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Dalla carta alla tecnologia

Fino al 30 giugno, a Torino, 250 volumi e giochi raccontano una straordinaria e sorprendente storia di creativita’ e ingegno


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PARTICOLARE DI: Little Fanny (1810), in cui il libro si trasforma per la prima volta in un gioco, quello della bambola

Il legame tra i libri animati dei secoli scorsi e le moderne tecnologie e applicazioni digitali: è questo il tema della mostra in corso a Torino (Palazzo Barolo – Musli, Via Corte d’Appello 20/c) dal 9 maggio al 30 giugno. L’iniziativa fa parte del progetto “Pop-App. Scienza, arte e gioco nella storia dei libri animati dalla carta alle app”. L’Università La Sapienza di Roma nello stesso periodo organizza una mostra parallela presso l’Istituto Centrale per la Grafica della capitale. La mostra di Torino presenta una ricca rassegna delle varie tipologie di libri animati per l’infanzia e dei loro meccanismi di animazione – alette sollevabili, volvelle, leveraggi ecc – corredata da dispositivi multimediali interattivi che ne illustrano il funzionamento.



In otto sale sono esposti 250 volumi e giochi, in gran parte provenienti dall’ Archivio della Fondazione. Sono numerose le opere destinate a suscitare nel visitatore interesse e sorpresa per la cura, l’ingegno e la creatività con cui sono state realizzate. Ad esempio, Little Fanny (1810) con la prima bambola che il lettore può vestire con abiti diversi, e Le Livre joujou (1831) considerato il primo libro con parti mobili e il più prezioso testo per l’infanzia esposto. Les Etrennes de Bébé (1900) è il primo esempio di figura che salta fuori dalle pagine con la semplice apertura, mentre in The Pop-Up Book (1912-14) – primo caso in cui compare il termine “pop up” - la figura si solleva mediante un elastico. È del 1890 il primo libro prodotto in Italia: Gioppino in cerca di fortuna (ed. Treves) che mette in movimento le figure, litografate a colori, con un sistema a leveraggi. Negli anni diventa sempre più numerosa la produzione nazionale, con la straordinaria fioritura di esemplari disegnati da noti artisti ma anche con il diffondersi di edizioni popolari.

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PARTICOLARE DI: Les Etrennes de Bébé (1905 ca), primo esempio di figura che salta fuori dalle pagine con la semplice apertura

Tra i tanti testi in mostra, di particolare valore sono gli album animati in copia unica, colorati a mano e con movimenti a leveraggi, realizzati da Luisella Terzi e ispirati a quattro dei più noti libri per bambini di Zia Mariù, la scrittrice Paola Lombroso Carrara, nota anche per aver ideato le piccole biblioteche per le scuole elementari dei paesi. Presentati con successo all’Esposizione Nazionale dei giocattoli di Venezia del 1917, furono apprezzati anche da Gabriele D’Annunzio.
Uno di questi album, Storie di una bambina e di una bambola, è stato utilizzato come punto di partenza per una app sviluppata dal Laboratorio di tecnologie dell’istruzione e dell’apprendimento dell’Università di Torino come parte del progetto “Pop app”.


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PARTICOLARE DI: The Pop-Up Book (1912-14) – primo caso in cui compare il termine “pop up” – dove la figura si solleva mediante un elastico


•LA MOSTRA: “Pop-App. Scienza, arte e gioco nella storia dei libri animati dalla carta alle app” - TORINO, Palazzo Barolo e ROMA,  Istituto Centrale per la Grafica di Roma - fino al 30 giugno 2019 - INFO: tel. 011.19784944 - www.pop-app.org

 

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