Dal 12 febbraio al 14 giugno 2026, una grande mostra alle Gallerie Nazionali di Arte Antica a Palazzo Barberini, indaga il rapporto speciale tra Gian Lorenzo Bernini e Maffeo Barberini, papa Urbano VIII, suo primo e più decisivo committente
Gian Lorenzo Bernini , Monsignor Francesco Barberini , c. 1623 The National Gallery of Art, Samuel H. Kress Collection marmo, 80.01 x 65.88 x 25.72 cm (con base, 60.96 x 65.88 x 25.72 cm senza) ; numero d ’ inventario 1961.9.102
Dopo lo straordinario successo di Caravaggio 2025, dal 12 febbraio al 14 giugno 2026 le Gallerie Nazionali di Arte Antica presenteranno nelle sale di Palazzo Barberini la grande mostra Bernini e i Barberini, a cura di Andrea Bacchi e Maurizia Cicconi: un’indagine sul rapporto speciale tra Gian Lorenzo Bernini e Maffeo Barberini, suo primo e più decisivo committente, eletto pontefice nel 1623 con il nome di Urbano VIII.
La mostra offrirà un’occasione inedita per ripensare la nascita del Barocco attraverso la lente privilegiata del dialogo personale e intellettuale tra Bernini e papa Urbano VIII, figure chiave nell’affermazione del linguaggio artistico del loro tempo.
Gian Lorenzo Bernini, Busto di Papa Paolo V Borghese, 1621 – 1622, Statens Museum for Kunst, open.smk.dk, public domain
Pietro Bernini e Gian Lorenzo Bernini, Putto con drago, 1617 circa The J. Paul Getty Museum, Los Angeles Marmo, 55.9 × 52 × 41.5 cm, 19.2325 kg, numero d’inventario 87.SA.42
L’esposizione si colloca in coincidenza con il quattrocentesimo anniversario della consacrazione della nuova Basilica di San Pietro (1626), uno dei momenti più alti del Barocco romano e dell’attività berniniana. Fulcro dell’esposizione è l’indagine del ruolo di Maffeo Barberini come vero scopritore di Gian Lorenzo Bernini, riconoscimento già evidenziato da studiosi come Cesare D’Onofrio, Francis Haskell e Irving Lavin.
Gian Lorenzo Bernini, Busto di Camilla Barbadori (morta 1609). Madre di Papa Urbano VIII Barberini , 1619, Statens Museum for Kunst, open.smk.dk, public domain
In un dibattito ancora aperto sulle origini del Barocco – tra chi lo colloca intorno al 1600, con Carracci e Caravaggio, e chi lo vede affermarsi pienamente negli anni Trenta del Seicento con Bernini, Pietro da Cortona e Borromini – la mostra mette a fuoco proprio la centralità del rapporto tra l’artista e il cardinale Barberini, poi divenuto papa, come chiave interpretativa di quella svolta epocale.
Il percorso della mostra, che si articola in sei sezioni, ognuna dedicata a un aspetto cruciale del rapporto tra Bernini e i Barberini, segue la carriera di Bernini dagli esordi alla piena maturità, documentando il passaggio dal tardo manierismo paterno a un linguaggio personale di travolgente potenza espressiva.
Gian Lorenzo Bernini, Bozzetto per il m onumento funebre di Matilde di Canossa , 1634 – 1637 ca., collezione privata
Opere fondamentali come il San Sebastiano del Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid e il Putto con drago del Getty Museum testimoniano il momento in cui la scultura barocca nasce davvero, mentre prestiti eccezionali quali Le Quattro Stagioni dalla collezione Aldobrandini permetteranno di approfondire il confronto tra il padre Pietro Bernini, anch’esso scultore e artista, e il figlio Gian Lorenzo.
Gian Lorenzo Bernini, Ritratto di Costanza Bonarelli , 1637 – 1638 ca., marmo, h 74.5 cm, Firenze, Museo Nazionale del Bargello . Su concessione de l Ministero della Cultura – Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello. Riproduzione vietata
Scheda tecnica mostra:
Titolo: Bernini e i Barberini
Dove: Palazzo Barberini (Gallerie Nazionale d’Arte Antica), Via delle Quattro Fontane, 13, Roma
Quando: Dal 12/02/2026 fino al 14/06/2026
Orario: mart.-dom. 9-19.
Biglietti: euro 15
Info: tel. 06916508451 email: gan-aar.comunicazione@cultura.gov.it sito: https://barberinicorsini.org/evento/bernini-e-i-barberini/


