La mostra, che inaugura ufficialmente l’apertura al pubblico di Palazzo Barbantini-Koch, ripercorre l’evoluzione della pittura di fiori nell’arte italiana tra Ottocento e primo Novecento, da Francesco Hayez, protagonista assoluto del Romanticismo, fino a Felice Casorati
Con l’apertura al pubblico di Palazzo Barbantini-Koch a Ferrara prende vita uno dei principali tasselli di Poli Culturali BPER. Un Sistema di Patrimonio Diffuso, il progetto attraverso cui BPER Banca mette in rete sedi storiche, collezioni, archivi e territori in un modello culturale unitario coordinato da La Galleria BPER. Accanto alla collezione permanente prende avvio il programma delle mostre temporanee. A inaugurare questo nuovo capitolo è la mostra VANITAS. Fiori e simboli, da Hayez a Casorati, curata da Fernando Mazzocca ed Elena Lissoni e realizzata da La Galleria BPER, in collaborazione con 24 ORE Cultura.
C’è qualcosa di antico e irrisolto nel gesto di dipingere un fiore. Una tensione silenziosa tra la meraviglia davanti alla bellezza e la latente consapevolezza che quella bellezza è destinata a sfiorire. È da questa tensione – mai del tutto risolta, mai del tutto sopita – che nasce VANITAS. Fiori e simboli, da Hayez a Casorati realizzata da La Galleria BPER e ospitata a Palazzo Barbantini-Koch a Ferrara dall’8 ottobre 2026 al 31 gennaio 2027.
Francesco Lojacono (Palermo 1838 – 1915) Nelumbium 1897 Olio su tela, 90 x 175 cm Collezione privata
Curata da Fernando Mazzocca ed Elena Lissoni e prodotta in collaborazione con 24 ORE Cultura, la rassegna ripercorre l’evoluzione della pittura di fiori nell’arte italiana tra Ottocento e primo Novecento, da Francesco Hayez, protagonista assoluto del Romanticismo, fino a Felice Casorati, interprete di un universo sospeso e meditativo in cui i fiori perdono ogni connotazione decorativa per farsi presenze silenziose e simboli esistenziali. Un percorso che attraversa, lungo la seconda metà dell’Ottocento e il primo decennio del Novecento – fino alla contemporaneità – i grandi movimenti dell’arte moderna: dal Romanticismo al Naturalismo, dal Divisionismo al Simbolismo, con protagonisti come Molteni, Domenico e Gerolamo Induno, Segantini e Previati, prima della cesura storica segnata dal primo conflitto mondiale e dall’avvento delle avanguardie.
Attraverso una selezione di oltre 40 opere tra dipinti e sculture, scelte con rigore per qualità e significato storico, il fiore è protagonista assoluto: è lo scenario in cui la bellezza e la malinconia si incontrano, dove il tempo lascia la sua impronta più sottile e più crudele.
Domenico Induno (Milano 1815 – 1878) Fiori alla Madonna 1835 Olio su tela, 55,5 ×40,5 cm (ovale) Milano, Galleria d’Arte Moderna Credito fotografico: © Comune di Milano – tutti i diritti riservati – Galleria d’Arte Moderna, Milano
Gaetano Previati (Ferrara 1852 – Lavagna, Genova 1920) Il sogno 1912 Olio su tela, 225 x 165 cm Collezione privata
Il genere della vanitas — tradizione figurativa che usa la fragilità dei fiori come specchio della precarietà dell’esistenza — diventa qui la chiave per rileggere un’intera stagione dell’arte e del pensiero. Le inquietudini del Romanticismo, le tensioni del Naturalismo, le oscure risonanze del Decadentismo, le suggestioni del Simbolismo: tutto converge nel petalo di una rosa, nel gambo spezzato di un giglio, nella luce che declina su una natura morta.
Specchio di un’intera epoca, i fiori riflettono anche i mutamenti della società borghese, in cui erano vissuti come elemento insostituibile dell’arredo domestico e come presenza muta e consolante nelle diverse fasi della vita — la nascita, gli incontri, la morte. Giardini coltivati e fiori recisi entrano così nel nuovo repertorio moderno, acquisendo una concretezza visiva e simbolica che si riconduce direttamente ai fatti dell’esistenza.
Francesco Hayez (Venezia 1791- Milano 1882) Vaso di fiori 1867 Olio su tela, 44,5 x 35 cm Collezione privata © Foto Antonio La Grotta
La mostra sceglie una prospettiva inedita, in quanto accanto alle opere pittoriche e scultoree — tra cui il dialogo, proposto per la prima volta, tra Hayez e Vincenzo Vela — il percorso intreccia le emozioni della poesia tra Romanticismo e Decadentismo, da Manzoni al Leopardi della Ginestra — il “fiore del deserto” simbolo del coraggio di sopravvivere — da Baudelaire al D’Annunzio dell’Alcyone, con i suoi fiori simbolisti, mitici cantori dell’unione panica con la natura. Per concludere con Pascoli e i protagonisti della letteratura crepuscolare come Gozzano e Palazzeschi. I versi immortali de Les Fleurs du Mal risuonano accanto alle tele, e il confine tra vedere e sentire si fa sottile, permeabile, vivo.
Uno spazio particolare è riservato a Amanzia Guerillot, pittrice lombarda di origine francese della quale si potranno ammirare l’emblematico ritratto eseguito dal più celebre marito Angelo Inganni, che la raffigura con accanto un vaso di fiori alla luce di una candela, e una serie di rarissime nature morte floreali, straordinarie per la resa virtuosistica del soggetto e per i colori smaglianti. Una figura a lungo rimasta nell’ombra, che la mostra restituisce finalmente alla luce.
Scheda tecnica mostra
Titolo: VANITAS. Fiori e simboli, da Hayez a Casorati
Dove: La Galleria BPER | Palazzo Barbantini-Koch Corso della Giovecca, 108 44121, Ferrara
Quando: dall’ 8 ottobre 2026 al 31 gennaio 2027.


