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Sassofono mania

Creato in Francia verso la metà dell’Ottocento da un’idea del belga Adolphe Sax, il sassofono ha conosciuto un’enorme fortuna negli Stati Uniti fino a diventare un’icona del Novecento. Attilio Berni, musicista,  vanta una raccolta unica al mondo con esemplari rarissimi e da Guinness, come il J’Elle Stainer, un vero gigante alto più di tre metri


di Domizia Dalia


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PARTICOLARE DI: Attilio Berni al lavoro nel suo studio

“Ormai sono i sassofoni a ricercare Attilio Berni” il più grande collezionista di sax del mondo. Conosciuto nel settore, questo musicista, negli ultimi venticinque anni è riuscito a mettere insieme una raccolta cospicua che comprende seicento sassofoni oltre ad un numero elevatissimo – impossibile da quantificare – di fotografie, documenti, accessori, giocattoli d’epoca inerenti a questo strumento. La sua passione per la musica e per il sassofono lo spinge ad essere in continuo movimento, sempre alla ricerca di un nuovo esemplare da aggiungere alla collezione. Anche quando riusciamo ad intervistarlo, in un caldo pomeriggio d’estate, Attilio Berni è pronto per dirigersi a Milano dove ad aspettarlo c’è il sassofono entrato nel Guinness dei Primati: il J’Elle Stainer, un vero gigante alto più di tre metri, con il tubo lungo sei e la cui nota più grave rasenta la soglia di non udibilità. Questo particolarissimo sax sarà ospitato per qualche mese nel primo museo dedicato ai sassofoni del mondo, aperto da Berni nella sua città, Fiumicino; oltre quattrocentocinquanta metri quadri nei quali la sua importantissima raccolta ha finalmente trovato una sede. Non resta che farci raccontare le curiosità che si celano dietro ad una collezione così importante.


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PARTICOLARE DI: QRS Playsax

Professor Berni, la sua raccolta è unica al mondo, non solo per il numero cospicuo e la preziosità dei suoi sassofoni, ma anche per tutto il materiale da lei raccolto negli anni…
In effetti è proprio così. La mia collezione più che legata all’oggetto in sé accoglie tutto ciò che riguarda la sfera del sax, strumento che considero una vera icona del Novecento. Non bisogna dimenticare, infatti, quanto il sassofono sia stato capace di rivoluzionare il mondo musicale. In collezione sono presenti seicento esemplari, molti dei quali rari, che vanno dalla metà dell’Ottocento – da quando questo strumento ha cominciato a circolare – fino ai giorni nostri. Mi affascinano molto, infatti, anche le più moderne e sofisticate sperimentazioni che oggi legano il sax alla musica elettronica.



Quindi possiamo dire che la sua collezione copre l’intero periodo…
Esattamente. Completano la raccolta oltre duemila fotografie, quattrocento giocattoli d’epoca, migliaia di documenti e di accessori come collarini, imboccature. Insomma tutto ciò che in qualche modo è legato la mondo dei sassofonisti.

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PARTICOLARE DI: Attilio Berni insieme ad alcuni pezzi della sua collezione

Oggi il sax viene associato comunemente alla musica jazz nata in America, dimenticando che questo strumento è stato creato in Europa…
Il sassofono è stato costruito in Francia verso la metà dell’Ottocento. Inventato dal belga Adolphe Sax, da cui prende il nome. Nonostante il suo crescente successo in Europa questo strumento è stato boicottato fin da subito. Proprio in quegli anni un’associazione “Contro Adolphe Sax” pagava addirittura i musicisti affinché non suonassero il sassofono. Di conseguenza verso la fine del secolo il sax cade in oblio.

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PARTICOLARE DI: Sax Tenore Rampone modella Non Plusd Ultra dell’artista

Come mai negli Stati Uniti ha avuto più successo?
Bisogna precisare che Adolphe Sax ha creato due differenti famiglie di sassofoni, una in Si bemolle e in Mi bemolle, per quanto riguarda gli strumenti da banda; l’altra in Do e in Fa per quanto riguarda gli strumenti orchestrali. I primi hanno avuto maggiore successo, poiché utilizzati dai jazzisti. In America, infatti, questi strumenti erano suonati nelle bande che accompagnavano gli eserciti durante la Guerra di Secessione. Al termine del conflitto i sassofoni dismessi sono stati comprati per pochi dollari dai neri, che cominciarono a suonarli senza avere un’educazione classica. È nata così, la musica Dixieland, prima, e Jazz, poi. Da un punto di vista collezionistico gli strumenti costruiti in Do e in Fa sono molto rari da trovare.

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PARTICOLARE DI: Soprillo Eppelsheim matricola 162

Negli Stati Uniti durante gli anni Venti e Trenta si era sviluppata una vera e propria mania per il Sax…
La Saxophone Crazy. Questo perché il sassofono, con le sue differenze di tonalità uniche da strumento a strumento, consentiva al musicista di trovare una propria individualità e il successo. In Europa, invece, il sassofono è tornato in auge quando compositori come Ravel e Debussy lo reintrodussero nel mondo della musica classica.

