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All’ombra Di Leonardo. Arazzi e cerimonie alla corte dei papi

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VENARIA, DAL 21 MARZO AL 18 GIUGNO 2023

All’ombra Di Leonardo. Arazzi e cerimonie alla corte dei papi

La Reggia di Venaria inaugura la nuova stagione con una mostra di grande suggestione che permette di cogliere  il senso di antiche cerimonie, ricche di simboli e di significati, arazzi, quadri, incisioni ed oggetti, narranti una storia lontana nel tempo

Praslon Chromolith (V. Marchi inv.), Lavement des pieds des apôtres in H. Fisquet, Histoire liturgique et descriptive des Chapelles Papales tenues pendant l¹année dans le diverses églises de églises de Rome, Paris, Abel Pilon, 1871, litografia, tav. III Milano, Castello Sforzesco – Civica Raccolta delle Stampe “Achille Bertarelli” © Comune di Milano, tutti i diritti riservati 

La Reggia di Venaria, complesso monumentale alle porte di Torino dichiarato Patrimonio dell’Umanità insieme alle altre Residenze Sabaude del Piemonte, inaugura la nuova stagione con una mostra preziosa e di grande suggestione: All’ombra di Leonardo. Arazzi e cerimonie alla corte dei papi, aperta al pubblico dal 21 marzo e fino al 18 giugno 2023 presso le Sale delle Arti

Manifattura brussellese ( ) Ultima Cena (copia da Leonardo da Vinci) 1516-1533 arazzo; ordito seta; trama seta e filato metallico in argento e oro, 513 × 910 cm Città del Vaticano, Musei Vaticani© Governatorato dello Stato della Città del Vaticano – Direzione dei Musei Vaticani, tutti i diritti riservati

Si tratta di un’occasione imperdibile per compiere un viaggio all’interno di alcune fra le più importanti cerimonie papali: la Lavanda dei piedi e la Coena Domini che si svolgevano il Giovedì Santo nel cuore del Palazzo Vaticano, in ambienti solenni impreziositi da straordinarie opere d’arte, legate a nomi di Leonardo e Raffaello. Cogliendo il senso di antiche cerimonie, ricche di simboli e di significati, arazzi, quadri, incisioni ed oggetti raccontano una storia che affonda le sue radici lontano nel tempo, immergendo il visitatore in un mondo di tradizioni e antichi riti. Non solo atti esteriori, ma importanti testimonianze della Chiesa Romana

Manifattura dei Gobelins, atelier diretto da F. Cozette, da un cartone di J. Restout (1692­1768) e P.-J. Perrot. Lavanda dei piedi, arazzo della serie «Nuovo Testamento», Parigi, 1755-64 Trama di lana e seta, cm 422 x 699. Roma, Palazzo del Quirinale © Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica – Foto Giuseppe Schiavinotto, Roma

La storia che si racconta ebbe inizio nel 1533 quando, in occasione del matrimonio di Caterina de’ Medici, nipote di papa Clemente VII, ed Enrico di Valois, secondogenito del re di Francia Francesco I, quest’ultimo donò al pontefice un prezioso arazzo raffigurante l’Ultima Cena di Leonardo. Un matrimonio e un regalo importante che suggellavano l’alleanza tra la Francia e il Papato contro l’imperatore Carlo V (responsabile del sacco di Roma, avvenuto solo sei anni prima, nel 1527).

L’opera fu realizzata dopo il 1516 su ordine dello stesso Francesco I e di sua madre Luisa di Savoia. Questo spiega la presenza di simboli sabaudi lungo tutta la bordura dell’arazzo. Nel prezioso panno, interamente tessuto in oro e seta, l’Ultima Cena milanese è trasposta con assoluta fedeltà, ma con un’importante variazione. Lo sfondo –che nell’originale è quasi un’astrazione– diviene un’architettura rinascimentale: come se l’Ultima Cena si svolgesse alla corte di Francia.

