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Edmondo Bacci. L’energia della luce

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VENEZIA, DAL 1° APRILE AL 18 SETTEMBRE 2023

Edmondo Bacci. L’energia della luce

La mostra che avrà luogo presso la Collezione Peggy Guggenheim, attraverso un’ottantina di opere, molte mai esposte prima, sarà la prima e più esaustiva personale dedicata all’artista veneziano Bacci e approfondirà la parte più lirica della sua opera , nel momento più internazionale della sua carriera, gli anni Cinquanta

Edmondo Bacci Fabbrica, 1952 c. Tempera grassa e carboncino su tela Tempera grassa and charcoal on canvas 27 x 44 cm Collezione Barbara Morandi, Venezia Barbara Morandi Collection, Venice

Dal 1° aprile al 18 settembre 2023 la Collezione Peggy Guggenheim presenta “Edmondo Bacci. L’energia della luce”, a cura di Chiara Bertola, Responsabile del programma di arte contemporanea alla Fondazione Querini Stampalia, Venezia. Con un’ottantina di opere, molte delle quali mai esposte prima, tra dipinti e disegni inediti, provenienti dall’Archivio Edmondo Bacci, collezioni private e musei internazionali, tra cui il Museum of Modern Art di New York e l’Art Museum di Palm Springs, si tratta della prima e più esaustiva personale dedicata all’artista veneziano Edmondo Bacci (1913-1978). La mostra si inserisce nella tradizione espositiva del museo che, da anni, accanto ad esposizioni di respiro internazionale, ospita rassegne volte a celebrare i protagonisti della scena artistica nazionale del secondo dopoguerra, quali Lucio Fontana, Giuseppe Capogrossi, Tancredi Parmeggiani, Osvaldo Licini, e ora Bacci.

Edmondo Bacci Avvenimento #13R (Avvenimento plastico), 1953 Tempera grassa su tela Tempera grassa on canvas 83,1 x 142,9 cm Museum of Modern Art, New York

Edmondo Bacci. L’energia della luce intende approfondire la parte più lirica dell’opera di Bacci, nel momento più internazionale della sua carriera, gli anni Cinquanta, quando, già affermato negli ambienti espositivi legati allo Spazialismo e tra gli artisti contemporanei più innovativi a livello nazionale, viene notato da Peggy Guggenheim ed emerge evidente agli occhi della critica tutta la novità del suo dipingere, la forza generativa del colore, la rottura dei piani spaziali e il ritmo circolare della pennellata. Bacci si colloca entro la ristretta cerchia di eccellenze artistiche venete, tra cui figurano anche Tancredi ed Emilio Vedova, che negli stessi anni ottengono successi e riconoscimenti internazionali, ed è senza dubbio uno dei pochi artisti nel panorama italiano a metabolizzare velocemente le possibilità di una nuova astrazione, legando le contemporanee tendenze provenienti da Europa e Stati Uniti con uno stile unico e una visione personale.

Edmondo Bacci Alba #1 (Avvenimento #14), 1954 Tempera grassa su tela Tempera grassa on canvas 70 x 90 cm Collezione Marco Baldi, Fucecchio (FI) Marco Baldi Collection, Fucecchio (Florence)

Seguendo questo percorso critico, l’esposizione propone una serie di opere fondamentali per comprendere l’evoluzione di quel linguaggio del colore-luce che tanto colpì la mecenate americana, nonché Alfred H. Barr Jr, allora direttore del Museum of Modern Art di New York che acquistò dall’artista Avvenimento #13 R, del 1953. La tela, oggi parte della collezione del museo newyorkese, ritorna eccezionalmente in Italia, per essere esposta per la prima volta al pubblico. Il percorso espositivo prende il via dal nucleo di tele, in bianco e nero, intitolate Cantieri e Fabbriche, che l’artista realizza tra il 1945 e il 1953, ispirate agli altiforni dell’area industriale della vicina Marghera, e influenzate dal contatto con gli artisti del Fronte Nuovo delle Arti, in particolare Vedova e Armando Pizzinato. Bacci esclude qui il colore: i soggetti sono risolti pittoricamente attraverso la contrapposizione di soli bianchi e neri che intessono un’imprevedibile geometria di movimenti accidentati, resi dall’alternarsi dinamico delle masse luminose bianche con quelle della tenebra assoluta

Edmondo Bacci Avvenimento #21, 1955 Tempera grassa su tela Tempera grassa on canvas 55 x 52 cm Collezione privata, Venezia Private collection, Venice

