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The golden way – la via dell’oro

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VENEZIA, FINO AL 16 GIUGNO 2024

The golden way – la via dell’oro

La Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ d’Oro, grazie alla straordinaria sinergia tra i Musei Nazionali di Perugia – Direzione regionale Musei Umbria e la Direzione regionale Musei Veneto, ospiterà fino al 16 giugno 2024 alcuni capolavori della Galleria Nazionale dell’Umbria in un confronto con importanti opere di maestri italiani della seconda metà del Novecento

Cataluccio da Todi, Reliquiario di Santa Giuliana, 1376, datato CON Marisa Merz, Senza titolo, 2010 Foto © Marco Giugliarelli

Cataluccio da Todi, Reliquiario di Santa Giuliana, 1376, datato CON Marisa Merz, Senza titolo, 2010 Foto © Marco Giugliarelli

Le opere di Duccio di Boninsegna, di Gentile da Fabriano, del Maestro della Madonna di Perugia, di Giovanni Baronzio, di Cataluccio da Todi e di Bartolomeo Caporali accanto ad artisti  a noi vicini quali Alberto BurriGino De DominicisLucio FontanaMarisa MerzMichelangelo Pistoletto e Carol Rama costruiranno un percorso assolutamente unico, attraverso sei dialoghi tra antico e moderno che, in nome dell’uso dell’oro, vedranno affiancati lavori i quali per assonanze tecniche, estetiche e concettuali propongono nuovi confronti, suggestioni e prospettive spalancando inediti orizzonti di interpretazione.

Michelangelo Pistoletto (Biella, 1933) Sacerdote, 1957 olio e acrilico su tela 200 x 120 cm Michelangelo Pistoletto - Cittadellarte – Fondazione Pistoletto, Biella, inv. PO1957_02 Foto © Okonostudio / Courtesy Galleria Continua San Gimignano

Michelangelo Pistoletto (Biella, 1933) Sacerdote, 1957 olio e acrilico su tela 200 x 120 cm Michelangelo Pistoletto – Cittadellarte – Fondazione Pistoletto, Biella, inv. PO1957_02 Foto © Okonostudio / Courtesy Galleria Continua San Gimignano

Ogni accostamento, mediante approfondimenti basati su tipologie di manufatto, strumenti e metodi di lavorazione nella loro continuità o discontinuità nel tempo o sui significati simbolici di un materiale che ha segnato millenni di storia del pensiero in figura, indagherà il senso recondito di uno dei linguaggi più misteriosi e profondi dell’arte.

La presenza dell’oro in un’opera d’arte non è mai una pura soluzione formale, ma appartiene a una sfera più̀ complessa che inevitabilmente rimanda alla figurazione sacra, al fondo oro dell’icona, a uno spazio trascendente. Una scelta che, al di là di ogni effetto decorativo, dopo il suo esordio in epoca medioevale torna con diverso segno, ma identica intensità̀, anche nelle opere di artisti a noi contemporanei, ben consapevoli della eterna potenza simbolica di questa eccezionale materia.

Nel proporre questo incontro che supera le distanze di spazio e tempo, la mostra vuole restituire alla lettura delle opere contemporanee quella forza che giunge dalla tradizione e dalla memoria, e allo stesso tempo invita a rileggere nei capolavori che ci arrivano dal XIV e XV secolo la loro perenne attualità che ha permesso all’arte, sia passata sia presente, di porsi sul confine tra il visibile dell’immagine e l’invisibile della sua potenza di simbolo.

È in questo contesto che l’assoluto del fondo oro nella Madonna col Bambino di Duccio di Boninsegna (parte centrale di un polittico per l’altare maggiore della chiesa di San Domenico a Perugia) si avvicina alla dimensione cosmica del Concetto Spaziale di Lucio Fontana o la Madonna col Bambino di Gentile da Fabriano, con i suoi evanescenti angeli graffiti direttamente su una lamina metallica piegata a sorprendenti effetti di chiaroscuro, rivela accanto al Sacerdote, opera giovanile di Michelangelo Pistoletto datata 1957, come l’uso dello specchio del maestro dell’Arte Povera nasca proprio dalla visione e dalle riflessioni dell’artista sulla potenza visiva nonché spirituale dell’oro e della sua proprietà di riflettere la luce nella tradizione medievale.

Bartolomeo Caporali (Perugia, 1420 circa – morto tra il 1503 e il 1505) Angelo (frammento della Pala dei Cacciatori), 1487 tempera su tavola 26,3 x 16 cm Galleria Nazionale dell'Umbria, Perugia, inv. 153 Foto © Sandro Bellu

Bartolomeo Caporali (Perugia, 1420 circa – morto tra il 1503 e il 1505) Angelo (frammento della Pala dei Cacciatori), 1487 tempera su tavola 26,3 x 16 cm Galleria Nazionale dell’Umbria, Perugia, inv. 153 Foto © Sandro Bellu

All’interno del Reliquiario dorato di Santa Giuliana, realizzato da Cataluccio da Todi nel XIV secolo, troverà dimora una scultura di Marisa Merz, evocando e rinnovando così la presenza dell’effigie della Santa realizzata in rame dipinto, oggi conservata al Metropolitan Museum of Art di New York.

La mostra veneziana, allestita al secondo piano della Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ d’Oro, in concomitanza con la 60° Esposizione internazionale d’Arte di Venezia, è l’anteprima di un progetto che si concluderà a Perugia dal 5 ottobre 2024 al 19 gennaio 2025 presso la Galleria Nazionale dell’Umbria, con l’esposizione di ulteriori lavori, che consentiranno di ampliare l’indagine anche nella formula di installazioni e nelle declinazioni che l’uso dell’oro ha assunto nella ricerca di artisti non solo italiani.

 

Cataluccio da Todi (Todi, circa 1340-1410) Reliquiario di Santa Giuliana, 1376, datato rame dorato e smalti traslucidi 63,2 x 32,5 cm Galleria Nazionale dell'Umbria, inv. 762 Foto © Galleria Nazionale dell’Umbria

Cataluccio da Todi (Todi, circa 1340-1410) Reliquiario di Santa Giuliana, 1376, datato rame dorato e smalti traslucidi 63,2 x 32,5 cm Galleria Nazionale dell’Umbria, inv. 762 Foto © Galleria Nazionale dell’Umbria

Venezia e la cosidetta “Sala blu” della Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ d’Oro, che conserva il nucleo di opere a fondo oro e una piccola sezione di dipinti di scuola umbra e toscana facenti parte del lascito del barone Franchetti, si confermano sede ideale per questi luminosi incontri. 

La mostra, realizzata con il patrocinio del Comune di Perugia e della Regione Umbria, sarà accompagnata da un catalogo edito da Silvana Editoriale, con testi di Costantino D’Orazio, Alessandra Mammì, Veruska Picchiarelli, Carla Scagliosi e Alessandro Vanoli.

Scheda

Titolo: The golden way – la via dell’oro

Dove: Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ d’Oro, Cannaregio n. 3932 (Calle Ca’ d’Oro) – 30121 Venezia

Quando: fino al 16 giugno 2024

Orario: Martedì-Domenica: 10.00-19.00 (chiusura biglietteria 18.30)

Biglietti: intero: 8 euro, ridotto: 2 euro

Info: T | +39 041 52223 49 email: | dmr-ven.franchetti@cultura.gov.it

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