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Una leva per amica

La raccolta di macchine per caffè espresso di Valentina Gregori e Luca Guazzerini vanta oltre cento esemplari, tutti funzionanti, dai primissimi anni Cinquanta fino agli anni Ottanta


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PARTICOLARE DI: Valentina Gregori e Luca Guazzerini

di Domizia Dalia


Degustare un buon caffè, soprattutto per noi italiani, è un rito a cui oggi pochi rinunciano. Questa bevanda scura e dall’aroma intenso ha subito nel corso dei secoli numerose evoluzioni sia nei metodi sia negli strumenti utilizzati per la sua preparazione. Bisogna però aspettare il Novecento per assistere alle innovazioni più interessanti: la moka e la macchina per il caffé espresso. Esistono numerosi studi e approfondimenti che interessano diversi rami del collezionismo, uno di questi è quello dedicato alle macchine per caffè a leva o a pressione di pistone, molto ricercate poiché considerate le prime macchine per caffè espresso ad uso domestico della storia. 

Valentina Gregori e Luca Guazzerini, cesenati, sposati da sei anni condividono tra le tante cose la passione per questo genere di oggetti tanto da collezionarli e custodirli “come fossero figli”. In dieci anni di ricerche hanno messo in piedi una raccolta di oltre cento esemplari, tutti funzionanti, che comprende molte rarità. E pensare che nonostante tutte queste macchine per espresso bevono rigorosamente solo caffè fatto con la moka.



Luca, come mai avete iniziato a collezionare proprio questa tipologia di macchine per caffè? 
Non c’è un motivo specifico, siamo rimasti affascinati dall’estetica particolare che queste  macchine possiedono. Una decina di anni fa, sul nostro banco – partecipiamo a molti mercatini – ce ne capitarono in poco tempo due, così decidemmo di tenerle. Si trattava di esemplari abbastanza comuni. Nel corso degli anni ci siamo innamorati di questi oggetti, li abbiamo iniziati a studiare e siamo entrati pian piano nel collezionismo dedicato a questo settore. È stato molto utile conoscere e scambiare opinioni con altri collezionisti più esperti che soprattutto in un primo momento, ci hanno instradato consigliandoci e aiutandoci nella ricerca delle macchine per caffè più interessanti. 

Valentina, voi collezionate solamente macchine per caffè a leva, dette anche a pressione di pistone. Di che cosa si tratta esattamente?
Sono tutte quelle macchine caratterizzate da una leva che innesca una pressione che permette al caffè di uscire e formare la famosa crema caffè. Solitamente possiedono una leva unica, ma vi sono dei modelli che ne hanno due. Non sono rari bisogna, però, precisare che la seconda leva non ha una funzionalità specifica, ma solamente estetica. 

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PARTICOLARE DI: Luca Guazzerini davanti alla sua collezione

L’invenzione di questa macchina per caffè con l’introduzione del sistema “a pistone” che elimina sostanzialmente il vapore, è stata sicuramente una svolta per la produzione di questa bevanda soprattutto per l’ambito domestico…
Esatto, da quando nel 1948 Achille Gaggia mise a punto questo metodo iniziò l’era della crema caffè, facile da fare anche a casa. Complice il boom economico dell’immediato dopoguerra, queste macchine trovarono un loro mercato e si diffusero molto rapidamente. Anche se all’inizio il loro costo era notevole. Abbiamo ritrovato una pubblicità degli anni Cinquanta della Faema, in cui si evince che una di queste macchine costava ben 42mila lire, quanto uno stipendio medio dell’epoca. 

Luca, la vostra collezione cosa comprende esattamente?
Solo macchine per caffè a leva che vanno dai primissimi anni Cinquanta fino agli anni Ottanta, quelle successive – va tenuto presente che queste macchine sono ancora in produzione – sono per noi troppo recenti. Abbiamo in collezione soprattutto macchine italiane anche se possediamo qualche esemplare proveniente da altre Nazioni.


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PARTICOLARE DI:  Valentina Gregori davanti alla sua collezione

Valentina, le aziende rinomate nel settore sono molte, quali quelle più interessanti per voi collezionisti?

Considerando la sua storia direi sicuramente la Gaggia. Esistono altre aziende altrettanto rinomate e molto interessanti, tra queste la Faema e la Cimbali soprattutto per la qualità delle macchine prodotte nel corso degli anni. Queste aziende hanno sicuramente realizzato molti esemplari comuni, ma si trovano anche delle rarità. Per esempio la macchina chiamata Iris del 1953 prodotta dalla Gaggia e venduta dalla VE.MA.CC. A differenza di molti collezionisti, privilegiamo però, le macchine per caffè prodotte da piccole aziende di nicchia, come la Moka Est, dato che sono quasi tutti dei pezzi rari che rendono la nostra ricerca ancora più entusiasmante.


