Pittore, disegnatore, fotografo, scenografo e sperimentatore instancabile, Hockney ha saputo reinventare continuamente il proprio linguaggio artistico, mantenendo sempre intatta la capacità di osservare il mondo con uno sguardo curioso, libero e profondamente umano. Si è spento il 12 giugno a 88 anni
David Hockney nel 2017 Premio Imperiale 1989 – imm. Wikipedia
Il mondo dell’arte perde oggi uno dei suoi protagonisti più straordinari. È morto nella sua casa di Londra, all’età di 88 anni, il grande artista britannico David Hockney, considerato una delle figure più influenti e rappresentative dell’arte contemporanea internazionale. La notizia è stata annunciata dalla sua agente, Erica Bolton, che ha riferito come l’artista si sia spento serenamente, a poche settimane dal suo 89° compleanno.
Con la sua scomparsa si chiude un capitolo fondamentale della storia dell’arte del Novecento e del XXI secolo. Pittore, disegnatore, fotografo, scenografo e sperimentatore instancabile, Hockney ha saputo reinventare continuamente il proprio linguaggio artistico, mantenendo sempre intatta la capacità di osservare il mondo con uno sguardo curioso, libero e profondamente umano.
Nato il 9 luglio 1937 a Bradford, nel cuore dell’Inghilterra industriale, David Hockney crebbe in una famiglia numerosa, quarto di cinque figli di Laura e Kenneth Hockney, quest’ultimo noto per essere stato obiettore di coscienza durante la Seconda guerra mondiale. Dopo gli studi alla Bradford Grammar School e al Bradford College of Art, si trasferì a Londra per frequentare il prestigioso Royal College of Art, dove iniziò a farsi conoscere come una delle voci più originali della nuova scena artistica britannica.
Nel 1961 partecipò alla storica mostra Young Contemporaries insieme a Peter Blake, evento che contribuì ad annunciare l’avvento della Pop Art nel Regno Unito. Sebbene spesso associato a quel movimento, Hockney sviluppò presto una cifra personale, capace di fondere elementi pop, sensibilità espressionista e una straordinaria attenzione alla luce e allo spazio.
Le sue opere, caratterizzate da colori luminosi e da una vibrante energia visiva, hanno raccontato paesaggi, piscine, ritratti e scene di vita quotidiana, trasformandoli in immagini iconiche della contemporaneità. Tra i suoi lavori più celebri figura il dipinto Portrait of an Artist (Pool with Two Figures), che nel 2018 venne venduto all’asta per 90,3 milioni di dollari, stabilendo il record mondiale per un artista vivente.
Ma Hockney non fu soltanto pittore. Nel corso della sua lunga carriera lavorò anche come scenografo per il teatro e l’opera lirica, collaborando con importanti istituzioni internazionali. Firmò, tra gli altri, gli allestimenti di Ubu Re al Royal Court Theatre di Londra, de La carriera di un libertino per il Glyndebourne Festival Opera e de Il flauto magico al Metropolitan Opera di New York. Nel 1994 realizzò inoltre i costumi per una memorabile produzione di Turandot alla San Francisco Opera.
Artista innovatore, fu tra i primi grandi maestri della sua generazione ad abbracciare le nuove tecnologie, utilizzando fotografie, fax, computer, tablet e dispositivi digitali come strumenti creativi. Anche negli ultimi anni continuò a lavorare con entusiasmo e curiosità, dimostrando che l’arte non conosce età quando è alimentata dalla passione e dalla ricerca.
Con lui se ne va uno degli ultimi grandi maestri dell’arte contemporanea, ma restano i suoi colori, la sua luce e il suo sguardo inconfondibile sul mondo.


