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Leonardo mai visto

L’esposizione presenta al pubblico un nuovo foglio recentemente attribuito con certezza alla bottega di Leonardo, affiancandolo ad altre opere del Gabinetto dei Disegni del Castello Sforzesco. Fino al 19 aprile 2020


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PARTICOLARE DI: Artista milanese, scuola di Leonardo da Vinci. Tre studi. Matita rossa su carta bianca, mm 140 x 148 © Veneranda Biblioteca Ambrosiana

La Sala dei Ducali del Castello Sforzesco di Milano accoglie la mostra “L’atelier di Leonardo e il Salvator Mundi”.

Dallo scorso 16 maggio, più di 300mila visitatori hanno già preso parte alle iniziative legate al programma “Leonardo mai visto” al Castello Sforzesco di Milano, che oggi ci riserva una nuova scoperta. Recentemente, a seguito di uno studio, un altro foglio, anch’esso custodito presso il Gabinetto dei Disegni del Castello Sforzesco e mai presentato al pubblico, è stato attribuito con certezza alla bottega di Leonardo.

L’esposizione presenta al pubblico il foglio riscoperto, affiancandolo ad altre opere del Gabinetto dei Disegni del Castello Sforzesco e ad importanti prestiti dalla Veneranda Biblioteca Ambrosiana.



Il disegno oggetto della mostra, che viene qui presentato all’interno di una teca in modo da consentirne la visione di entrambi i lati e dopo un intervento di restauro condotto dall’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, è entrato nelle collezioni civiche nel 1924 tramite un importante acquisto dal santuario milanese di Santa Maria presso San Celso.
Sul recto del foglio sono disegnate figure copiate da studi anatomici di Leonardo risalenti a differenti epoche e cronologie, dal 1487 circa al 1510-13. 
L’attribuzione del foglio dimostra come gli originali del Maestro si trovassero ancora tutti nella bottega e potessero essere variamente copiati dagli allievi. Non solo, ma un paio di questi disegni anatomici, quelli rifiniti a penna e inchiostro, sono di buona qualità e sono stati tracciati seguendo un disegno sottostante a matita rossa, che potrebbe far pensare ad un primo labile tracciato di Leonardo.

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PARTICOLARE DI: Figura di spalle (particolare dell'opera Studi anatomici), 1510-1513 ca., disegno a penna su traccia a matita rossa, © Comune di Milano – tutti i diritti riservati – Castello Sforzesco, Gabinetto dei Disegni

Sul verso del foglio, invece, una scritta a matita nera o carboncino rimanda a uno dei dipinti più dibattuti di Leonardo: “SALV<A>TOR MUNDI”. Forse si tratta di un primo abbozzo per un’epigrafe o una scritta esplicativa da includere eventualmente nel dipinto del “Salvator Mundi” a cui Leonardo stava lavorando proprio intorno al 1510-13 circa. È questa l’epoca a cui possono perciò risalire anche alcune delle repliche del “Salvator Mundi”, fra cui quella, parziale, firmata da Gian Giacomo Caprotti detto il Salaì, datata appunto 1511, custodita oggi dalla Biblioteca Ambrosiana.


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PARTICOLARE DI: Testa di Cristo, dipinto di Gian Giacomo Caprotti detto Andrea Salai (1480 – 1524), olio su tavola, cm 57.5 x 37.5 © Veneranda Biblioteca Ambrosiana


•LA MOSTRA: “L’atelier di Leonardo e il Salvator Mundi” - MILANO, Castello Sforzesco - fino al 19 aprile - INFO: www.milanocastello.it

 

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