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Oggetti curiosi dalla metà del XIX secolo

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OH MY GADGET!

Oggetti curiosi dalla metà del XIX secolo

di Domizia Daliapubblicato su COLLEZIONARE settembre/ottobre 2015

Tra aneddoti e curiosità, Maurice Collins ci racconta la sua estrosa raccolta di oggetti singolari brevettati dalla metà del XIX secolo

“Inizialmente tutti ridevano della mia collezione, la ritenevano troppo particolare”. Esordisce così, con quell’accento tipicamente londinese, Maurice Collins raccontandoci della sua ossessione per i gadget e per tutti quegli oggetti folli creati e brevettati a partire dalla seconda metà del XIX secolo. Attrezzi inventati per risolvere problemi o per agevolare alcuni compiti nella quotidianità, in casa come in ufficio, nel lavoro come nel tempo libero. In oltre quaranta anni di ricerche ha messo in piedi una collezione con più di duemila curiosità, alcune delle quali davvero uniche. Dalla borsa pistola al primo scaldino per scarpe, dal netta palline da tennis al boccale capace di non lasciare traccia di schiuma sui baffi dei bevitori di birra fino ad arrivare al Clockwork tea, ingegnoso marchingegno brevettato a Birmingham nel 1902 in grado di preparare il tè autonomamente all’orario prestabilito.

Taglia verdure manuale, vittoriano. Antenato dei moderni robot. - Maurice Collins Collection

Mr. Collins, la sua collezione presenta numerosi oggetti bizzarri creati da menti ingegnose. Quando e come mai ha incominciato ad appassionarsi a questi gadget così inusuali?

Ho iniziato intorno agli anni Settanta, quando mio figlio dodicenne decise di portarmi a visitare una vecchia discarica Vittoriana. Incuriosito da una strana bottiglia per limonata ho incominciato a studiarla. Nel ricercarne il brevetto, mi sono imbattuto in numerose altre invenzioni utili e geniali che però non ebbero successo. Ho capito immediatamente che dovevo possedere questi gadget ad ogni costo!

Nel caso specifico della bottiglia cosa ha scoperto?

Che si trattava di una Hiram Codd Bottle – progettata da Hiram nel 1872 – ovvero una bottiglia chiusa da una biglia di vetro. Un sistema che permetteva di mantenere inalterate le bibite gassate. Bisogna tenere presente che in quegli anni l’utilizzo delle bevande frizzanti era frequentissimo e il problema dell’imbottigliamento e dei sistemi di chiusura era reale. Ai bambini queste bottiglie piacevano molto perché, una volta finita la bibita, ne estraevano la biglia per giocare. Dopo quel primo esemplare ne ho raccolti molti altri con diverse varianti. Nei secoli sono numerosissime le invenzioni progettate dall’uomo, ma immagino che la sua raccolta abbia come focus un periodo particolare… Molti degli oggetti in mio possesso sono di epoca Vittoriana e sono stati mostrati nelle Grandi Esposizioni che vanno da quella Industriale tenutasi al Crystal Palace di Londra nel 1851 al Festival of Britain del 1951.

Si ricorda quando ha acquistato il suo primo gadget?

Il ricordo è nitidissimo, è stato un taglia verdure manuale sempre di epoca Vittoriana, una specie di antenato dei moderni frullatori, ma uno dei gadget che prediligo è un marchingegno che serviva ad alzare con eleganza la gonna, quel po’ che bastava, per permettere alle signore di danzare con più agilità o addirittura per saltare le pozzanghere con eleganza, evitando di sporcarsi.

Sappiamo che nella sua collezione il clockwork teasmade rappresenta l’oggetto al quale lei è più affezionato, di che cosa si tratta?

È un bollitore per tè ad orologeria con un meccanismo che consente anche di riempire automaticamente la teiera o la tazza. Dopo averlo scoperto su una rivista sono riuscito a trovarlo in Nuova Zelanda. Che io sappia ne esiste solamente un altro esemplare conservato al museo della scienza qui a Londra. Nella sua collezione sono presenti anche esemplari di teiere che versano il tè meccanicamente… Ne sono molto orgoglioso. Probabilmente furono create nel 1880 da un gentleman chiamato Royale forse per la madre malata di artrite che non poteva versarsi la sua tazza di tè inglese.

Clockwork teas - Maurice Collins Collection

Dietro ogni oggetto si nasconde una storia. Ci vuole raccontare qualche altra curiosità?

Ve ne sono moltissime, per esempio possiedo il primo gabinetto pubblico che funzionava con i centesimi. Messi in funzione proprio durante la Grande Esposizione Industriale del 1851 diedero anche il Oggetto utilizzato per far smettere ai bambini di succhiare il dito via all’espressione tutt’oggi usata “spendere un centesimo”. Tra le tante curiosità sono molto divertenti i calzini per alluce, progettati per essere indossati sotto le calze evitandone così l’usura. Prodotti durante la Seconda Guerra Mondiale garantivano un risparmio di calzini dell’80%!

Tra gli oggetti raccolti da lei nel corso degli anni qual è il più raro?

Direi il singing clockwork bird, ovvero un orologio meccanico con uccellino musicale. Inserendo una moneta era possibile ascoltare una melodia per venti secondi. Un oggetto ricercatissimo dai collezionisti di tutto il mondo.

Dove acquista i suoi pezzi?

Ci sono dei segreti che i collezionisti non possono e non devono svelare…

Può dare ai nostri lettori qualche consiglio su quale gadget scegliere per arricchire la propria collezione?

Ognuno deve seguire la sua passione e selezionare gli oggetti che più piacciono. Posso anche aggiungere che per essere un buon collezionista di gadget non è necessario dover spendere cifre altissime. La cosa che maggiormente occorre è il tempo!

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