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Buon compleanno Barbie

Venduta per la prima volta il 9 marzo del 1959, la bambola più famosa del mondo spegne 60 candeline. Antonio Russo, collezionista napoletano, ha raccolto oltre 10mila pezzi: “È stato un interesse storico, sociologico e antropologico a farmi diventare un appassionato collezionista. La mia preferita? La swirl ponytail del 1965”


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PARTICOLARE DI: Barbie beach bus set

Il 2019 sarà per Barbie un anno speciale, perché proprio a Marzo si festeggia il sessantesimo compleanno della bambola più venduta al mondo. Questo giocattolo innovativo creato da Ruth Handler e messo sul mercato nel 1959, entusiasma i bambini e piace anche agli adulti. Barbie, infatti, è diventata anche un oggetto da collezionare interessando oltre 100mila amatori di cui il 90% donne. Una stima che Mattel ha diffuso non molto tempo fa e che crediamo verosimile, visto il giro d’affari che ruota intorno a questo giocattolo. Uno dei collezionisti di Barbie più noti al mondo è Antonio Russo, andrologo napoletano, che in quasi trent’anni è riuscito a mettere insieme una raccolta di oltre 10mila pezzi di importante valore storico e collezionistico. D’altronde il Dottor Russo non poteva non innamorarsi di questa bambola visto che è nato, proprio come Ken, nel 1961. Con entusiasmo ci racconta che “sono molte le Barbie, non solo storiche, che hanno raggiunto quotazioni importanti diventando oggetto di ricerche da parte di molti collezionisti” e spiega che non è solo la rarità a rendere queste bambole speciali, ma anche la loro storia e il loro stato di conservazione. 



Dottor Russo, lei – in controtendenza alle statistiche elaborate da Mattel in cui risulta che la maggior parte dei collezionisti di Barbie è donna –, possiede una delle più importanti collezioni di queste bambole, composta da migliaia di pezzi che riempiono non solo un armadio alto quasi quattro metri di quaranta ante in casa sua, ma anche un magazzino. Quando è nata questa passione e come mai? 
Ho incominciato nei primissimi anni Novanta ad interessarmi alle Barbie con occhio attento. Ovviamente come tutti conoscevo queste bambole fin da quando ero ragazzino e pur non giocandoci, preferivo G.I.Joe – l’alternativa di Barbie, prima dell’uscita di Big Jim –, mi sono rimaste impresse. Tra l’altro, forse anche perché sono un po’ nostalgico,  una delle mie preferite è proprio quella che possedeva mia cugina ovvero la swirl ponytail del 1965,  caratterizzata da una pettinatura molto sofisticata e alla moda: riga laterale e coda.
Prima di iniziare a raccogliere le Barbie mi sono documentato acquistando libri, riviste, manuali e tutto quello che trovavo in commercio. È stato quindi un interesse storico, sociologico e antropologico a farmi diventare un appassionato collezionista.


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PARTICOLARE DI: Barbie United Airplane

La sua raccolta, quindi, non comprende solamente bambole…
L’ottanta per cento della mia collezione è composto da Barbie, il resto da tutti quegli apparati che mi aiutano a capire l’inquadramento storico della bambola, la sua evoluzione o il perché sia stata prodotta in un certo modo. Ho anche acquistato esemplari realizzati da aziende differenti – quelle che noi collezionisti definiamo cloni – per ampliare la mia conoscenza e completare il racconto fornito dalla mia raccolta. A questo materiale ho aggiunto anche alcuni accessori che da sempre hanno caratterizzato il mondo Barbie. Possiedo una casa per ogni epoca e gli oggetti tra cui camper, auto, cavalli e piscine che hanno rappresentato o un punto di svolta o perché importanti per qualche motivo.


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PARTICOLARE DI: Ponytail Barbie indossa Solo in the Spotlight

L’interesse per la storia l’ha portata a prediligere le Barbie d’epoca conservate in ottime condizioni…
Sono sicuramente gli esemplari che ricerco con più determinazione. Mi danno anche la possibilità di riuscire a sviluppare l’intero iter cronologico oltre che lo sviluppo delle caratteristiche e dei differenti aspetti fisici che le Barbie hanno avuto nelle diverse epoche. Sono del segno della vergine e questo mi porta ad essere molto preciso non solo nella catalogazione dei miei esemplari, ma anche nella scelta dei pezzi che desidero introdurre in collezione.
Una bambola per me deve essere in perfette condizioni, come se fosse appena uscita dalla scatola. Non ammetto interventi di restauro invasivi, come la sostituzione di un pezzo e una nuova colorazione dei tratti. L’unica cosa che mi permetto è che venga riordinata la sua pettinatura.

