La mostra al Centro Espositivo Antiquarium di Centuripe, tra Enna e Catania, intende raccontare un capitolo meno conosciuto dell’Avanguardia marinettiana: la presenza e l’evoluzione del Futurismo in Sicilia. Fino al 4 novembre 2025
Luigi Russolo, Città addormentata copia
Spesso sottovalutato, il Futurismo siciliano fu invece un fenomeno di grande vigore, capace di trasformare l’isola in un laboratorio di sperimentazione artistica che formò alcune delle menti più brillanti del Novecento. Artisti come Umberto Boccioni mossero i primi passi in Sicilia, e tra il 1927 e il 1929, protagonisti della scuola palermitana, come Pippo Rizzo, conquistarono notorietà sia a livello nazionale che internazionale. Eppure, nonostante le opportunità offerte altrove, molti di loro scelsero di restare, continuando a nutrire la tradizione artistica locale con una sensibilità profondamente radicata nella cultura isolana.
R. M. Baldessari, Cafe Le Lilleit, 1919 olio e pastelli ad olio su cartoncino, cm38,4×54,8 copia
L’esposizione al Centro Espositivo Antiquarium di Centuripe, tra Enna e Catania, si propone di riscoprire e valorizzare questo patrimonio poco esplorato, oltre a ripercorrere la storia del Futurismo da punti di vista inconsueti. Accanto ai maestri più celebri, come Balla e Boccioni, verranno presentati autori straordinari quali Giulio D’Anna, Pippo Rizzo e Vittorio Corona, insieme a opere di Fortunato Depero realizzate in Sicilia per committenti locali. Un percorso di circa 40 dipinti, provenienti da prestigiose collezioni italiane e raramente visibili al pubblico, restituirà l’atmosfera vibrante del movimento così come la immaginò Filippo Tommaso Marinetti.
Gerardo Dottori, paesaggio con lago e fiumi 1935, olio su tavola, cm40x30 copia
Fillia equilibrio di elementi aerei, 1931, collezione privata
Rumoroso, dinamico, visionario, il Futurismo ha segnato un momento di frattura radicale nella scena culturale italiana, segnando il passaggio verso la contemporaneità. Un modello da emulare, superare o contestare, ma sempre e comunque da tenere in considerazione nel dibattito artistico. La maggior parte della storiografia si concentra sugli esordi del movimento: dal 1909, con la pubblicazione del Manifesto del Futurismo su “Le Figaro”, fino alla prematura scomparsa di Boccioni nel 1916.
Giulio D’Anna – Sicilia, olio su tela, 1936-37, cm. 105×180 copia
Tuttavia, anche i due decenni successivi risultano cruciali per comprendere l’evoluzione del linguaggio futurista. Questo periodo evidenzia la capacità del movimento di adattarsi e rinnovarsi, distinguendosi dal clima del Ritorno all’ordine che permeò il dopoguerra europeo. Negli anni Trenta il Futurismo, pur marginalizzato dall’arte ufficiale, seppe creare una rete culturale articolata e complessa, tra serate, concerti, spettacoli, mostre, manifesti, riviste e saggi. Una vitalità dirompente che gli permise di diffondersi ben oltre i centri elitari, radicandosi anche nelle periferie e nei piccoli borghi.
Scheda tecnica mostra:
Titolo: Futurismo e futuristi siciliani
Dove: Centro Espositivo Antiquarium – Centuripe (En)
Quando: fino al 4 novembre 2025
Orari: Dal martedì al venerdì; dalle 15 alle19, sabato e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19; chiuso il lunedì
Biglietto:Intero – 8 euro, Ridotto – 4 euro
Info: e-mail: ufficioturistico@comune.centuripe.en.it www.centuripecittaimperiale.it


