A Urbino, gli spazi di Palazzo Ducale ospitano una monografica di Simone Cantarini. L’esposizione testimonierà l’estro pienamente moderno del giovane pittore attraverso una selezione di 56 dipinti. Fino al 12 ottobre 2025
Madonna con Bambino in gloria e i santi Barbara e Terenzio, Galleria Nazionale delle Marche, in deposito dalla Pinacoteca di Brera (2021), dalla chiesa di San Cassiano a Pesaro
Gli spazi di Palazzo Ducale di Urbino ospitano fino al 12 ottobre la mostra monografica Simone Cantarini (1612-1648). Un giovane maestro tra Pesaro, Bologna e Roma. Curata da Luigi Gallo, Anna Maria Ambrosini Massari e Yuri Primarosa, l’esposizione testimonierà l’estro pienamente moderno del giovane pittore attraverso una selezione di 56 dipinti.
San’Antonio,Galleria Nazionale delle Marche, in deposito dalla Pinacoteca di Brera (2021), dalla chiesa di San Francesco a Cagli
San Girolamo, Pinacoteca Nazionale di Bologna
Prima del suo genere a Urbino, città che il giovane Cantarini frequentò, la mostra è anche l’occasione per celebrare l’ingresso, nelle collezioni di Palazzo Ducale, delle opere del Pesarese che, dopo il deposito della collezione della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro e delle due grandi pale arrivate dalla Pinacoteca di Brera, presto si arricchirà di un ulteriore nucleo di opere, comprendente anche cinque dipinti di Cantarini.
Il progetto espositivo si pone l’obiettivo di approfondire aspetti ancora poco noti della produzione artistica di Cantarini: la sua prima attività nella terra d’origine, i rapporti con la famiglia Barberini e in particolare con il cardinal legato Antonio Barberini junior, il funzionamento della sua bottega e, in filigrana, il suo rapporto con Guido Reni a Bologna, segnato dal litigio a seguito della Trasfigurazione di nostro Signore commissionata dai Barberini nel 1637 per la chiesa del Forte Urbano a Castelfranco.
San Giacomo in Gloria, Rimini, Museo della Città “Luigi Tonini”
Mentre il Montefeltro scompariva dall’orizzonte della storia sotto l’assalto dei Medici prima e di Urbano VIII Barberini dopo, il Pesarese metteva a punto un linguaggio straordinariamente innovativo, frutto della sua formazione marchigiana sotto il segno di Raffaello e Barocci, unita al modello reniano appreso a Bologna tra il 1630 circa e il 1639 e allo studio dell’antico al quale si era dedicato nel biennio romano inquadrato nell’equipe di casa Barberini (1640-1642).
La sua originale sintesi di classicismo e naturalismo, riconducibile al suo ritorno a Bologna a seguito della morte di Guido nel 1642 e alla disfatta dei Barberini, chiudeva un’epoca gloriosa, all’insegna di nuovi orizzonti.
Sant’Andrea, Firenze, Palazzo Pitti
Il soggiorno romano si presentava infatti come una sorta di ritorno al grande stile dei bolognesi e tornato a Bologna, Simone si dedicò molto all’invenzione e all’elaborazione del progetto. Il suo linguaggio, che diventò vera e propria maniera, non guardava infatti soltanto ai modelli aulici dei campioni urbinati, ma si apriva a ventaglio a stimoli più aggiornati, provenienti da Roma e Bologna.
Autoritratto, Galleria Nazionale di Arte Antica di Palazzo Barberini
Scheda tecnica mostra:
Titolo: Simone Cantarini (1612-1648). Un giovane maestro tra Pesaro, Bologna e Roma
Dove: Palazzo ducale, Piazza Rinascimento, 13, Urbino
Quando: fino al 12 ottobre 2025
Orario: mart-dom 8:30-19:15, lun. chiuso
Biglietti: intero: euro 12, rid. euro 2
Info: tel. 07222760 email: galleria@gallerianazionalemarche.it