Tra il 1952 e il 1953 lo spazio frontale e in bianco e nero delle prime Fabbriche subisce un importante mutamento strutturale aprendosi sempre di più verso significative valenze cromatiche. È qui che cominciano a capirsi e formarsi quelle che saranno le caratteristiche linguistiche della pittura di Bacci: una pittura astratta che elimina progressivamente il segno per fondarsi invece, sempre di più, sulla funzione spaziale del colore. Si prosegue con le Albe, tele del 1954, caratterizzate dalla rottura definitiva dei piani cromatici, testimonianza del delicato e quanto mai affascinante percorso di ricerca che conduce l’artista dalle Fabbriche ai suoi celebri Avvenimenti, realizzati nel corso degli anni Cinquanta e i successivi Sessanta, protagonisti delle sale successive. Gli Avvenimenti rappresentano il nucleo più poetico, creativo e felice del lavoro dell’artista e il cuore pulsante della mostra stessa, opere dove lo spazio non è più sorretto da una griglia geometrica ma si genera unicamente dalle relazioni degli eventi di colore.

Edmondo Bacci Senza titolo, 1953 Tempera grassa su carta intelata Tempera grassa on lined paper 43 x 54,5 cm Archivio Edmondo Bacci, Venezia / Venice

Un colore che diventa spazio assoluto e che abolisce ogni limite tra superficie e volume, tra dimensione e traiettoria; il colore diventa pura materia di luce nel suo graduale processo di affrancamento dalla più pesante materia dell’Informale. Sarà questa l’occasione per poter ammirare una serie di Avvenimenti che nel corso degli anni Cinquanta sono stati acquisiti da diversi collezionisti statunitensi grazie alla mediazione di Guggenheim e Barr, e che tornano ora in Italia per la prima volta. Intorno al 1956, infatti, molte tele del giovane Bacci varcano l’oceano, aprendo così un importante periodo espositivo americano che culmina nella sua personale tenutasi alla storica Seventy-Five Gallery di New York nello stesso anno. La mostra dà altresì spazio a un altro aspetto interessante, e meno noto, del linguaggio dell’artista: lo sperimentalismo degli anni Sessanta-Settanta a cui Bacci rivolge la sua ricerca negli ultimi anni di lavoro. È qui che si incontrano i suoi “Gessi”, le “Sagome”, i “Teatrini”, tutte opere che riflettono l’incessante ricerca artistica di Bacci che in quegli anni si spinge verso nuove indagini extra pittoriche, rivolte alla materia.

Edmondo Bacci Avvenimento #35, 1955 Tempera grassa su tela Tempera grassa on canvas 99 x 139,8 cm Collezione privata, Rovigo Private collection, Rovigo

Edmondo Bacci Avvenimento, 1954 c. Tempera grassa su tela Tempera grassa on canvas 96 x 133 cm Collezione privata, Venezia Private collection, Venice

Il percorso espositivo si conclude con un tributo alla partecipazione di Bacci alla XXIX Biennale Internazionale d’Arte di Venezia, nel 1958. Dalla sua prima partecipazione, nel 1948, l’artista viene regolarmente invitato ad esporre alla celebre manifestazione, ma in questa occasione gli viene dedicata un’intera sala, ricreata ora in parte nella mostra a Palazzo Venier dei Leoni con i più celebri Avvenimenti dell’epoca, tra cui spicca Avvenimento #299, del 1958, proveniente dall’Art Museum di Palm Springs.

A chiudere la sala sarà un sorprendente olio su tela di Giambattista Tiepolo, Il Giudizio finale (1730-35 c.), della Collezione Intesa Sanpaolo, alla Fondazione Querini Stampalia, Venezia, testimonianza di come, fin dalla sua formazione artistica, presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia, Bacci sia stato fortemente influenzato dalle grandi tele del passato, in particolare dal colorismo luministico di Giovanni Bellini, Giorgione, e soprattutto dalla spazialità dei grandi affreschi e cieli di Tiepolo.

Edmondo Bacci Senza titolo / Untitled 1975 c. Cartoncino, legno e tempera su tavola Paperboard, wood, and tempera on panel 55 x 69 cm Archivio Edmondo Bacci, Venezia / Venice

Edmondo Bacci Senza titolo / Untitled 1969 c. Legno, tempera e chiodi su tavola Wood, tempera, and nails on panel 67 x 67 cm Archivio Edmondo Bacci, Venezia / Venice

SCHEDA TECNICA

Titolo: Edmondo Bacci. L’energia della luce

Dove: Collezione Peggy Guggenheim, Palazzo Venier dei Leoni, Dorsoduro 701, I-30123 Venezia

Quando: Dal 1° aprile al 18 settembre 2023

Apertura: 10 – 18, chiuso il martedì

Ingresso: Intero euro 16; studenti euro 9 (entro i 26 anni)

Info: info@guggenheim-venice.it tel: 041 2405411 sito: www.guggenheim-venice.it

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