Al Mattatoio di Roma, Padiglione 9°, sono esposte quaranta opere di grandi dimensioni, realizzate tra il 1997 e il 2026. Non è una antologica, bensì un attraversamento nell’opera di Modica: un viaggio in una pittura sul crinale della presentazione e della rappresentazione che insegue la luce, la geometria, il ritmo e l’armonia
Giuseppe Modica, Navi da guerra in transito, 2022, trittico, olio su tela, cm 150×330
Dall’11 settembre al 25 ottobre 2026 il Mattatoio di Roma presenta nel Padiglione 9a la mostra Giuseppe Modica. Il fuoco nel mare a cura di Giuseppe Appella, direzione artistica di Carla Cerati Modica, promossa da Assessorato alla Cultura di Roma Capitale, Azienda Speciale Palaexpo e Fondazione Mattatoio di Roma – Città delle Arti.
La mostra è realizzata da Azienda Speciale Palaexpo in collaborazione con l’Archivio Giuseppe Modica e nasce da un’idea di Ivana Della Portella vicepresidente Azienda Speciale Palaexpo con delega al Mattatoio di Roma. Giuseppe Modica è uno dei più significativi rappresentanti della Nuova Metafisica, come definita dal critico d’arte Maurizio Fagiolo dell’Arco; un artista con un’attività di ricerca di oltre cinquant’anni e con un percorso espositivo di grande rilievo in gallerie private, musei e spazi pubblici in Italia e all’estero.
Giuseppe Modica, Melanconia-frammenti, 2011, trittico olio su tavola, cm 150×225 (1)
In mostra sono esposte quaranta opere di grandi dimensioni, realizzate tra il 1997 e il 2026. L’esposizione non è una antologica, bensì un attraversamento nell’opera di Modica: un viaggio in una pittura sul crinale della presentazione e della rappresentazione che insegue la luce, la geometria, il ritmo e l’armonia.
Il titolo della mostra Il fuoco nel mare evoca il racconto siciliano che Leonardo Sciascia pubblicò – nel 1975 – in un libretto per bambini (Emme Edizioni) con le illustrazioni di Simone Sautier, e che dà il titolo alla raccolta postuma Il fuoco nel mare. Racconti dispersi (1947-1975) edita da Adelphi nel 2010, volume per il quale Roberto Calasso – direttore editoriale della casa editrice – scelse come emblema di copertina l’opera Palatino (2007) di Giuseppe Modica.
Tra le pagine rivive la leggenda di Colapesce che, sceso nella profondità degli abissi, scoprì che la Sicilia era sorretta da tre colonne, una delle quali, sotto L’Etna, era consumata dal fuoco del vulcano.
Giuseppe Modica, Mar melanconia, 2013-14, olio su tela, cm 100×120
Il paradosso che mette insieme fuoco e acqua è lo stesso che regola il rapporto tra elementi contrastanti nella pittura di Modica: la luce e il buio, la luce naturale e quella artificiale, l’alba e il tramonto, il dentro e il fuori, la superficie e la profondità si compenetrano, e ognuno dà forza all’altro. All’interno di questa aporia si insinua la pittura e si struttura il linguaggio dell’artista, il quale è interessato anche al tempo – con i suoi slittamenti e contaminazioni che coinvolgono la memoria nelle varie accezioni di individuale, collettiva e antropologica— e allo spazio che è sia fenomenico che illusorio.
Una pittura complessa e antinomica, che raggiunge attraverso un rigore geometrico e matematico un’assoluta semplificazione e sintesi. La mostra riunisce una serie di opere concatenate tra loro attraverso elementi comuni, senza seguire un ordine cronologico, ma assecondando un’affinità interna, e pone in evidenza il fil rouge che le lega: il rapporto tra luce e buio, interno ed esterno, pieno e vuoto, superficie e profondità.
Come sottolinea il curatore Giuseppe Appella: “L’unità espressiva della pittura di Modica è nella profondità della sorpresa che le sue apparizioni ci riservano non lasciando nulla di vago, non cedendo mai a un contorno impreciso che ci distolga dalla convinzione che quella piazza noi l’abbiamo attraversata più volte, che quegli interminabili pavimenti colorati sono stati calpestati dai nostri piedi diretti verso il mare aperto, nel regno di fuoco che non fa cenere, lì dove anche oggi il sangue lascia tracce indelebili. Infatti, alle nostre immagini quotidiane risponde un’immagine mitica, noi ci specchiamo in essa ed inattesa e silenziosa questa scivola negli angoli inesplorati della nostra coscienza, sveglia memorie sepolte, sogni dimenticati, miti senza tempo, simboli ancestrali, l’infinito e la fatalità.”
Giuseppe Modica, Apparizione San Giovanni in Laterano, 2007, olio su tela, cm 185×228
Scheda tecnica mostra
Titolo: Giuseppe Modica. Il fuoco nel mare
Quando: 11 settembre – 25 ottobre 2026
Dove: Mattatoio di Roma, Padiglione 9°, Piazza Orazio Giustiniani 4 – Roma
Biglietti: ingresso gratuito
Info: T: 06 696271 sito: www.mattatoioroma.it


