di Andreina Pezzi
Presentata ieri la nuova mostra dei Musei Civici di Reggio Emilia. Curata da Ilaria Campioli e Andrea Tinterri, con la curatela musicale di Giulia Cavaliere, l’esposizione esplora la relazione tra immagine e suono attraverso opere, interviste audio e materiali rari: dai rapporti con Lucio Dalla alle installazioni sonore di Iosonouncane, fino a un video inedito che testimonia l’apertura di Ghirri al linguaggio cinematografico
Luigi Ghirri, Porto Recanati, 1984 ©Eredi Luigi Ghirri
Anche quest’anno, in occasione di Fotografia Europea, torna quella che ormai è una vera e propria istituzione per la città, la mostra dedicata a Luigi Ghirri al quale a Reggio Emilia è impossibile sfuggire.
Presentata oggi nella Sala degli Specchi del Teatro Municipale Valli, l’esposizione “Luigi Ghirri. A Series of Dreams. Paesaggi visivi e paesaggi sonori”, a cura di Ilaria Campioli e Andrea Tinterri, con la curatela musicale di Giulia Cavaliere, sarà visitabile al Palazzo dei Musei dal 30 aprile 2026 al 28 febbraio 2027.
Più che una semplice esposizione, il progetto si presenta come un percorso articolato che mette in relazione immagini e musica. Una direzione che emerge con particolare chiarezza anche grazie al contributo di Giulia Cavaliere, che durante la presentazione ha raccontato con partecipazione la sua ricerca iniziata da un paio di anni. Ha ricordato il legame tra Luigi Ghirri e Lucio Dalla, un dialogo fatto di affinità e suggestioni che riaffiora anche nei testi delle canzoni. Un esempio lo è il brano “Canzone” dove si riconosce un pensiero del fotografo dopo un concerto di Bob Dylan: “io non chiedo più di tanto, anche se muoio, son contento”.
Luigi Ghirri, Modena, 1970 © Eredi Luigi Ghirri
La mostra si arricchisce anche di un nucleo ideato dal musicista Iosonouncane, con un focus allestito nella Sala ottagonale del Teatro Valli: uno spazio che amplia l’esperienza e ne rafforza la dimensione sonora. Il progetto conferma inoltre l’impegno dei Musei Civici verso la fotografia e il lavoro sugli archivi, intesi come luoghi vivi, capaci di generare nuove letture del patrimonio.
Il percorso espositivo si sviluppa in tre sezioni, costruite come un dialogo continuo tra visione e ascolto. Si apre con un video inedito realizzato da Ghirri nel 1991, montato da Cristiano Travaglioli, purtroppo non presente alla conferenza per impegni professionali che lo legano in particolar modo a Sorrentino e alla capitale. Il video testimonia l’avvicinamento di Ghirri al linguaggio cinematografico degli ultimi anni. Qui il suono assume un ruolo centrale, accompagnando e ampliando la sua ricerca fotografica.
La prima sezione è dedicata ai “luoghi della musica”: strumenti, interni di teatri, chiese, jukebox e pianoforti costruiscono un paesaggio fatto di tracce e presenze quotidiane.
La seconda sezione approfondisce invece il rapporto tra Ghirri e il mondo musicale, con materiali, in parte inediti, realizzati insieme a Lucio Dalla, Gianni Morandi, Ron, Luca Carboni e i CCCP – Fedeli alla linea. Particolare rilievo è dato al legame con Dalla, raccontato anche attraverso un menabò inedito realizzato con Paola Borgonzoni, figura importante nella costruzione dei suoi progetti editoriali.
La terza sezione, “Oltre quei monti il mare”, è uno spazio più sperimentale, costruito insieme a Iosonouncane. Un ambiente che lavora sulla memoria sonora, sull’infanzia e sulla scoperta del suono, aprendo a nuove possibilità di interpretazione.
Luigi Ghirri, Modena, 1978 © Eredi Luigi Ghirri
A Reggio Emilia, il confronto con Luigi Ghirri resta inevitabile. Non per obbligo, ma per appartenenza. Ogni riflessione sulla fotografia, ogni edizione di Fotografia Europea, finisce per incrociare la sua eredità.
Forse è anche per questo che il tema di quest’anno, “Fantasmi”, sembra adattarsi in modo naturale al suo lavoro, una presenza che continua a tornare, senza mai diventare davvero passato.
La mostra esplora quella che Ghirri definiva la “strana e misteriosa parentela tra suono e immagine”. La musica, per lui, non era un elemento secondario, ma parte integrante dello sguardo.
Il percorso è accompagnato da contenuti audio originali, curati da Giulia Cavaliere: dialoghi e interviste con artisti come Angela Baraldi, Gianni Morandi e Luca Carboni, pensati per una fruizione che diventa anche ascolto.
Da segnare in agenda che Sabato 2 maggio, alle ore 16, nel Portico dei Marmi del Palazzo dei Musei si terrà un talk dedicato alla mostra, moderato da Damiano Gullì, con la partecipazione dei curatori e di Iosonouncane. Un’occasione per approfondire i contenuti e il progetto espositivo.
Scheda
Titolo: Luigi Ghirri. A Series of Dreams. Paesaggi visivi e paesaggi sonori
Dove: Palazzo dei Musei, via Lazzaro Spallanzani 1 – Reggio Emilia
Quando: dal 30 aprile al 28 febbraio 2027
Orari: Martedì, mercoledì e giovedì: 10 – 13. Venerdì, sabato, domenica e festivi: 10 – 18. Lunedì chiuso. Ingresso gratuito
Info: tel. 0522/456816, 0522/456477, musei@comune.re.it – www.musei.re.it


