Alle Stanze della Fotografia, sull’Isola di San Giorgio, una mostra riunisce oltre 400 opere, tra stampe vintage originali, materiali d’archivio e documenti inediti, del celebre fotografo per il quale ogni immagine è un’equazione visiva tra linea, volume e spazio. Fino al 5 luglio 2026
Horst P. Horst. American Vogue Cover, May 15, 1941 © Horst P. Horst Estate
Le Stanze della Fotografia, sull’Isola di San Giorgio a Venezia, ospitano la più ampia e significativa mostra mai dedicata al fotografo Horst P. Horst. Curata da Anne Morin in collaborazione con Denis Curti, la mostra propone una rilettura originale e trasversale dell’opera di Horst P. Horst, restituendone tutta la complessità oltre i confini della fotografia di moda che lo consacrò sulle pagine di Vogue.
Il percorso espositivo lo reinserisce infatti nel più ampio e imprescindibile contesto dei riferimenti alla cultura classica e al vivace mondo dell’intellighenzia europea e americana del Novecento, con cui Horst dialogò costantemente.
Horst P. Horst. Carmen Dell’Orefice, Face Massage, New York, 1946
Horst P. Horst. Hands, Hands, Hands,1941 © Horst Estate
Horst P. Horst. La Geometria della Grazia è la più ampia e significativa mostra mai dedicata al celebre fotografo: riunisce oltre 400 opere, di cui circa la metà esposte per la prima volta, molte delle quali stampe vintage originali, affiancate da materiali d’archivio e documenti inediti come riviste d’epoca, disegni preparatori, schizzi e sketchbook, lettere indirizzate a Horst da Coco Chanel o Salvador Dalí, oltre a proiezioni e slideshow di immagini. L’opera di Horst P. Horst trasforma la fotografia in un’architettura di luce, dove ogni immagine è un’equazione visiva tra linea, volume e spazio.
Horst P. Horst. Lisa Fonssagrives modeling a hat by Suzy, 1938, Vogue
Horst P. Horst. Lisa Fonssagrives with turban, New York, 1940 © Horst Estate
Oltre alla semplice illustrazione, il fotografo, da sempre legato alla moda e all’architettura e al paesaggio, coglie la logica interna delle forme, convertendo i tessuti in volumi e componendo l’immagine in una dimensione metafisica ed eterna. In questa visione, la luce agisce come principio organizzatore capace di fondere arcaico e moderno in un equilibrio silenzioso.
Horst P. Horst. Luchino Visconti, Paris, 1936
Horst P. Horst. Marlene Dietrich, New York – Los Angeles, 1942
Lontano dal mero esercizio estetico, Horst concepisce l’immagine come un’architettura di forme e luce, un linguaggio rigoroso e sensuale insieme. Le sue fotografie, costruite secondo rapporti proporzionali precisi, rimandano a quella ricerca di perfezione che attraversa l’intera storia dell’arte, da Fidia a Le Corbusier, suo maestro negli anni parigini.
Horst P. Horst. Maria Callas, Waldorf Astoria hotel, New York, 1952 © Horst Estate
Prima di dedicarsi alla fotografia, infatti, Horst studia architettura ad Amburgo e Parigi, dove collabora con Walter Gropius e con il grande architetto svizzero, naturalizzato francese, Le Corbusier. Nelle sue composizioni – costruite come vere architetture visive – si riflettono i principi del Bauhaus e la tensione verso lo “spazio minimo”, concetto cardine dell’architettura moderna. Questa disciplina formale diventa cifra di uno stile unico: Horst trasforma la fotografia di moda in un esercizio di armonia, un incontro tra modernismo e classicità, tra rigore e sensualità.
Scheda tecnica mostra
Titolo: Horst P. Horst. La Geometria della Grazia
Dove: Venezia, Isola di San Giorgio Maggiore, Vaporetto: Fermata San Giorgio, linea 2
Quando: fino al 5 luglio 2026
Orario: Aperto tutti i giorni dalle ore 11 alle 19. Chiuso il mercoledì
Biglietti: Intero 14 euro, ridotto 12 euro
Info: tel.:+39 041 2412330, mail: lestanzedellafotografia@gmail.com


