Di Andrea Schillaci
L’esposizione, dedicata al fotografo Mario Strippini è stata inaugurata lo scorso 19 gennaio presso la trattoria 4 Leoni di Firenze. Visitabile fino al 19 aprile
Locandina Mario Strippini
E’ stata inaugurata il 19 gennaio presso la trattoria 4 Leoni a Firenze la mostra dedicata al fotografo Mario Strippini che resterà aperta fino al 19 aprile e che conclude la rassegna, curata da Anna Maria Amonaci e organizzata dal titolare della trattoria Stefano Di Puccio, Fotografia – Tracce Fiorentine che ha visto dal 7 marzo del 2025 avvicendarsi cinque personali di altrettanti fotografi, di generazioni diverse, legati a Firenze per nascita o formazione, a partire da Franco Cammarata, Lorenzo Bojola, Massimo D’Amato, Lapo Pecchioli e Gianluca Sgherri.
Nato a Firenze nel 1943, Mario Strippini dopo il Magistero in grafica, fotografia e pubblicità all’Istituto d’Arte di Firenze (1963), frequentò l’Accademia di Belle Arti, dove fu significativo l’insegnamento di Primo Conti. Tra i suoi docenti anche il giovane Carlo Del Bravo, la cui impostazione storico-umanistica lasciò un’impronta duratura nella sua visione. Iniziò la sua carriera nel 1968 aprendo un suo studio fotografico, condiviso fino al 1975 con l’amico fotografo Aldo Fallai.
Mario Strippini, a Bolsena da Franco Travisi, 1962. Stampa da negativo b_n, 42×30 cm
Negli anni Ottanta, Strippini ideò importanti esposizioni presso la Galleria Vivita, in Borgo degli Albizi, tra gli spazi più significativi per l’arte contemporanea a Firenze in quel decennio. Nello stesso periodo fondò, insieme a Maria Teresa Faini, il marchio Dodo, che proponeva arredi in legno dipinto in dialogo con l’estetica Neo Pop, in sintonia con le esperienze milanesi di Studio Alchimia.
“Nelle immagini di Mario Strippini – scrive Anna Maria Amonaci nel testo critico che accompagna la mostra – si individua quel rigore dello sguardo attento a fissare assetti geometrici degli spazi e mirato a rappresentare in fondo un ordine pieno e limpido di forte misura, direi metafisico, riferibile al genius loci di Firenze, a quell’essenza stessa della città, fatta di elementi materiali, quali il paesaggio e l’architettura, e da quelli immateriali: la storia, la cultura, la luce, i profumi, i sapori, la cui somma crea sensorialmente la struttura profonda di ognuno di noi”.
Mario Strippini, In Piazza Tasso, 1961. Stampa da negativo b_n, 48×60 cm
Durante la sua carriera, il fotografo fiorentino ha sperimentato vari stili, passando dalla fotografia documentaristica a scatti minimalisti e concettuali, soprattutto agli esordi, approdando negli anni Ottanta a un linguaggio pienamente postmoderno, cercando sempre di esplorare nuove forme espressive. Nella mostra, dagli scatti degli anni ’60, fino ad altri più recenti, emerge una sintesi della ricerca artistica di Strippini: una fotografia sempre modernissima, capace di interrogare lo spazio e la forma.
Legato inizialmente al mondo dei giovani creativi fiorentini dell’epoca, lo studio di Strippini e Fallai era tra i più rinomati nell’ambito della fotografia di moda e dello Still Life, tra i loro clienti figuravano Ferragamo, Gucci, Emilio Pucci e, allora emergenti, Cavalli e Armani. La mostra documenta parte di questo periodo mettendo insieme ritratti, come quello di Armani realizzato durante una festa del 1970, a foto realizzate negli atelier con set e composizioni decisamente innovativi.
Mario Strippini, Inverno a Boboli, scatto 1965, fotografia analogica (Linhof Kardan Color). Stampa Cibachrome anni ’90, 29,5×39,5 cm
Mario Strippini, Atelier Puccetti, 1970. Stampa da negativo Kodak Tri-x Pan, 28×40 cm
Di grande suggestione sono le immagini dedicate alla città, da Fontana in Piazza della Signoria a Inverno a Boboli, da Porta San Frediano a In Piazza Tasso, con il formidabile dettaglio del lenzuolo steso alla finestra, tutto giocato sulla semplicità delle linee geometriche della composizione e sui contrasti, virati sui toni del seppia. Notevole anche la capacità di immortalare l’espressione dei volti delle persone colte di passaggio nella serie Immagini sul Ponte Vecchio. Nelle vedute di Boboli, dove ad esempio una statua, coperta da un telo, è avvolta dalla nebbia, o in altre, come Pioggia nel Pineto, emerge un’atmosfera densa di mistero e di silenzio tangibile.
Chiude idealmente il percorso lo scatto A Bolsena da Franco Travisi (1962), uno spettacolare ritratto che sembra un fotogramma del Neorealismo italiano. Un volto di un bambino, ripreso di tre quarti, con due uccellini, posizionati tra il suo collo e la spalla, anch’essi con la stessa posizione, che accompagnano lo sguardo intenso del fanciullo.
Mario Strippini, Per Ferragamo, 1970. Stampa Cibachrome, 20×25 cm
Scheda tecnica mostra:
Titolo: Fotografia – tracce Fiorentine
Quando: fino al 19 aprile 2026
Dove: Trattoria 4 Leoni, Piazza della Passera, Firenze
Info: Tel. 055 218562 | info@4leoni.com www.4leoni.it


