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Tatuaggio

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MILANO, FINO AL 28 LUGLIO 2024

Tatuaggio

Da gesto pratico a segno di appartenenza, il tatuaggio racconta una storia di simbiosi tra uomo e simbolo, lunga cinquemila anni.  Il Mudec ripercorre in questa mostra alcune tappe fondamentali della sua storia dalle evidenze preistoriche ad oggi

Rudolf Muller, Il marcatore di Santilli, Napoli, 1825 Stampa. Courtesy Museo Fercioni, Milano

Un tatuaggio può essere un messaggio da mostrare agli occhi del mondo, un ornamento che ci persuade o illude di essere unici, un voto mantenuto o un giocoso souvenir, un simbolo d’appartenenza o una dichiarazione d’indipendenza, una prova d’amore o l’elaborazione di un lutto.

Non sono opzioni che si escludono mutualmente, soprattutto nel nostro Paese, che secondo le ultime ricerche pubblicate, figura al primo posto tra le nazioni con il numero più elevato di persone tatuate, con il 48% della popolazione adulta, seguita dalla Svezia (47%) e dagli Usa (46%). Si tratta di un fenomeno sociale e culturale recente, ma che ci caratterizza significativamente, anche in virtù di una tradizione antica, che pochi conoscono. 

 

Da queste considerazioni di carattere anche sociale oltre che culturale nasce l’interesse del Mudec, che ha voluto approfondire la conoscenza di pratiche, ritualità, forme ed espressioni che si ritrovano in qualsiasi epoca e in ogni angolo della terra – dall’antichità ad oggi  – attraverso un progetto espositivo che affronta il tatuaggio dal punto di vista storico, antropologico e culturale, partendo dai luoghi in cui sono state rinvenute le sue prime inconfutabili testimonianze: il bacino del Mediterraneo.

Attraverso un racconto storico-culturale, il Mudec ripercorre in questa mostra alcune tappe fondamentali della storia del tatuaggio, dalle evidenze preistoriche ad oggi, concentrandosi in particolare sull’area mediterranea, ma esponendo anche materiali extra-europei che facilitano la comparazione di un fenomeno globale. 

Henrici, Gordon, Donna Dyak in una canoa che porge suo figlio a una donna sulla sponda del fiume; e un uomo tatuato con diversi oggetti, 1839, Litografia – Wellcome Collection

Il percorso accoglie il visitatore a partire dalla contemporaneità, in un suggestivo collage caleidoscopico di immagini, colori ed esperienze raccontate da tatuatori/tatuatrici di oggi, che introducono il pubblico alla sfaccettata realtà del tatuaggio contemporaneo.

In realtà, però, il tatuaggio ha una storia antica quasi quanto l’uomo e le prime testimonianze documentabili risalgono all’epoca preistorica. E da qui si articola il progetto di mostra, che segue un chiaro fil rouge cronologico. Attraverso l’esposizione di reperti originali, riproduzioni e proiezioni di fotografie e filmati, la mostra percorre cinquemila anni di storia umana.

Tutta l’umanità torna uguale infatti, sotto gli strumenti che nei secoli hanno accompagnato i gesti dei tatuatori scelti per iscrivere, nella pelle e col sangue, le storie dei loro committenti.

Ritratto di Emiliano Sanz Saez, Inizio XX secolo Aristotipo. Courtesy Archivio storico del Museo di Antropologia criminale «Cesare Lombroso», Università di Torino

Scheda:

Titolo: Tatuaggio

Dove: MUDEC – Museo delle Culture di Milano, Via Tortona, 56 – Milano

Quando: fino al 28 luglio 2024

Orari: Lunedì 14.30 – 19.30, Mart – merc – ven – dom 9.30 – 19.30, Giov – sab 9.30 – 22.30

Info: Tel. 02/54917 – www.mudec.it

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