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Foto Pop

La fotografia nella Pop Art. A Torino, CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia, dal 21 Settembre 2018 al 13 Gennaio 2019


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PARTICOLARE DI: Ed Ruscha Every Building on the Sunset Strip, 1966. Libro auto-pubblicato, litografia offset, cm 17,8 x 14,3 x 1 (chiuso); cm 17,8 x 754 (aperto spiegato). Courtesy Galleria Milano, Milano © Ed Ruscha

La mostra “CAMERA POP. La fotografia nella Pop Art di Warhol, Schifano & Co” ripercorre la storia della trasformazione del documento, fotografico nello specifico, in opera d’arte, giunta al culmine negli anni ’60. Dal 21 settembre al 13 gennaio a CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia saranno esposte oltre 120 opere tra quadri, fotografie, collages, grafiche, che illustrano la varietà e la straordinaria vivacità di questa grande vicenda. La Pop Art è stata un fenomeno mondiale, esploso negli anni Sessanta negli Stati Uniti e in Europa, e diffusosi rapidamente anche nel resto del mondo “che ha rivoluzionato – è l’opinione del curatore Walter Guadagnini, che è forse il maggior studioso italiano della Pop – il rapporto tra creazione artistica e società, registrando l’attualità in modo neutro, fotografico, adottando gli stessi modelli della comunicazione di massa per la realizzazione di opere d’arte. 



In questo senso, la fotografia è stata, per gli artisti Pop, non solo una fonte di ispirazione, ma un vero e proprio strumento di lavoro, una parte essenziale della loro ricerca”. È sufficiente pensare al più celebre e celebrato rappresentante di questa tendenza, Andy Warhol, le cui opere derivano, per la grande maggioranza dei casi, da fotografie (la celeberrima “Marilyn”, la serie delle “Sedie elettriche”, tutti i ritratti alle celebrità del tempo), e che ha scattato migliaia di fotografie, conferendo alla riproduzione meccanica della realtà un ruolo centrale nella definizione della sua poetica.

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PARTICOLARE DI: Ken Heyman - Pop Artists, 2003. Portfolio con tredici fotografie corredate da testo introduttivo. Cm 35,6 x 27,9 cm – edizione 5/46. Location: Londra. Courtesy Gagosian Gallery (HEYMA 2003.0005) © Ken Heyman Archive

Ma si può anche ricordare come l’opera di Richard Hamilton “Just what is it that makes today’s homes so different, so appealing” del 1956, che sarà in mostra, unanimemente considerata come la prima opera compiutamente Pop della storia, sia un collage fotografico. Così come in Italia il più celebre rappresentante di questa tendenza, Mario Schifano, ha sempre operato attraverso e con la macchina fotografica.  Tra i protagonisti presenti in mostra, oltre a quelli già ricordati, si possono citare gli americani Robert Rauschenberg, Jim Dine, Ed Ruscha, Joe Goode, Ray Johnson, Rosalyn Drexler; gli inglesi Peter Blake, Allen Jones, Joe Tilson, David Hockney, Gerald Laing, Derek Boshier; i tedeschi Sigmar Polke, Wolf Vostell; gli italiani Mimmo Rotella, Michelangelo Pistoletto, Franco Angeli, Umberto Bignardi, Gianni Bertini, Claudio Cintoli, Sebastiano Vassalli e tanti altri.
Tra i fotografi, si sottolinea la presenza di Ugo Mulas – cui viene dedicata un’intera sala, dove verranno esposte le serie realizzate negli Stati Uniti e quella della Biennale di Venezia del 1964 – e di Tony Evans, fotografo dei protagonisti della Swinging London dei primissimi anni Sessanta.


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PARTICOLARE DI: Mimmo Rotella - Divertiamoci, 1966. Riproduzione fotografica su tela, cm 93 x 168,4. Courtesy Robilant+Voena © Mimmo Rotella by SIAE 2018.

•LA MOSTRA:  “CAMERA POP. La fotografia nella Pop Art di Warhol, Schifano & Co” - TORINO – CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia - dal 21 settembre 2018 al 13 gennaio 2019 - INFO: 011.0881150 - www.camera.to

 

Editoriale Tricolore srl, via Pasteur 2 - 42100 (RE)| tel. 0522.557893 | fax 0522.557825 | privacy
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