Attraverso l’esposizione di quasi 300 opere, Palazzo Reale ripercorre la carriera di Man Ray, mettendone in luce i principali contributi alla fotografia e all’arte moderna, grazie alle opere della collezione Lucien Treillard, ultimo collaboratore dell’artista
Déshabillé en contre-jour, 1935© Man Ray 2015 Trust / ADAGP-SIAE
Man Ray è senza dubbio uno dei grandi protagonisti dell’arte del XX secolo. Fu uno dei primi a utilizzare la fotografia come un vero e proprio medium creativo, realizzando opere emblematiche che sono entrate a far parte della storia dell’arte del Novecento.
Nato a Philadelphia il 18 agosto 1890, da genitori ebrei di origini russe, Emmanuel Radnitsky cambia il suo nome in uno pseudonimo di due sillabe: “Man”, uomo (diminutivo di Manny, il suo soprannome d’infanzia) e “Ray”, raggio di luce. A New York frequenta ambienti intellettuali e artistici, scopre le avanguardie europee e stringe amicizia con Marcel Duchamp. Pittore, nonché disegnatore e assemblatore di oggetti, si era accostato alla fotografia riproducendo le proprie opere e quelle degli amici artisti di cui realizzerà i ritratti.
Noire et blanche, 1926© Man Ray 2015 Trust / ADAGP-SIAE
La retrospettiva in programma da settembre 2025 a Palazzo Reale permetterà al pubblico di ripercorrere le tappe biografiche e della carriera di Man Ray, grazie alle opere della collezione Lucien Treillard, assistente e ultimo collaboratore dell’artista. Grazie a questo importante nucleo di materiali originali (stampe vintage, negativi, collage, documenti) è possibile documentare la storia di Man Ray dalla nascita agli ambienti newyorkesi, fino all’approdo parigino del 1921.
A Parigi viene accolto dai poeti André Breton, Louis Aragon, Paul Éluard e incontra poi la cantante e modella Kiki de Montparnasse, sua amata e musa, creando fotografie immortali come Noire et blanche o Le Violon d’Ingres. In seguito, si dedicherà al mondo della moda e alla realizzazione delle famose “rayografie” e “solarizzazioni”.
Le Violon d’Ingres, 1924© Man Ray 2015 Trust / ADAGP-SIAE
Nel 1922, in seguito al suo incontro con lo stilista Paul Poiret, Man Ray realizza numerose fotografie di moda, in particolare per Elsa Schiaparelli. Compone con la luce esponendo oggetti direttamente a contatto con superfici sensibili – procedimento che Tristan Tzara chiamerà “rayografia” – e nel 1929, insieme alla nuova compagna Lee Miller, sviluppa la tecnica della “solarizzazione”.
Nel 1933 realizza con Meret Oppenheim, scrittrice e artista, la serie di foto divenute celebri Erotique-voilée. Nel 1934 conosce Adrienne Fidelin e ne fa la sua compagna, modella e musa. Nel 1940, dopo la disfatta della Francia, Man Ray si imbarca per gli Stati Uniti e incontra Juliet Browner, che diventerà sua moglie e la sua modella. Nel 1951 farà ritorno a Parigi, dove morirà nel 1976.
Attraverso un percorso tematico (gli autoritratti, le muse, i nudi, le rayografie e solarizzazioni, la moda), questa mostra propone la riscoperta di un artista unico nel suo genere e un geniale pioniere.
Lames, 1932 © Man Ray 2015 Trust / ADAGP-SIAE
Scheda
Titolo: Man Ray. Forme di luce
Dove: Palazzo Reale, Piazza Duomo, 12.
Quado: dal 24 settembre all’11 gennaio 2026
Orari: Mart.-dom. 10-19.30, Giov. 10-22.30. Lun. chiuso. Ingresso libero. Ingr. open euro 17, intero euro 15, rid. da euro 13 a euro 10
Info: tel. +39 02/8929921, c.mostre@comune.milano.it – www.palazzorealemilano.it


