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Arte e collezionismo dai Medici al ‘900

ARTE ISLAMICA A FIRENZE. Alla Galleria degli Uffizi e Museo Nazionale del Bargello, fino Al 23 Settembre


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Particolare di: Mattonella con decoro e iscrizione in rilievo - Kashan (Iran), 1270 circa - Ceramica a lustro metallico - Firenze, Museo Nazionale del Bargello

La giraffa che il Sultano d’Egitto Qayt Bay inviò in dono a Lorenzo il Magnifico nel 1487, e che testimoniava i buoni rapporti che intercorrevano fra la corte dei Medici e il mondo islamico, ebbe purtroppo vita breve: seppure tenuta in stalle speciali fatte appositamente costruire nella villa di Poggio a Caiano e in via della Scala, a Firenze, si incastrò con la testa fra le travi del soffitto e morì, spezzandosi l’osso del collo, meno di due mesi dopo. Animale praticamente sconosciuto nella Firenze di allora, fu celebrato in pittura da artisti come  Francesco Botticini, Giorgio Vasari, Bachiacca, Piero di Cosimo. Quella impagliata che vedremo agli Uffizi, proveniente dal museo di storia naturale de La Specola, nell’ambito della grande mostra “Islam e Firenze. Arte e collezionismo dai Medici al Novecento” è invece quella che il Vicerè d’Egitto donò al Granduca Leopoldo II negli anni 30 del XIX secolo. Animali esotici a parte, è una sontuosa rassegna di arte islamica, quella organizzata agli Uffizi e al Museo Nazionale del Bargello, altra sede espositiva. È un’occasione unica per scoprire conoscenze, scambi, dialoghi e influenze tra le arti di Occidente e Oriente.


Protagonista di questa iniziativa congiunta tra Bargello e Uffizi è dunque l’arte islamica, di cui a Firenze si conserva un nucleo importantissimo, con quasi 3.300 opere donate nel 1889 dall’antiquario lionese Louis Carrand al Museo Nazionale del Bargello. La mostra si articola in due sedi espositive: al Bargello viene illustrato un periodo fondamentale di ricerca, collezionismo e allestimenti museali di fine Ottocento e inizio Novecento, con opere della già citata donazione di Carrand e dell’altro grande collezionista inglese, Frederick Stibbert, ma anche dei toscani Stefano Bardini e Giulio Franchetti.

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Particolare di: Bruciaprofumi sferico - Mosul, 1317-1335 Ottone battuto, inciso, traforato e incrostato, ageminato in argento e oro - Firenze, Museo Nazionale del Bargello

Agli Uffizi, l’altra sede espositiva, sono raccolte le testimonianze artistiche dei contatti fra Oriente e Occidente: le suggestioni e i ritratti di sultani della serie gioviana per mano di Cristofano dell’Altissimo. E ancora gli esemplari preziosi della lavorazione dei metalli, ricercatissimi già dai tempi di Lorenzo il Magnifico, le ceramiche orientali, o quelle ispano-moresche con stemmi nobiliari fiorentini. Stoffe e grandi tappeti provenienti dall’Egitto mamelucco di fine Quattrocento o degli inizi del Cinquecento, entrati molto presto nelle collezioni mediceo-granducali, i vetri, i metalli che hanno influenzato la coeva produzione italiana, e non ultimi gli splendidi manoscritti.
Un percorso spettacolare, vario, e affascinante attraverso secoli di scambi e contaminazioni culturali, arricchito anche da prestiti provenienti da importanti musei italiani e stranieri.

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Particolare di: Giacca da parata (brigandine) Egitto, dinastia mamelucca, XV secolo - Velluto di seta, lino, borchie in ottone - Firenze, Museo Nazionale del Bargel

•LA MOSTRA: “Islam e Firenze. Arte e collezionismo dai Medici al Novecento” - FIRENZE, Aula Magliabechiana delle Gallerie degli Uffiziì e Museo Nazionale del Bargello - fino al 23 settembre 2018 - INFO: tel. 055.29038

 

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