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Pierre-Auguste Renoir. L’alba di un nuovo classicismo

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ROVIGO DAL 25 FEBBRAIO AL 25 GIUGNO 2023

Pierre-Auguste Renoir. L’alba di un nuovo classicismo

A Palazzo Roverella di Rovigo, dal 25 Febbraio al 25 Giugno 2023, la pittura rivoluzionaria di Renoir derivata dal suo Grand Tour in Italia del 1881, alla scoperta dei maestri rinascimentali e non solo

Pierre-Auguste Renoir, Tête d’enfant, 1907, olio su tela, 22,1 x 16 cm, Musée Mainssieux di Voiron

L’Impressionismo, che pur lo aveva affascinato, comincia a non convincerlo più. E per trovare nuove strade, l’allora quarantenne Pierre Auguste Renoir decide di guardare indietro, alla grande arte italiana. Nel 1881 inizia un suo personale Grand Tour, per studiare – così come aveva da poco fatto il collega Ingres – i maestri del Rinascimento. E per la sua pittura fu una rivoluzione.

Pierre-Auguste Renoir, Portrait d’Adèle Besson, 1918, olio su tela, 41 x 37 cm, Musée des Beaux-Arts et d’Archéologie di Besançon

Verso la fine degli anni Settanta del XIX secolo, Renoir è scosso da una profonda inquietudine creativa, che lo induce a intraprendere, nel 1881, un viaggio in Italia: un tour che ebbe inizio a Venezia, dove l’artista fu colpito da Carpaccio e Tiepolo (mentre già conosceva bene Tiziano, Veronese, ammirati e studiati al Louvre), e che proseguì per brevi tappe a Padova e a Firenze, per trovare una meta fondamentale a Roma. Qui fu travolto dalla forza della luce mediterranea e sviluppò un’ammirazione per i maestri rinascimentali, in primis per Raffaello, di cui apprezzò, per la loro mirabile “semplicità e grandezza”, gli affreschi della Villa Farnesina.

Pierre-Auguste Renoir, Vases boules, 1905. Milano, Galleria d’Arte Moderna / copyright Comune di Milano – tutti i diritti riservati – Milano, Galleria d’Arte Moderna

Un’ulteriore tappa del viaggio fu il golfo di Napoli: qui Renoir scoprì le pitture pompeiane, fu rapito dalla bellezza dell’isola di Capri, e quasi soggiogato dai capolavori antichi esposti al museo archeologico. Infine andò a Palermo, dove incontrò Richard Wagner e lo ritrasse in un’opera divenuta famosa (ma non si può dire che fra i due scoccò la scintilla: anzi, il compositore gli concedette soltanto quarantacinque minuti di posa e non rimase molto soddisfatto del dipinto).


Renoir e l’Italia”, curata da Paolo Bolpagni ripercorre quel pellegrinaggio italiano di Renoir e soprattutto ne indaga le rivoluzionarie conseguenze. Anche attraverso il fil rouge del racconto biografico del figlio Jean, celebre regista, la mostra si focalizza su questa fase della produzione di Renoir: dal viaggio in Italia sino alle opere della vecchiaia. Ponendo in risalto l’originalità di un’arte che non fu affatto attardata, ma che costituì uno dei primi esempi di quella “moderna classicità” che sarebbe poi stata perseguita da molti pittori degli anni Venti e Trenta, in particolare in Italia, come sarà evidenziato dai confronti – alcuni dei quali insospettabili – che saranno istituiti nelle sale di Palazzo Roverella.

Pierre-Auguste Renoir, La Baigneuse blonde, 1882. Pinacoteca Agnelli, Torino

SCHEDA TECNICA

Titolo: Renoir e l’Italia

Dove: Palazzo Roverella, Via Giuseppe Laurenti, 8/10

Quando: dal 25 febbraio al 25 giugno 2023

Apertura: dal lunedì al venerdì 9- 19, sabato, domenica e festivi 9-20.

Ingresso: Ingr. euro 6, rid. euro 4

Info: tel. 0425/460093 – info@palazzoroverella.com – www.palazzoroverella.com

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