottocento e uno dei nomi più incisivi della scena europea. Fino al 28 giugno 2026
Federico Zandomeneghi, Il tè, collezione privata.
Palazzo Roverella presenta una grande mostra che mette in dialogo, per la prima volta in maniera organica, un protagonista dell’arte italiana dell’Ottocento e uno dei nomi più incisivi della scena europea: Federico Zandomeneghi (Venezia 1841 – Parigi 1917) ed Edgar Degas (Parigi 1834 – 1917).
L’esposizione, curata dalla storica dell’arte Francesca Dini, ricostruisce il rapporto intenso – talvolta spigoloso, sempre fecondo – che unì i due artisti nel corso di una lunga amicizia parigina. Il percorso espositivo illumina affinità, rimandi e sorprendenti convergenze tra due maestri capaci di ridefinire lo sguardo moderno ed è reso unico da prestiti nazionali e internazionali di straordinaria qualità, provenienti da importanti musei e collezioni.
Federico Zandomeneghi, Al Caffé Nouvelle Athènes, 1885, collezione privata.
Federico Zandomeneghi, Visita in camerino, collezione privata.
L’esposizione è promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, in collaborazione con il Comune di Rovigo e l’Accademia dei Concordi, con il sostegno di Intesa Sanpaolo, e prodotta da Silvana Editoriale.
La storiografia dell’epoca descrive Zandomeneghi e Degas come due personalità dal carattere non facile, ma accomunate da una profonda stima reciproca. Degas fu per Zandò un maestro e un mentore e il pittore italiano definiva il collega “l’artista il più nobile e il più indipendente dell’epoca nostra”, mentre Degas lo chiamava, con leggero sarcasmo affettuoso, “le vénetien”, alludendo all’orgoglio con cui il collega difendeva la propria identità italiana all’interno dell’ambiente impressionista. La mostra indaga in modo puntuale gli scambi, le influenze e gli arricchimenti che, in questo confronto costante, alimentarono l’opera di entrambi.
Edgar Degas, Dans un café, 1876, Paris, Musée d’Orsay. Photo Credit: RMN-Grand Palais / Adrien Didierjean/ Dist. Foto SCALA, Firenze
Il racconto prende avvio a Firenze, città in cui i due artisti – seppur in momenti diversi – maturarono parte della loro formazione. Degas vi giunse nel 1858 e trovò nel Caffè Michelangelo un luogo di dialogo creativo con i giovani pittori toscani. Qui approfondì lo studio della pittura rinascimentale e affinò il proprio linguaggio grazie al contatto con gli artisti legati alla poetica della “macchia”, come Vincenzo Cabianca.
La seconda sezione mette al centro gli anni italiani di Zandomeneghi, profondamente legato a figure come Giuseppe Abbati – di cui viene esposto il restaurato Monaco al coro (Museo e Real Bosco di Capodimonte) – e lo stesso Cabianca, rappresentato con studi di ciociare strettamente connessi al dipinto dei poveri che mangiano la zuppa sulla scalinata di una chiesa romana. È questo infatti il periodo in cui Zandò realizza l’opera che Manet ammirò a Brera: una testimonianza dell’energia creativa che precede la sua definitiva svolta parigina.
Federico Zandomeneghi, Bambina dai capelli rossi, 1895 ca., collezione privata, Milano. Courtesy Archivio Dini, Firenze
La mostra segue poi la conversione di Zandomeneghi all’impressionismo, avvenuta dopo il trasferimento a Parigi. Gli anni Ottanta, illustrati nella quarta sezione, segnano una stagione di piena maturità per l’artista veneziano.
Il percorso si chiude con l’anno 1886, ultima collettiva del gruppo impressionista, che segna una svolta: Zandomeneghi, pur rimanendo vicino ai compagni di stagione, evolve verso una sintesi più autonoma.
Questa mostra non solo illumina un rapporto artistico di straordinaria vitalità, ma restituisce la complessità di un’epoca in cui Firenze e Parigi, la tradizione e l’avanguardia, la macchia e l’impressione, dialogavano in un intreccio serrato che continua a parlarci con forza.
Edgar Degas, Classe de ballet, 1880 ca., collezione privata. Photo Credit: Dominic Büttner
Scheda tecnica mostra:
Titolo: Zandomeneghi e Degas. Impressionismo tra Firenze e Parigi
Dove: Palazzo Roverella, Via Laurenti 8/10, Rovigo
Quando: dal 27 febbraio al 28 giugno 2026
Orario: Dal lunedì al venerdì: 09.00 – 19.00. Sabato, domenica e festivi: 9.00 – 20.00
Biglietti: Intero 14 euro, ridotto 12 euro
Info: www.palazzoroverella.com T: 0425 460093


