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Racconti a pedali. Velocipedi, figurine e altre storie

Un lungo viaggio di due secoli nella storia della bicicletta, raccontata attraverso 350 pezzi, tra album e figurine. A Modena, Museo della Figurina, dall’11 ottobre 2019 al 13 aprile 2020


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PARTICOLARE DI: Una bicicletta e il tuo cuore, 1942, Su disegni di Filippo Romoli, Calendarietto da barbiere profumi Bertelli, Milano, Courtesy Comune di Modena, Museo della Figurina – Fondazione Modena Arti Visive

Dall’11 ottobre 2019 al 13 aprile 2020, il Museo della Figurina di Modena presenta la mostra BICI DAVVERO! Velocipedi, figurine e altre storie che ripercorre due secoli di storia della bicicletta, attraverso 350 pezzi tra album e figurine. La rassegna è un atto d’amore verso questo rivoluzionario mezzo di trasporto, simbolo di libertà.
Il percorso espositivo si apre con la sezione più squisitamente storica che analizza l’evoluzione della bicicletta e celebra i suoi pionieri: a partire dal barone tedesco Karl Drais von Sauerbronn che nel 1817 inventò la Draisina, una “macchina da corsa” spinta dalla sola forza delle gambe, passando per Pierre ed Ernest Michaux che negli anni sessanta dell’Ottocento applicarono i pedali alla ruota anteriore, fino alle rivoluzionarie e leggerissime biciclette in carbonio dei nostri giorni.



Agli esordi la bicicletta era definita “cavallo d’acciaio” e i ciclisti “cavalieri”. Le figurine documentano quindi l’evoluzione dell’abbigliamento mutuato, per gli uomini, da quello dei fantini, costituito da casacche in seta, stivali e cappellini ippici, in seguito rimpiazzati da abiti più pratici che lasciano scoperte gambe e braccia. È però il vestiario femminile a subire le trasformazioni maggiori: il nuovo mezzo di trasporto rende necessario l’abbandono delle gonne ottocentesche a favore di gonne-pantalone, galosce e stivaletti, per muoversi agevolmente senza rinunciare all’eleganza.

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PARTICOLARE DI: La bicicletta, 1910, Pubblicità cioccolato Suchard, Neuchâtel, Dalla serie di 12 figurine -Bambini che giocano-, Courtesy Comune di Modena, Museo della Figurina – Fondazione Modena Arti Visive

Una sezione della mostra mette in evidenza quanto guidare una bicicletta, per una donna, fosse comunque molto più complicato che per un uomo. L’uso del biciclo da parte delle donne viene costantemente osteggiato sia dai moralisti che lo ritenevano poco decoroso, sia dai medici, secondo cui sconvolgeva il sistema nervoso, danneggiava gli organi di riproduzione ed esponeva al rischio di cadute. È solo tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, supportata anche dalle riviste femminili dedicate al cavallo meccanico, che la moda della bicicletta si diffonde in modo capillare e persino al gentil sesso si riconoscono gli effetti benefici del pedalare.
La mostra prosegue con una serie di copertine di riviste, cartoline e bolli chiudilettera, di norma tratti da cartelloni pubblicitari e dedicati a particolari marche di bicicletta o a componenti come selle, fanalini e mozzi.
Tra quelle esposte, alcune grafiche realizzate da artisti quali Plinio Codognato e Leopoldo Metlicovitz. Una vetrina, infine, rende omaggio a Fausto Coppi, di cui nel 2019 ricorre il centenario della nascita e nel 2020 il sessantesimo della morte.


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PARTICOLARE DI: Biciclette e ciclomotori Gloria, 1950-55, Su disegno di Franco Mosca, Ristampa di una cartolina pubblicitaria, Courtesy Comune di Modena, Museo della Figurina – Fondazione Modena Arti Visive


•IL MUSEO: “Bici davvero! Velocipedi, figurine e altre storie” - MODENA, Museo della Figurina - dall’11 ottobre 2019 al 13 aprile 2020 - INFO: tel. 059.2032911 - https://fmav.org/museofigurina/

 

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