170 fotografie, dai primi scatti in Europa ai servizi per “Life” negli Stati Uniti, fino ai reportage realizzati in Italia dell’autore del famoso Bacio a Times Square. Negli spazi di Camera-Centro Italiano per la Fotografia
Alfred Eisenstaedt, John Kennedy e Jacqueline Kennedy durante una serata di gala al Waldorf-Astoria Hotel New York City, 4 aprile 1961© Alfred Eisenstaedt / The LIFE Picture Collection / Shutterstock
Conosciuto soprattutto per la celeberrima fotografia V-J Day in Times Square, in cui un marinaio bacia un’infermiera in mezzo a una folla festante a New York al termine della Seconda Guerra Mondiale, Alfred Eisenstaedt è il protagonista fino al 21 settembre di una grande mostra negli spazi di CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia di Torino.
Un’esposizione inedita – a trent’anni dalla morte del fotografo e a venticinque dall’ultima mostra in Italia – capace di riportarne alla luce il talento poliedrico e in continua evoluzione, ripercorrendo la sua carriera come fotografo per la rivista “Life” e la sua capacità unica di raccontare il mondo con sguardo ironico e poetico.
L’esposizione – curata da Monica Poggi – ripercorre tutto l’arco della sua produzione, presentando una selezione di 170 immagini, molte delle quali mai esposte. Un percorso di successo, che si concluderà negli anni Ottanta con altri scatti sui personaggi dello spettacolo e della politica.
Il percorso espositivo viene tracciato proprio partendo dalla geografia dell’esistenza di Eisenstaedt, evidenziando non solo i cambiamenti avvenuti nei luoghi da lui attraversati, ma anche l’evoluzione del linguaggio di cui si è servito per raccontarli. Nato nel 1898 a Dirschau, nella Prussia Occidentale, Alfred Eisenstaedt ebbe un primo approccio alla fotografia grazie a una Eastman Kodak regalatagli da uno zio.
Negli anni Venti e Trenta racconta con ironia il mondo dell’aristocrazia e inizia la carriera vendendo la sua prima fotografia a Der Weltspiegel. Da lì comincia a lavorare per le principali riviste tedesche, documentando anche eventi storici come l’ascesa del nazifascismo e l’incontro tra Hitler e Mussolini. Le sue fotografie, che lui definisce candid, catturano momenti spontanei con una composizione ispirata ai maestri della pittura, come nei celebri scatti di ballerine che richiamano Degas.
Alfred Eisenstaedt, Eunice Bailey Oakes Gardiner e Robert David Lion Gardiner intrattengono degli ospiti in visita sulla loro isola New York, 1966© Alfred Eisenstaedt / The LIFE Picture Collection / Shutterstock
Nel 1935 emigra negli Stati Uniti per sfuggire alle leggi razziali e inizia una lunga collaborazione con la rivista Life, firmando oltre 2500 servizi e più di 90 copertine. Il suo stile evolve: abbandona la fotografia pittorica per documentare il dinamismo della società americana. La sua immagine più iconica resta quella del V-J Day in Times Square. Nel dopoguerra torna spesso in Europa, ritraendo la trasformazione dell’Italia e della Francia: dai segni della guerra al boom economico, fino ai volti della gente comune. In mostra a CAMERA, anche una ricca selezione di ritratti di celebrità e figure chiave del Novecento come Sophia Loren, Einstein e Oppenheimer, colto in due momenti opposti della sua vita.
Scheda:
Titolo: Alfred Eisenstaedt
Dove: CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia – Torino
Quando: fino al 21 settembre 2025
Orari: lun. mart. merc. ven. sab. e dom. 11-19, giov. 11-21. Ingresso euro 12, rid. euro 8
Info: tel. +39.011.0881150, camera@camera.to – www.camera.to – Facebook/ @cameratorino, Instagram/ @cameratorino


