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Pino Pascali

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MILANO, FINO AL 23 SETTEMBRE 2024

Pino Pascali

Fondazione Prada presenta a Milano un’ampia retrospettiva dedicata all’artista italiano Pino Pascali attraverso 49 opere provenienti da musei italiani, internazionali e da prestigiose collezioni private

Pino Pascali nel suo studio con la Trappola , marzo 1968 Foto di Andrea Taverna. Courtesy Fabio Sargentini - Archivio L'Attico

Pino Pascali nel suo studio con la Trappola , marzo 1968. Foto di Andrea Taverna. Courtesy Fabio Sargentini – Archivio L’Attico

A cura di Mark Godfrey, la mostra si divide in quattro sezioni, ciascuna delle quali propone una precisa prospettiva sulla produzione di Pascali, e si sviluppa in tre edifici della sede di Milano: il Podium, la galleria Nord e la galleria Sud. Concepito da 2×4, il percorso allestitivo include quarantanove opere di Pino Pascali provenienti da musei italiani e internazionali e da prestigiose collezioni private; nove lavori di artisti del secondo dopoguerra; una selezione di fotografie e un video che ritraggono l’artista con le sue opere.

Nato a Bari nel 1935, Pino Pascali si trasferisce a Roma nel 1955 per studiare scenografia presso l’Accademia di Belle Arti. Lavora come aiuto scenografo in diverse produzioni televisive Rai e collabora come designer e scenografo per il cinema e per alcune agenzie pubblicitarie. Nel 1965 tiene la sua prima mostra personale alla Galleria La Tartaruga di Roma. Nel 1968 muore tragicamente in un incidente in moto all’età di trentadue anni, nello stesso anno della sua presentazione monografica alla Biennale d’Arte di Venezia.

Pino Pascali con Bachi da setola , 1968 Foto di Andrea Taverna . Courtesy Fabio Sargentini – Archivio L’Attico

Pino Pascali con Bachi da setola , 1968. Foto di Andrea Taverna. Courtesy Fabio Sargentini – Archivio L’Attico

Veduta della mostra “Opere di giovani artisti romani. Pascali e Mattiacci” 13 - 29 dicembre , 1967, Galleria Nazionale d ’ Arte Moderna e Contemporanea, Roma F oto Claudio Abate © Archivio Claudio Abate

Veduta della mostra “Opere di giovani artisti romani. Pascali e Mattiacci” 13 – 29 dicembre , 1967, Galleria Nazionale d ’ Arte Moderna e Contemporanea, Roma Foto Claudio Abate © Archivio Claudio Abate

Nonostante la breve carriera, Pino Pascali ha contribuito in modo significativo agli sviluppi della scena artistica italiana e internazionale del secondo dopoguerra. L’intento di questa mostra è approfondire il carattere innovativo della sua opera, specialmente in relazione alla produzione scultorea, che negli ultimi cinquant’anni ha avuto un impatto fondamentale su diverse generazioni di artisti e critici e continua ad attirare l’attenzione del pubblico internazionale.

“Pascali – scrive Mark Godfrey nel testo pubblicato in catalogo – ha esplorato il rapporto tra scultura ed elementi di scena e ha contrapposto scultura e oggetti d’uso. Ha creato opere che da lontano sembrano dei ready-made, ma che a uno sguardo ravvicinato si rivelano essere realizzate con materiali di recupero. Si interrogava sulle potenzialità di una scultura ‘finta’ o ‘simulata’ ”.

Pino Pascali con Bachi da setola , 1968 Foto di Andrea Taverna . Courtesy Fabio Sargentini – Archivio L’Attico

Pino Pascali con Bachi da setola , 1968 Foto di Andrea Taverna . Courtesy Fabio Sargentini – Archivio L’Attico

Il piano terra e il primo piano del Podium ospitano la prima sezione del progetto espositivo, che approfondisce il modo in cui l’artista, nel corso di cinque mostre personali, ha creato ambienti immaginari senza limitarsi a selezionare opere dal suo studio. Le stanze che simulano le dimensioni spaziali originali delle gallerie in cui Pascali ha esposto permettono ai visitatoridisperimentarelemodalitàallestitivenonconvenzionaliutilizzatedall’artista.

