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Carteggi e documenti dall’Archivio Buonarroti

Documenti michelangioleschi di eccezionale importanza pressochè sconosciuti al grande pubblico, in mostra a Firenze, Casa Buonarroti, fino al 9 marzo 2020 


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PARTICOLARE DI: Jacopo Chimenti detto L'Empoli - Michelangelo presenta a Leone X i modelli per le imprese di San Lorenzo - Firenze, Casa Buonarroti

Nel 2019 Firenze celebra non soltanto il quinto Centenario della morte di Leonardo da Vinci ma anche i cinquecento anni dalla nascita del duca Cosimo I de’Medici, (Firenze 1519 – 1574) e di Caterina de’Medici, Regina di Francia (Firenze 1519 – Blois, 1589).
Alle varie iniziative predisposte per celebrare la ricorrenza congiunta, promosse dal Comune di Firenze col concorso delle maggiori istituzioni culturali fiorentine, la Fondazione partecipa con un suo progetto che privilegia il ricchissimo archivio della famiglia Buonarroti ed, in particolare, i documenti michelangioleschi di eccezionale importanza che vi sono conservati.



Le carte, pressochè sconosciute al grande pubblico, consentono infatti di seguire, come ben sanno gli studiosi, le varie tappe della lunga e operosa vita del sommo artista, morto a Roma nel 1564 all’età eccezionale per i suoi tempi, di ottantanove anni. Il rapporto con i Medici iniziò con la protezione accordata da Lorenzo il Magnifico al giovane Michelangelo che realizzò per lui i due rilievi della Madonna della Scala e della Battaglia dei Centauri, rimasti alla famiglia, in Casa Buonarroti, dopo la morte del committente nel 1492. Continuò poi nel secolo seguente, con incarichi prestigiosi come la commissione della facciata della chiesa di San Lorenzo (1516-1520) da parte del figlio di Lorenzo, il cardinal Giovanni, divenuto papa Leone X nel 1513.

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PARTICOLARE DI: Daniele da Volterra - Lettera scritta in Roma a Leonardo Buonarroti in Firenze - 1564, 14 febbraio - penna - Firenze, Archivio Buonarroti, XXXVI, n. 558

Il pontefice delegò ben presto al cugino Giulio de’Medici, cardinale di Santa Romana Chiesa e suo Vicecancelliere, i rapporti con Michelangelo per i lavori nel complesso monumentale di San Lorenzo, che gli premevano particolarmente, ma di cui non vide la fine per il sopraggiungere della morte, nel 1521. Divenuto papa due anni dopo, col nome di Clemente VII, Giulio ne raccolse l’eredità, riprendendo ad occuparsene personalmente, senza miglior fortuna, considerata l’entità e la contemporaneità delle imprese, rimaste incompiute alla sua morte, nel settembre del 1534, quando l’artista lasciò per sempre Firenze per stabilirsi a Roma. Diversi documenti in mostra, attestano rapporti diretti del Medici col Buonarroti, come la lettera indirizzatagli il 23 dicembre del 1525, con una postilla di mano del papa: “Tu sai che li pontefici non vivon molto; et noi non potremo, più che facciamo, desiderare vedere, o almeno intendere, essere finite la cappella con le sepulture delli nostri et anche la libreria.”. 


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PARTICOLARE DI: Michelangelo Buonarroti - Lettera scritta [in Firenze] al papa Clemente VII [in Roma] - 1525, fine di gennaio o primi di febbraio? - penna - Firenze, Archivio Buonarroti, V, n. 36


•LA MOSTRA: “Michelangelo e i Medici attraverso le carte dell’archivio Buonarroti” - FIRENZE, Casa Buonarroti - fino al 9 marzo 2020 - INFO: 055.241752;  www.casabuonarroti.it

 

Editoriale Tricolore srl, via Pasteur 2 - 42100 (RE)| tel. 0522.557893 | fax 0522.557825 | privacy
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