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Il gusto dei mecenati americani per l’800

A Milano, Palazzo Reale, 50 capolavori dal Philadelphia Museum of Art. Dal 7 marzo al 2 settembre 2018


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PARTICOLARE DI: Marc Chagall - Nella notte, 1943 - olio su tela, 47 x 52.4 cm - Philadelphia Museum of Art, Collezione Louis E. Stern, 1963

Per un eccezionale periodo di 180 giorni, il Philadelphia Museum of art si trasferisce dal 7 marzo sino al 2 settembre a Milano nella magnifica cornice di Palazzo Reale con una selezione di 50 capolavori. Opere di artisti celeberrimi come Pierre Bonnard, Paul Cézanne, Edgar Degas, Edouard Manet, Paul Gauguin, Claude Monet, Vincent van Gogh, Camille Pissarro, Pierre-Auguste Renoir fino alle sperimentazioni di Georges Braque, Vasily Kandinsky, Paul Klee, Henri Matisse, Marc Chagall, Constantin Brancusi, Pablo Picasso, passando per il surrealismo di Salvador Dalí e Joan Mirò. A questi si aggiungono i lavori di tre grandi artiste: Mary Cassatt, Marie Laurencin, Berthe Morisot.



Fondata nel 1681, Filadelfia si considerava sempre la prima e la più bella delle città degli Stati Uniti e nell’Ottocento era la più grande città nordamericana, i suoi commercianti facevano fortuna nel commercio, nelle navi a vapore, nelle ferrovie, nelle banche ed abbellirono la città, gareggiando per renderla la capitale culturale dell’America. La prima Fiera mondiale ufficiale negli Stati Uniti fu tenuta proprio a Filadelfia nel 1876 e fu visitata da più di 10 milioni di persone (il 20% della nazione), contribuendo a stimolare i ricchi americani a viaggiare in Europa, dove l’arte era al top nella loro lista della spesa. Ne è nato il Philadelphia Museum of Art, che ha aperto l’anno successivo, e possiede oggi una collezione di oltre 240.000 opere, rappresentative di oltre duemila anni di produzione artistica.
Un susseguirsi pressoché continuo di donazioni da parte di imprenditori illuminati e appassionati collezionisti ha arricchito negli anni il museo che ora possiede opere d’arte di ogni epoca e tipologia. Le collezioni d’arte moderna e impressionista sono uno dei fiori all’occhiello del Philadelphia Museum of Art. Gli americani, ma in particolare gli abitanti di Philadelphia, sono stati tra i primi collezionisti dell’impressionismo, in gran parte grazie all’artista Mary Cassatt che ha a lungo abitato a Parigi e fatto da tramite tra i propri concittadini e i mercanti e gli artisti francesi.

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PARTICOLARE DI: Vasily Kandinsky - Cerchi in un cerchio, 1923 - olio su tela, 98.7 x 95.6 cm - Philadelphia Museum of Art, Collezione Louise e Walter Arensberg, 1950

I primi dipinti impressionisti entrarono nella collezione del Philadelphia Museum of Art nel 1921, quando il W.P. Wilstach Fund consentì di acquistare dieci opere dagli eredi di Alexander Cassatt.
La donazione che diede formalmente il via alla odierna, vastissima, collezione d’arte moderna del museo fu quella di Albert Eugene Gallatin che nel 1927 creò la prima collezione pubblica d’arte moderna del XX secolo negli Stati Uniti.
Per oltre cinque mesi Milano darà un assaggio di grandissimo livello di questa imponente collezione del museo di fama internazionale, che entro il 2020 verrà ampliato da Frank O. Gehry.


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PARTICOLARE DI: Camille Pissarro - La fiera in un pomeriggio di sole, Dieppe, 1901 - olio su tela, 73.5 x 92.1 cm - Philadelphia Museum of Art, Lascito di Lisa Norris Elkins, 1950

•LA MOSTRA: “Impressionismo e avanguardie. Capolavori dal Philadelphia Museum of Art” - MILANO,  Palazzo Reale - dal 7 marzo al 2 settembre 2018 - INFO: tel. 02.88445181 - www.palazzorealemilano.it

 

Editoriale Tricolore srl, via Pasteur 2 - 42100 (RE)| tel. 0522.557893 | fax 0522.557825 | privacy
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