La seconda sezione è dedicata a i materiali naturali e industriali impiegati da Pascali, approfondendone la provenienza, l’impiego in ambito commerciale, l’uso fatto dagli altri artisti e la loro trasformazione nel tempo. I visitatori attraversano diverse aree, ciascuna delle quali si concentra su uno specifico materiale come tela, tintura, terra, eternit, pelliccia sintetica, lana d’acciaio, gommapiuma, parti di automobili, fieno e scovoli.

Pino Pascali, Vedova Blu , 196 8 . VI Biennale Romana. Rassegna di arti figurative di Roma e del Lazio, Palazzo delle Esposizioni, Roma, 1968 Foto Claudio Abate ©Archivio Claudio Abat

Pino Pascali, Vedova Blu , 1968. VI Biennale Romana. Rassegna di arti figurative di Roma e del Lazio, Palazzo delle Esposizioni, Roma, 1968 Foto Claudio Abate ©Archivio Claudio Abate

La terza sezione si snoda nella galleria Nord e testimonia il contributo fondamentale di Pascali in occasione di tre mostre collettive fondamentali: “Fuoco Immagine Acqua Terra”, a cura di Alberto Boatto e Maurizio Calvesi presso L’Attico (Roma, 1967); Cinquième Biennale de Paris: Manifestation Biennale et Internationale des Jeunes Artistes, a cura di Jacques Lassaigne presso il Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris (Parigi, 1967); e “Arte Povera” a cura di Germano Celant presso la Galleria de Foscherari (Bologna, 1968). Questa parte include quattro tra le più note opere di Pascali: Ricostruzione del dinosauro (1966), 1 metro cubo di terra (1967), 9 mq di pozzanghere (1967) e Fiume con foce tripla (1967), poste in dialogo con lavori cruciali di altri artisti che hanno esposto insieme a lui, come Alighiero Boetti, Agostino Bonalumi, Mario Ceroli, Luciano Fabro, Piero Gilardi, Jannis Kounellis, Eliseo Mattiacci, Gianni Piacentino e Michelangelo Pistoletto.

Pino Pascali, 32 mq di mare circa , 1967 Foligno, Palazzo Trinci Foto Claudio Abate ©Archivio Claudio Abate

Pino Pascali, 32 mq di mare circa , 1967 Foligno, Palazzo Trinci Foto Claudio Abate ©Archivio Claudio Abate

Nella galleria Sud, la quarta sezione investiga le modalità con cui Pascali appariva insieme alle sue sculture in fotografie storiche scattate da Claudio Abate, Ugo Mulas e Andrea Taverna e nel video in 16mm SKMP2 (1968), girato da Luca Maria Patella. Quattro opere – 32 mq di mare circa (1967), Vedova blu (1968), Cinque bachi da setola e un bozzolo (1968) e Cavalletto (1968) – sono affiancate a quattro gigantografie delle dimensioni di un cartellone pubblicitario.

Un catalogo illustrato accompagna la mostra “Pino Pascali”. Con il progetto grafico di Joseph Logan, la pubblicazione edita da Fondazione Prada include un’introduzione di Miuccia Prada, Presidente e Direttrice di Fondazione Prada, un saggio del curatore Mark Godfrey, testi degli autori, storici dell’arte e curatori internazionali Valérie Da Costa, Michele D’Aurizio, Eva Fabbris, Pia Gottschaller, Teresa Kittler e dell’artista Peter Fischli, oltre a ristampe di interviste e saggi di critici d’arte come Achille Bonito Oliva, Germano Celant, Maurizio Fagiolo, Carla Lonzi, Filiberto Menna, Sandra Pinto, Vittorio Brandi Rubiu, Lorenza Trucchi, Cesare Vivaldi e Marisa Volpi Orlandini.

Scheda

Titolo: Pino Pascali

Dove: Fondazione Prada, L.go Isarco, 2, 20139 Milano MI

Quando: fino al 23 settembre 2024

Orario: lun-dom: 10-19, chiuso il martedì

Biglietti: Intero: 15 euro, ridotto: 12 euro

Info: T +39 02 56 66 26 34emai: press@fondazioneprada.org sito:  fondazioneprada.org

 

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