La storia del sassofono, con tutte le sue sfaccettature, è certamente molto interessante. Lei quando si è appassionato a questo strumento?
Fin da giovanissimo. Seppure per volere di mio padre ho seguito gli studi classici diplomandomi in clarinetto presso il conservatorio di Santa Cecilia, ho sempre suonato il sax per conto mio. Nel 1993, durante il mio viaggio di nozze in America, di ritorno da un concerto a New York, mi sono trovato a parlare con mia moglie e un amico sassofonista di sax in taxi. Il tassista sentendo i nostri discorsi mi ha proposto di acquistare un vecchio sassofono che possedeva. Si trattava di un sax rarissimo costruito da una importante ditta francese, il Salmer Padless, ovvero senza Pad. Non ne avevo mai visto uno di quel tipo, così non ho esitato nell’acquisto. È stato il primo sax della collezione. Come è finita? Io e mia moglie abbiamo stravolto il viaggio di nozze eliminando tutte le classiche tappe del tour per andare alla ricerca di questi strumenti. Sono rientrato in Italia con un container contenete oltre duecento sassofoni.

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PARTICOLARE DI: Selmer CMelody appartenuto a Rudy Wiedoeft

Osservando i diversi sax in collezione si nota come questi strumenti si differenziano spesso nella loro estetica, alcuni sono davvero insoliti e bizzarri…
A differenza di quello che si possa pensare non è il materiale a generare la differenza di timbro, ma la forma. Per questo motivo il sassofono è lo strumento che ha subito più metamorfosi nel corso della sua storia. Vi sono dei sax corti, dalla forma allungata, ripiegati su se stessi e così via. Ogni variante, di fatto, fa sì che la camera interna abbia dimensioni diverse e quindi, anche un timbro unico. Continuo a trovare sassofoni dalle forme sorprendenti. Per esempio una delle mie ultime acquisizioni è stato un sax tenore con due campane, una collegata all’altra. Si tratta sicuramente di uno strumento realizzato da un artigiano ed è testimonianza di quella voglia di sperimentazione, tipica sia di chi costruisce sia di chi suona.

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PARTICOLARE DI: Sax sub-contrabsso J'Elle Stainer compatto

Nella sua collezione sono presenti diverse curiosità e rarità…
Ce ne sono moltissime. Oltre al sassofono Sub Contrabbasso Compatto – la versione in miniatura di quello enorme vincitore del Guinness dei Primati – possiedo un sax che si chiama Slide ed è un ibrido tra il sassofono ed il trombone, senza tasti ma con la “coulisse” o “slide” (proprio come nel trombone). Una chicca è il sassofono appartenuto al grande Sonny Rollins. Un esemplare molto particolare perché si collega all’amplificatore. Interessantissimo è anche il sax di Tex Beneke, che è stato il primo sassofonista dell’orchestra di Glenn Miller; è quindi il sassofono che ha suonato tutti gli assolo più famosi come “In the Mood” e “Chattanooga Choo Choo”, un vero pezzo di storia. Possiedo anche dei sassofoni dipinti a mano, insomma di ogni tipo. 

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PARTICOLARE DI: Ophicleide

In assoluto qual è il suo preferito?
È quello che utilizzo anche come strumento personale. Un sax che ho acquistato a Portobello – noto mercatino dell’antiquariato londinese – una ventina di anni fa per poche sterline. L’ho restaurato con cura e ho scoperto che si trattava di uno strumento del 1924 della nota casa di produzione americana Conn. Ripulendolo ho notato che all’interno delle chiavi che chiudono i tamponi vi erano dei segni. Solo fotografandoli con la macro ho capito che si trattava di una poesia. Naturalmente dopo questa scoperta ho contattato subito la ditta, che mi ha risposto con una proposta di acquisto di 26mila dollari, e parliamo di tantissimi anni fa. Ho rifiutato e solo qualche mese dopo decisero di raccontarmi la storia di questo “sax innamorato” in quanto si trattava del sassofono del loro capo incisore che aveva deciso di incidere la poesia perché innamorato della sua segretaria. Insomma, una storia molto romantica.

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PARTICOLARE DI: Delinot toy sax

Negli ultimi anni, in tutto il mondo si è sviluppata una grande passione per questo strumento e il numero dei collezionisti è cresciuto. Immagino che di conseguenza anche le quotazioni soprattutto dei pezzi rari o degli esemplari appartenuti a musicisti celebri siano cresciute…
I valori sono molto fluttuanti. È certo che negli ultimi anni l’impennata dei prezzi c’è stata.
Pensiamo al mio numero uno, nel 1993 l’ho pagato 150 dollari, oggi il suo valore si aggira intorno ai 3mila dollari. Strumenti come quelli appartenuti a Sonny Rollins raggiungono cifre ragguardevoli stimabili tra i 70 e 80mila euro. Poi ci sono le quotazioni di strumenti rari, di cui se ne conoscono pochi esemplari e qui come per gli Stradivari il prezzo sale di molto. In collezione, per esempio, ho il rarissimo sassofono Conn O Sax – prende il nome dalla campana a forma di O –.  Costruito nel 1928 in soli 150 esemplari, di cui oggi se ne conoscono solo 5/6. Di fatto la ditta che produsse questo sax, non riuscendoli a vendere, con la grande crisi americana del 1929, li ritirò quasi tutti dal mercato per utilizzarli come oggetti sui quali far esercitare le diverse maestranze; e quindi andarono distrutti. Questo sassofono raggiunge un valore che supera abbondantemente i 100mila euro. Io l’ho acquistato da un americano in cambio di alcuni flauti pregiati e di una piccola somma. Certo allora i prezzi erano molto più avvicinabili.

Qual è l’esemplare che ancora non è riuscito ad inserire in collezione?
Nella mia raccolta ho inserito un supporto vuoto con un cartello che recita “waiting the next”. Sono diversi i sax che vorrei inserire in collezione, aspetto la giusta occasione. 


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J’Elle Stainer, un vero gigante alto più di tre metri (Guinness dei Primati), insieme a J'Elle Stainer compatto


•INFO: Collezione Attilio Berni - www.attilioberni.com/

 

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