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Il gioco si fa serio

Giocattoli del Novecento alla Fiera di Verona


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Il gioco si fa serio domenica 7 ottobre alla Fiera di Verona dove torna per la 67^ edizione la Borsa Scambio di Giocattoli d’Epoca e Automodelli, la manifestazione del settore più vecchia d’Italia. Gli espositori potranno allestire i loro tavoli espositivi fin da sabato pomeriggio. Il pubblico entrerà gratuitamente dalle 10 di domenica.

Già confermate oltre 250 prenotazioni per l’appuntamento, tanto che la Fiera di Verona sta valutando di aprire i piani superiori per la “Borsa Scambio” di ottobre. La novità di questa edizione è l’arrivo di molti lotti provenienti dal Museo del Giocattolo della Fondazione Gaspari-Avrese, ormai definitivamente chiuso. Altri ne arriveranno dalla famosa casa d’asta tedesca Lankes, vicino a Dolhau, situata nell’ex Germania Est, al confine con la Boemia.


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Gli appassionati potranno trovare pinocchi di legno, bambole tedesche e francesi, auto e camioncini di latta, modellini Marklin, Schuco, Tekno, Mercury, Politoys, Dinky e Corgi Toys, giostrine a molla, automi e molti trenini. Ma al di là degli oggetti, sempre ricchi di fascino e attraenti anche come complemento d’arredo, la manifestazione scaligera offrirà ai visitatori uno spunto di riflessione sul tempo perduto del gioco. Se nel Novecento i giocattoli erano fantasiosi e colorati, spesso dotati di meccanismi con movimento, permettendo in tal modo di far volare la fantasia dei bambini, oggi il tempo libero di molti ragazzini è assorbito completamente da giochi elettronici, dal telefonino, dall’ipad, dal computer, da internet. Insomma la moderna società, per fare cassa, ha insegnato ai bambini a giocar con quelli che diventeranno gli strumenti di lavoro da grandi. Sacrificando così il ritaglio magico del tempo del gioco, dove le fogge diverse dei balocchi innescavano viaggi immaginari, corse oltre ogni limite sul pavimento che separava il tinello dalla cucina, incontri fantastici, assalti, conquiste, sconfitte. Insomma, insegnavano a vivere.


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