PIERRE-MARIE BOSSAN (1814-1888), THOMAS-JOSEPH ARMAND CALLIAT (1822-1901),
Lavabo con bacile, 1867, argento dorato e smalti policromi. Città del Vaticano, Sagrestia Pontificia
©Ufficio delle celebrazioni liturgiche del Sommo Pontefice

INNOCENTE GAYA (1761-1838), attr., Aiguière con bacile (1827-28). Argento dorato, sbalzato, cesellato e inciso; ornati in argento fuso. Musei Reali di Torino – Palazzo Reale © MiBACT, Musei Reali – Palazzo Reale – Foto Paolo Robino, Torino

Quando lo ebbero nelle loro collezioni, i pontefici decisero di utilizzare l’arazzo per alcune delle più importanti e suggestive cerimonie religiose della corte papale. In particolare nella Lavanda dei Piedi che si svolgeva nella sala Ducale del Palazzo Vaticano e in occasione della quale il pontefice, a imitazione di Cristo, lavava i piedi a tredici sacerdoti poveri (dodici rappresentavano gli apostoli, uno forse Cristo stesso) posti a sedere su un palco sotto l’arazzo leonardesco. Lo stesso pontefice, poi, coadiuvato dal suo seguito, serviva la cena (Coena Domini) ai tredici con chiaro rimando all’Ultima Cena.

SAMUEL BEGG (1854-1936), The Queen of Spain Performing a Remarkable Act of Christian Humility: Her Majesty Washing the Feet of Poor Women on Holy Thusrday [La regina di Spagna, Vittoria Eugenia di Battenberg, compie la Lavanda dei piedi nel 1911], stampa, 280 × 400 mm. Da “The Illustrated London News”, 22 aprile 1911, p. 1. Torino, collezione privata

Qui il panno leonardesco intrecciò la sua storia con un altro arazzo, di grande rilievo e bellezza: quello per il dossale del baldacchino papale, realizzato sempre per Clemente VII, appassionato collezionista di prodotti tessili. A disegnarlo per lui erano stati gli allievi di Raffaello, gli stessi che avevano lavorato con il Maestro nelle celeberrime Stanze Vaticane e nelle Logge del palazzo.

A quarant’anni di distanza dalla sua ultima esposizione l’imponente baldacchino, realizzato nella stessa manifattura brussellese da cui uscirono i famosi arazzi di Raffaello della Cappella Sistina, verrà ricostruito in mostra, munito della sua copertura impreziosita dai suoi pendenti di straordinaria bellezza.

WILHELM GAUSE (1853-1916), Die Fusswaschung am Gründonnerstag in der Wiener Hofburg [Lavanda dei piedi dell’imperatore d’Austria Francesco Giuseppe nel 1885, nella Hofburg di Vienna], stampa, 380 × 195 mm. Da “Deutsche Illustrirte Zeitung”, 1885, vol. 2, p. 320. Torino, collezione privata

Il rito della Lavanda non era però una prerogativa pontificia. Tutti i sovrani cattolici -e sino a fine Seicento anche il protestante re d’Inghilterra a imitazione della corte papale- la praticarono per molti secoli, in alcuni casi sino a meno d’un secolo fa. Una storia anch’essa ricordata nella mostra da una splendida brocca (aiguiere) usata da Carlo Felice e Carlo Alberto di Savoia, ora nei depositi dei Musei Reali di Torino. È associata ad altre due analoghe, provenienti dalla Sagrestia Pontificia, usate probabilmente per lo stesso scopo.

IGNOTO PITTORE ROMANO, Lavanda dei piedi, 1716, olio su tela, 119 × 170 cm. Villa Lagarina, Palazzo Libera, Museo Diocesano Tridentino© Trento, Museo Diocesano Tridentino

SCHEDA TECNICA

Titolo: All’ombra Di Leonardo. Arazzi e cerimonie alla corte dei papi

Dove: Reggia di Venaria, Sala delle Arti, Piazza della Repubblica, 4, 10078 Venaria Reale TO

Quando: dal 21 marzo e fino al 18 giugno 2023

Apertura: Lunedì: giorno di chiusura (tranne eventuali giorni Festivi), da martedì a venerdì: dalle ore 9.30 alle 17 sabato, domenica e festivi: dalle ore 9.30 alle 18.30 

Ingresso: Intero: 20 euro, Ridotto: 16 euro

Info: tel. +39 011 4992333, sito: https://lavenaria.it/it

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