Il Mao di Torino ospita due straordinarie opere del tulku Zanabazar, figura di primo piano del buddhismo tibetano in Mongolia, maestro spirituale, incredibile artista e innovatore del XVII secolo
FTM, MAO, Zanabazar ph Perottino
Dal 27 febbraio al 7 aprile 2026 il MAO Museo d’Arte Orientale, in collaborazione con la Galleria Borghese di Roma, presenta al pubblico per la prima volta in Europa due straordinarie opere del tulku Zanabazar. maestro spirituale e incredibile artista e innovatore del XVII secolo.
Nato nelle steppe mongole nel 1635, Zanabazar fu una figura di primo piano del buddhismo tibetano in Mongolia in quel periodo, tanto da essere riconosciuto con il nome di Öndör Gegeen, Sua Santità l’Illuminato, e primo Khutuktu Jebtsundamba, massima autorità religiosa della scuola riformata Gelugpa (cappelli gialli) del buddhismo tibetano in Mongolia, venerato come reincarnazione di uno dei cinquecento discepoli originari del Buddha. Dichiarato leader spirituale dei mongoli nel 1639, quando aveva solo quattro anni, fu anche riconosciuto dal V Dalai Lama (1617-1682) come la reincarnazione dello studioso buddhista indiano Taranatha.
Nel corso di quasi 60 anni, Zanabazar promosse fra la popolazione mongola la scuola riformata Gelugpa (a cui appartiene anche il Dalai Lama) soppiantando le tradizioni Sakya o “Cappello Rosso” (o scuola antica pre Gelugpa) che avevano precedentemente prevalso nella zona, e influenzò profondamente gli sviluppi sociali e politici della Mongolia del XVII secolo.
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Oltre a essere un brillante studioso e un’autorità spirituale di rilievo, Zanabazar fu anche un artista poliedrico: a noi sono giunte alcune opere firmate da lui stesso, pratica poco frequente nella produzione religiosa buddhista.
Zanabazar è considerato il più grande scultore mongolo della sua epoca: a lui e ai membri della sua scuola si devono le maggiori opere realizzate in Mongolia in età moderna, fra cui una straordinaria Tara verde e un autoritratto-scultura in bronzo dello stesso Zanabazar in trono.
Un’occasione preziosa per il MAO per presentare, nel contesto di un’istituzione occidentale che conserva arte asiatica, uno dei più importanti artisti religiosi della Mongolia, mettendolo in relazione con le opere del museo e colmando una lacuna nelle collezioni, che presentano alcuni esemplari di tangka e sculture del Tibet Orientale con tratti di influenza mongola e cinese, ma sono prive di opere di provenienza mongola.
FTM, MAO, Zanabazar ph Perottino
Il progetto intende inoltre favorire uno scambio interculturale tra Italia e Mongolia, contribuendo a consolidare ulteriormente il dialogo tra istituzioni nazionali e internazionali.
Il progetto espositivo è accompagnato da una pubblicazione, edita da Silvana Editoriale, con testi istituzionali di MAO, Galleria Borgese e Chinggis Khaan National Museum, oltre a nuovi saggi di esperti quali Thupten Kelsang e Chiara Bellini e approfondimenti sulle opere in mostra con traduzioni in italiano e in inglese. Il volume sarà riccamente illustrato e presenterà immagini di allestimento di entrambe le sedi espositive.
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Scheda tecnica mostra:
Titolo: Zanabazar: The Wisdom of the Steppes
Dove: MAO Museo d’Arte Orientale, Via san Domenico 11, Torino
Quando: dal 27 marzo al 7 aprile 2026
Orario: dal martedì alla domenica, dalle 10:00 alle 18:00, con chiusura il lunedì
Biglietto: Ingresso incluso nel biglietto delle collezioni permanenti e della mostra Chiharu Shiota
Info: telefono: +39 011 443 6932 email: ftm@arteintorino.com


