Max Bill, architetto, anche se più noto come pittore, scultore, designer e grafico, frequenta il Bauhaus negli anni 1927-1929, e da questa esperienza trae i principi fondanti per esprimere un’arte razionale, oggettiva e non figurativa. La mostra al m.a.x. museo pone quindi l’accento sulla centralità di questa figura rispetto al fenomeno dell’internazionalizzazione della cultura europea, con particolare riferimento, come detto, alle relazioni fra Zurigo e Milano nel periodo tra le due guerre. La Svizzera in quegli anni era infatti un crocevia culturale attraversato da molti intellettuali provenienti dall’Europa, soprattutto dall’Italia (si pensi a E.N. Rogers, L. Baldessari, V. Magistretti). Durante la ricostruzione post-bellica, Max Bill partecipa attivamente al dibattito sociale, culturale e politico in atto. Di cruciale importanza è la mostra arte astratta e concreta del 1947 a Palazzo Reale di Milano, concepita insieme a Lanfranco Bombelli Tiravanti, evento che diventa la scintilla che innesca l’aggiornamento dei linguaggi visivi nel campo delle arti e del design nella capitale lombarda e in Svizzera. In mostra sono esposte un centinaio di sue opere pittoriche, scultoree, grafiche e di design secondo un criterio tematico-cronologico, avendo sempre come fil rouge il forte rapporto che Max Bill tenne con l’Italia, in particolare con Gillo Dorfles e il gallerista Bruno Lorenzelli, da cui provengono molte opere esposte, alcune delle quali inedite. Fondamentale è il prestito della collezione del figlio Jakob Bill. Altrettanto significativi i prestiti provenienti da importanti musei svizzeri.. Presso il M.A.X. Museo, via Dante Alighieri, 6. Orari: mart-dom. 10-12 e 14-18, lun. chiuso. Ingresso 10 CHF, rid. 7 CHF
Chiasso
Max Bill (1908-1994): la grammatica della bellezza
Quando
Dal 29/03/2026
fino al 12/07/2026
Infoline
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