La mostra, ospitata al Museo Civico Archeologico di Bologna, nasce dal desiderio di andare oltre la dimensione iconica che ha consacrato Erwitt alla fama internazionale per restituire, attraverso le sue fotografie, il ritratto più intimo e personale dell’autore: l’uomo dietro l’obiettivo, il padre, il marito, l’amico, il viaggiatore, l’osservatore instancabile della condizione umana
USA, New York, 1954 © Elliott Erwitt
Dal 1° ottobre 2026 al 28 febbraio 2027, il Museo Civico Archeologico di Bologna ospita Elliott Erwitt. L’arte di osservare, una mostra che propone una rilettura inedita dell’opera di Elliott Erwitt (Parigi, 1928 – New York, 2023), tra i più importanti fotografi del Novecento.
Curata da Biba Giacchetti, prodotta e organizzata da Civita Mostre e Musei in collaborazione con il Museo Civico Archeologico del Settore Musei Civici del Comune di Bologna, Orion 57 e LGS SportLab, la mostra nasce dal desiderio di andare oltre la dimensione iconica che ha consacrato Erwitt alla fama internazionale per restituire, attraverso le sue fotografie, il ritratto più intimo e personale dell’autore: l’uomo dietro l’obiettivo, il padre, il marito, l’amico, il viaggiatore, l’osservatore instancabile della condizione umana.
Il percorso riunisce circa un centinaio di fotografie che attraversano l’intera carriera di Erwitt, accostando alle immagini entrate nell’immaginario collettivo un importante nucleo di opere provenienti dalla sua collezione privata, molte delle quali mai esposte al pubblico. Ne emerge una nuova chiave di lettura della sua fotografia: anche le immagini più celebri nascono spesso da frammenti di biografia, da esperienze private, da incontri e momenti apparentemente ordinari, per superare immediatamente i confini della vicenda individuale e diventare racconto universale.
È proprio questa capacità di trasformare il personale in condiviso a rendere le fotografie di Erwitt straordinariamente attuali e senza tempo. Più che una retrospettiva cronologica, Elliott Erwitt. L’arte di osservare si configura così come un ritratto in movimento, nel quale memoria privata e storia collettiva si intrecciano e restituiscono la complessità di uno sguardo che ha segnato la fotografia del Novecento.
France, Paris, 1989 © Elliott Erwitt
Il cuore del progetto curatoriale risiede nella volontà di mostrare quanto la fotografia di Elliott Erwitt sia stata profondamente autobiografica. La sua celebre ironia, spesso considerata una cifra puramente stilistica, nasce in realtà da una straordinaria capacità di osservare l’esistenza nelle sue contraddizioni, nelle sue fragilità, nei momenti di tenerezza e nella sua imprevedibile leggerezza.
Le fotografie private dialogano con i grandi reportage, con gli eventi che hanno segnato il Novecento e con i celebri ritratti delle personalità della politica, del cinema e della cultura internazionale. Un capitolo significativo della mostra è dedicato al rapporto tra Elliott Erwitt e l’Italia, Paese nel quale trascorse dodici anni fondamentali per la propria formazione umana e artistica. Le fotografie sono accompagnate da testi inediti di Biba Giacchetti, curatrice della mostra, che ha condiviso con Elliott Erwitt oltre trent’anni di collaborazione professionale, dialogo e amicizia.
Nel panorama della fotografia mondiale, l’unicità di Elliott Erwitt risiede nella capacità di attraversare l’intero spettro dei sentimenti umani, alternando registri profondamente diversi senza mai perdere coerenza, misura e verità. Ha raccontato i potenti e i bambini, la solennità e il gioco, la tragedia e la leggerezza. La sua fotografia non appartiene a un’epoca, ma alla natura umana. Per questo continua a parlarci con la stessa forza: nelle sue immagini riconosciamo sentimenti, fragilità, desideri, solitudini e sorrisi che appartengono a ciascuno di noi.
È questa la prospettiva da cui nasce Elliott Erwitt. L’arte di osservare: non soltanto una mostra sulle fotografie di un grande autore, ma un invito a entrare nel mondo di Erwitt attraverso la sua capacità più autentica e radicale, quella di guardare. Un’arte fatta di attenzione, pazienza, curiosità e libertà. Un modo di stare nel mondo. In fondo, per Elliott Erwitt, l’arte di osservare coincide con l’arte di vivere.
Scheda tecnica mostra:
Titolo: Elliott Erwitt. L’arte di osservare
Quando: fino al 28 febbraio 2027
Dove: Museo Civico Archeologico, Via dell’Archiginnasio 2, Bologna
Orari: Lunedì – venerdì 10.00 – 18.00; Sabato, domenica, festivi 10.00 – 19.00 Martedì (non festivi) chiuso
Biglietti: Open € 17,00, Intero € 16,00
Informazioni: www.civita.art serviziculturali@civita.art


