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Il Tennis nel cuore. La collezione di Franco Alciati

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COLLECTION POINT

Il Tennis nel cuore. La collezione di Franco Alciati

di Domizia Daliapubblicato su COLLEZIONARE maggio/ giugno 2016

La straordinaria raccolta di racchette, palline, cartoline e oggettistica legata allo sport della terra rossa.

Franco Alcati con la racchetta utilizzata da S.Lenglen

Il tempo è arrivato, quello del Grande Slam, intendo. Il succedersi dei grandi tornei nei prossimi mesi terrà col fiato sospeso gli appassionati. Tra i molti Franco Alciati astigiano, classe 1952, li seguirà con l’occhio allenato del conoscitore-collezionista in grado di percepire ogni minimo dettaglio. La sua passione per questo sport è nata quando, affascinato dalle vittorie di Adriano Panatta, negli anni Settanta, si avvicina al mondo del tennis prima come giocatore, poi come collezionista. La ricerca ostinata dei memorabilia più interessanti legati a questo gioco, persiste ancora e gli ha consentito di mettere in piedi una tra le collezioni più complete e varie che spazia dalle cartoline – di cui ormai ha perso il conto – alle racchette d’epoca, dalle primissime palline alle ceramiche e bambole senza dimenticare fotografie, figurine e vecchie pubblicità.

Dottor Alciati, la passione per il tennis l’ha avviata nel mondo del collezionismo fino a diventare presidente dell’Associazione Italiana Collezionisti del Tennis, realtà molto attiva che mette in contatto numerosi appassionati amanti dei cimeli di questo sport. Immagino che per la maggior parte dei collezionisti la racchetta rappresenti l’oggetto più ricercato sia in Italia che nel resto del mondo?

È proprio così, anche nella nostra associazione sette collezionisti su dieci ricercano racchette. O comunque partono da queste. Il mio è un caso atipico, infatti, ho cominciato ricercando vecchie cartoline e solo in un secondo momento sono approdato alle attrezzature. Importante è specificare che la mia raccolta presenta pezzi principalmente italiani che vanno dalle origini del gioco del tennis fino agli anni Sessanta. Con una piccola parte di oggetti risalenti al 1976, anno in cui l’Italia vinse la Coppa Davis. Una delle poche eccezioni è data dai cimeli che riguardano la giocatrice francese Suzanne Lenglen, una delle prime tenniste a vincere numerosi titoli del Grande Slam negli anni Venti.

Se non sbaglio la Lenglen è stata una vera icona anticipatrice di mode e donna emancipata…

È proprio questo il suo fascino. Possiedo numerose fotografie d’autore che la ritraggono e anche quattro modelli di racchette Williams come quelle da lei utilizzate in tornei importanti. In particolare modo vado fiero di una racchetta con la quale ha giocato ad Atlanta nel gennaio del 1927 durante il tour professionistico in Nord America.

Il corpus importante della sua raccolta è composto da numerose cartoline che ripercorrono la storia del tennis attraverso fotografie, illustrazioni e caricature firmate da importanti illustratori…

Si tratta di cartoline tutte molto ricercate che spesso raggiungono quotazioni importanti come quelle regionalistiche, principalmente italiane dell’anteguerra. Interessantissime oltre alle pubblicitarie sono quelle illustrate da grandi firme come: Gino Boccassile, Marcello Dudovich, Giovanni Meschini. Di queste ne ho molte e quando le trovo non me le lascio sfuggire.

Tra tutte spiccano quelle dei singoli giocatori che hanno partecipato a Wimbledon…

Sono una vera curiosità. Per questo torneo, infatti, una nota agenzia londinese, la Trim & Co, ha scattato i ritratti di tutti i partecipanti dagli anni Venti fino alla Seconda guerra Mondiale. Le cartoline raffiguranti i grandi campioni sono molto ricercate e quelle dei tennisti italiani addi rittura introvabili! Tra queste possiedo anche una vera chicca ovvero la cartolina che immortala il tennista Uberto De Morpurgo.

La storia del tennis moderno in Italia arriva in ritardo rispetto ad altri Paesi. Bordighera è stato il primo centro importante. È qui, infatti, che una nota famiglia inglese fece costruire i primi campi da tennis, inizialmente soltanto per inglesi. Possiamo dire che solo successivamente iniziarono le produzioni di racchette in Italia?

Certamente, addirittura l’azienda più antica era proprio la Sirt di Bordighera, un mobilificio che dal 1920 e per pochissimi anni, realizzò delle racchette ben costruite, soprattutto per gli inglesi in vacanza sulla riviera. Di queste, la maggior parte sono senza il marchio del produttore.

Lei ha scelto di collezionare racchette prodotte da realtà italiane come questa…

Si, in particolare modo di due aziende che a partire dalla metà degli anni Venti furono leader in Italia: la Sarp Persenico di Chiavenna e la Sail di Lanzo d’Intelvi (Como). Si tratta perlopiù di racchette in legno ben rifinite. La particolarità più evidente è che nei modelli prodotti dal 1925 al 1928 il marchio era impresso a fuoco mentre successivamente è stata utilizzata la decalcomania con raffigurazioni di vario genere come animali, figure mitologiche, luoghi ecc… Di queste due aziende, ne possiedo un buon numero, quasi tutte se sfogliamo i vecchi cataloghi. Alcune sono decisamente rare e me le tengo ben strette.

Qualche pezzo da novanta che potrebbe far invidia ai nostri lettori più appassionati?

Della Sarp Persenico, possiedo la Victoria, la Minerva e la bellissima Olimpionica del 1927 con impressi i cerchi olimpici e il fascio littorio, mentre della Sail la ricercata San Marco. Dell’Olimpionica molto interessante è il logo, disegnato da Gino Boccassile, raffigurante un bambino con in mano tre racchette, tra cui proprio quella con i cerchi olimpici.

Possiamo citare anche altre aziende italiane degne di nota?

Oltre a queste due realtà ve ne erano altre molto piccole, per esempio il laboratorio torinese Baruzzo. Di queste ne possiedo due: una con lo stemma sabaudo e l’altra con la scritta Dux. Altre aziende italiane sono la Tallaro e la Ital-Sport di Milano.

Per quanto riguarda le palline, invece, la sua collezione, trattando esemplari italiani, è composta principalmente da quelle Pirelli visto che a quei tempi era l’unica realtà in grado di competere con quelle di altri Paesi?

In Italia non ne sono state prodotte molte e la Pirelli è quella che ha avuto il maggior successo. Ha iniziato la produzione nel 1928 – anche se molto limitata rispetto ad altre aziende estere – . Interessante è il tubo prodotto dalla Pirelli con serbatoio nel quale le palline venivano pressurizzate all’interno. Un oggetto molto amato e raro.

Ascoltandola sembra davvero un collezionista perfetto, avrà fatto anche lei qualche errore?

Quello che molti fanno all’inizio di ogni collezione ovvero di acquistare tutto ciò che si trova sul mercato. Oggi faccio una selezione molto attenta che si basa sia sul gusto personale, ma soprattutto sulla qualità dei pezzi.

Vi sono degli oggetti che ancora non è riuscito ad aggiudicarsi?

Sono diversi, tra i tanti: la cartolina con la pubblicità della racchetta Olimpionica della Persenico disegnata da Boccassile; la racchetta modello Balilla della Persenico con marchio impresso a fuoco e le palline della Pirelli prodotte tra il 1928-29, quasi impossibili da trovare!

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