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PARTICOLARE DI: Brunella, prodotta dalla Bruni di Milano dagli anni 60’ agli anni 70’


Luca, si tratta di piccole aziende che non hanno goduto di grande successo, ma che invece oggi per voi collezionisti acquistano grande valore…

Esattamente. Bisogna aggiungere che proprio per il grande successo di queste macchine per caffè espresso, molte aziende che si occupavano di tutt’altro tipo di produzione cominciarono a brevettare modelli e a farli realizzare; come l’esemplare ideato dalla Vam, Vetreria Ambrosiana Milano, nella seconda metà degli anni Cinquanta, fatta produrre dalla Arrarex. 


Valentina, mi parlavi della rarissima Moka Est…

Questa è uno dei pezzi più rari che possediamo, ed è il nostro orgoglio. Si tratta di una macchine il cui brevetto risale al 1952, ma che è stata prodotta successivamente intorno alla fine degli anni Cinquanta dalle Officine Meccaniche della Rossa di Savigliano, Cuneo.


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PARTICOLARE DI: San Marco, estremamente rara, prodotta a Udine dalle Officine Romanut, anni 50’

È vero che ne possedete anche una unica al mondo?

Per ora sì, al momento non conosciamo nessun collezionista che ne abbia una identica. Stiamo ancora ricercando il suo brevetto per avere più informazioni. È un esemplare anonimo, ma crediamo che sia italiano per alcune scritte presenti. Tra questo gruppetto di rarità devo citare anche la prima macchina a leva dalla San Marco, prodotta dalla Romanut negli anni Cinquanta. Una macchina dal design molto femminile con rifiniture in oro, che si illumina di rosso quando viene accesa e con delle damine dell’Ottocento disegnate sul corpo caldaia. È in assoluto la mia prediletta.


Luca, tu invece ne hai una preferita?

La sto ancora ricercando. Si tratta di una macchina vista solo in una vecchia pubblicità. Sarebbe la prima macchina creata dalla Faema e chiamata Faemina. Il problema è che nessuno sa se è stata effettivamente prodotta.


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PARTICOLARE DI: Baby Faemina, prodotte dalla Faema di Milano anni 50’/60’


Valeria, queste macchine per caffè sono molto attraenti per il loro design. Ci sono delle curiosità legate a questo tema?

Ce ne sono diverse, per esempio le collaborazioni tra aziende e designer famosi. Noi ne possediamo una spagnola ideata da Pierre Cardin e prodotta dalla Gaggia. Poi vi sono le macchine con design definito Space Age, ovvero ispirato al mondo dello spazio di gran moda nella seconda metà degli anni Cinquanta; in merito a queste macchine la cosa curiosa è che ne possediamo due identiche, ma di aziende differenti: la Raymond, prodotta dalla Sacomel srl di Napoli e la Micron Express, di cui non si hanno fonti certe sulla sua casa produttrice, entrambe molto rare. 


Queste macchine per caffè sono tutte elettriche? 

No, esistono anche degli esemplari come la Faema serie Baby Faemina che funziona senza energia elettrica, basta inserire l’acqua bollente. 


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PARTICOLARE DI: San Marco, estremamente rara, prodotta a Udine dalle Officine Romanut, anni 50’


Luca, acquistate solamente macchine in buone condizioni oppure amate restaurarle? 

Generalmente preferiamo quelle in buone condizioni. È ovvio che se dovesse capitare l’occasione di trovarne una estremamente rara anche in condizioni non perfette, valutiamo se comprarla ugualmente per poi rimetterla a posto anche con l’aiuto dei nostri amici collezionisti. 


Valentina che prezzi possono raggiungere? 

Possono variare molto, si va delle macchine più classiche il cui valore può oscillare tra i centocinquanta e i duecento euro alle macchine più rare che partono dai trecento e che possono raggiungere cifre molto alte, anche quanto uno stipendio da impiegata di oggi.  


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PARTICOLARE DI: Caravel  prodotta dalla Arrarex di Milano dagli anni 50 agli anni 70

Avete un sogno nel cassetto per la vostra collezione? 

Sì, assolutamente. Desideriamo creare un museo dove esporle tutte. Ma per ora ci accontentiamo di mostrarle via web attraverso il sito ingeniumcaffe.it 


 

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