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OROLOGI DA POLSO La collezione nata da una ricerca ventennale

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VIAGGIO NEL TEMPO

OROLOGI DA POLSO La collezione nata da una ricerca ventennale

di Domizia Daliapubblicato su COLLEZIONARE maggio/giugno 2014

Non ama essere definito un collezionista e preferisce rimanere anonimo, l’imprenditore reggiano che ormai da più di trent’anni segue con passione l’alta orologeria. In punta di piedi ci permette di entrare nel suo mondo dove i protagonisti assoluti sono gli orologi.

La ricerca è messa al primo posto e a richiamare la sua attenzione non sono solamente i pezzi più importanti. Alla base una filosofia che segue senza incertezze: portare al polso gli oggetti che ama e non pensarli soltanto come un buon investimento.

La sua passione per gli orologi è incominciata orami diversi anni fa. Si è concentrato su qualche dettaglio in particolare o l’appagamento estetico vince sul resto?

Ho iniziato ad avvicinarmi al mondo dell’orologeria negli anni Ottanta. Allora Antiquorum, nota casa d’asta, incominciava a editare cataloghi interamente dedicati a questo settore lanciando, così, la moda dell’orologio nel mercato collezionistico. Ho cominciato seguendo i pochi appuntamenti proposti annualmente e da allora, la passione non si è mai spenta. Non ho mai ricercato caratteristiche particolari, seguo solo il mio gusto. Mi concentro soprattutto sull’orologeria di ieri, ma non trascuro neanche quella di oggi. Sul mercato entrano sempre novità interessanti da tenere d’occhio.

Ne possiederà molti, ma qual è il numero uno?

Il primissimo orologio è stato un Baume & Mercier in acciaio e oro che mi sono coccolato per anni.

Sicuramente la qualità tecnica del meccanismo, le varie complicazioni sono un’attrazione irrefrenabile per voi appassionati…

Sicuramente un buon meccanismo è un punto di forza così come le complicazioni possiedono un fascino particolare. Sono queste le caratteristiche che portano i prezzi ad alzarsi notevolmente. Per quanto mi riguarda, cerco di divertirmi sempre stando attento al budget. Trovo che esistano oggetti belli e allo stesso tempo semplicissimi per esempio con due sole lancette, senza neanche quella dei secondi. Allo stesso tempo ci sono orologi complicatissimi non di mio gusto.

Bisogna, quindi, avvicinarsi al mondo dei complicati con estrema attenzione e valutare il tipo d’investimento. Quali sono i marchi più ricercati?

In assoluto e non solo dal mio punto di vista, sono due i leader indiscussi nel mercato mondiale: Patek Philippe e Rolex. Lo confermano anche i cataloghi e i risultati delle principali case d’asta. Due marchi che riescono a tenere nel tempo l’investimento fatto. Tra queste due aziende spicca sicuramente Patek per la sua eccellenza nell’esecuzione e per la sua storia incominciata nel 1839. Inoltre, rispetto a Rolex – considerata una vera fabbrica di orologi con più di un milione di pezzi prodotti ogni anno­ ­– è una vera maison orologiaia che costruisce non più di sessanta mila esemplari l’anno.

So che lei non ama considerare un orologio semplicemente un investimento, ma non possiamo non tenere conto anche di questo aspetto…

Come le anticipavo prima i Patek Philippe sono difficilmente legati a speculazioni temporanee, hanno un andamento stabile sul mercato legato alla storia, al modello e ovviamente alla qualità di produzione. Sui Rolex bisogna stare più attenti, spesso su alcuni modelli si creano delle bolle chene triplicano rapidamente il valore, ma che possono anche creare grandi rischi per gli investitori. Su altre aziende, invece, bisogna puntare sul modello e ovviamente sulla rarità.

Gli svizzeri si aggiudicano sicuramente il primato del settore. Tra le altre aziende degne di nota quali possiamo citare?

Vacheron Constantin, Audemars Piguet, Jaeger-LeCoultre, IWC, ma anche Omega, un’azienda che ha prodotto e continua a farlo modelli bellissimi, tra i quali il famoso Speedmaster Moon Watch –così chiamato poiché indossato dagli astronauti durante lo sbarco sulla luna –.

Una storia interessante e italiana è quella del brand Panerai. La sua produzione nasce con lo scopo di realizzare più che altro dei veri strumenti militari per sommozzatori. Possiedono, perciò, una personalità molto forte e hanno delle caratteristiche che li contraddistinguono da qualsiasi altro orologio, oltre al fatto di essere molto grandi. I primi pezzi, risalenti agli anni Trenta, possono raggiungere nelle aste internazionali quotazioni molto alte.

Qual’è il suo orologio preferito?

È un IWC in acciaio, modello Portoghese realizzato in soli cinquanta pezzi.

I canali per recuperare questi oggetti sono molteplici, lei dove ama ricercarli?

Sicuramente le aste sono un’occasione per ammirare dal vivo orologi altrimenti difficili da reperire, insomma restano sempre gli appuntamenti preferiti degli amanti del settore. Nel mio caso prediligo acquistare da venditori di fiducia. Ormai dopo diversi anni conosco i migliori e i più affidabili in tutto il territorio italiano.

Creare un buon rapporto con un negoziante credo sia fondamentale, anche perché immagino che esistano dei falsi. Come ci si tutela da eventuali acquisti sbagliati?

Esistono sicuramente i falsi, ma tralasciando quelli da bancarella, che tutti possono distinguere, si deve fare attenzione all’autenticità delle singole parti che lo compongono, capire se sono tutte coeve e che non si tratti di un modello assemblato. In questo ambito Patek Philippe dà una garanzia in più, infatti, attraverso un sistema di codici identificativi del modello dell’orologio, del numero del movimento e della cassa è possibile confermare il corretto abbinamento dei componenti essenziali.

Acquistare un orologio solamente per investimento, custodirlo intatto senza mai utilizzarlo per diversi anni è un’operazione rischiosa?

Dipende, se si acquista il modello giusto, porta a risultati economici. Personalmente non compro mai orologi nuovi con questo scopo. Amo gli orologi e penso che debbano essere vissuti e indossati.

Quale esemplare sogna di possedere?

Un crono Patek Philippe – referenza 2499 – in platino e con calendario perpetuo. Il modello è stato realizzato dalla maison di Ginevra appositamente per il cantautore Eric Clapton. Si tratta di un pezzo unico, bellissimo e che rimarrà certamente solo un sogno.

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