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PARTICOLARE DI: Hawaian Superstar Barbie

Tra i suoi esemplari d’epoca quali sono quelli più preziosi?
Sicuramente le due Barbie di primo conio, uscite nel 1959, che possiedo nella versione sia bionda sia bruna. Due bambole preziosissime che mi sono regalato rispettivamente per i miei quaranta e cinquant’anni. Ovviamente questi esemplari, per la loro rarità, accrescono il pregio della raccolta.

Cosa intendete voi collezionisti per primo conio?
Per primo conio intendiamo le Barbie che fanno parte della primissima emissione,  prodotte in 100mila esemplari con una serie di ventidue abiti e presentate alla fiera del giocattolo di New York tra settembre e dicembre del 1958. Queste bambole, completamente differenti da quelle allora in commercio, non ebbero molto successo tanto che l’inventrice Ruth Handler, non essendo riuscita a convincere i venditori puntò direttamente a condizionare gli acquirenti attraverso una campagna pubblicitaria televisiva. La prima bambola è stata venduta il 9 marzo del 1959, da qui la data del compleanno.

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PARTICOLARE DI: Barbie Coca Cola Parade

Sono bambole che hanno caratteristiche ben precise…
Esatto hanno delle particolarità specifiche come: eye-liner pesante, coda di cavallo, iridi bianche, labbra e unghie color rosso ciliegia, costume di maglia a righe e complete di una scatola con i figurini della prima collezione di abiti disegnati sul coperchio. La cosa importantissima è che le bambole di primo conio hanno i tratti completamente dipinti a mano perché già da maggio del 1959 la produzione si avvalse di mascherine.

Quali sono i cambiamenti più rilevanti che hanno trasformato Barbie nel corso degli anni?
Tra la fine del 1959 e i primissimi anni Sessanta sono stati modificati alcuni aspetti come le iridi che divennero celesti. Nella terza emissione è stato introdotto il colore dell’ombretto: o azzurro o marrone sia sulla bionda sia sulla mora. Successivamente sono state cambiate le pettinature. Nel 1965, invece, Barbie inizia a piegare le gambe.


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PARTICOLARE DI: Barbie Bubblecut indossa Red Flair

Un’altra intuizione è stata quella di dare alla bambola delle professioni che l’hanno portata ad essere un modello femminile indipendente. Nel 1965 – quattro anni prima che l’uomo sbarcasse sulla luna – è stata astronauta, nel 1986 pilota di aereo e nel 1992 si è persino candidata allo Studio Ovale, venticinque anni prima che Hillary Clinton annunciasse la sua candidatura alle Presidenziali 2016…
A partire 1963 sono state introdotte per Barbie delle carriere, all’epoca erano quattro, ma banali: la cantante di night, l’infermiera, la creatrice di moda e la hostess di volo. Dopo una sospensione che coincide con l’epoca delle grandi battaglie sostenute dalle femministe, in cui non interpreta nessuna carriera ad eccezione della fashion model, Barbie ritorna ad interpretare delle professioni nel 1973, ma da infermiera diventa chirurgo, da assistente di volo diventa pilota. Insomma un’intuizione che ha dato alle bambine di tutto il mondo la possibilità di intravedere un futuro diverso da quello imposto dagli schemi.

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PARTICOLARE DI: 1961 Bubblecut Barbie 5 colori di capelli

Le Barbie più ambite che quotazioni possono raggiungere?
Le bambole più care sono ovviamente le più antiche, quelle prodotte dal 1959 al 1961. Il prezzo varia molto, ma se consideriamo un primo conio originale con scatola si arriva anche a 12mila dollari. Se parliamo, invece, delle Barbie di produzione massiva come le Bubblecut, le valutazioni si abbassano fino a settanta dollari. Esistono, poi, Barbie prodotte per essere collezionate a tiratura limitata, di queste ci sono pochissimi esemplari e il loro prezzo può competere con quelle di primo conio. Tra le curiosità troviamo le bambole prodotte per il mercato giapponese, negli anni Sessanta. Allora non si parlava di globalizzazione e i vestiti da sera indossati da queste Barbie erano dei bellissimi Kimono.

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PARTICOLARE DI: 1992 Totally Hair Barbie la bambola piu venduta in assoluto

Per Barbie gli abiti sono sempre stati un must…
Quelli indossati nelle prime sei collezioni di Barbie – dal 1959 al 1966 – sono tutti ispirati ai grandi nomi della moda americana ed europea. Dal 1985 sono iniziate le prime vere collaborazioni, come quella con lo stilista Oscar de La Renta che ha creato per Barbie una collezione di ben dodici outfit.

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PARTICOLARE DI: 1966 new Barbie Twist 'n Turn


 

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