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Secolari fragranze

L’evoluzione del profumo, dall’Antichità greca e romana al Novecento,  attraverso oltre 200 oggetti. A Palazzo Madama, dal 15 febbraio al 21 maggio 2018


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PARTICOLARE DI: Matthias Stom (Stomer) - Annuncio della nascita di Sansone a Manoach e alla moglie - 1630-1632 circa - Olio su tela, cm. 99 x 124,8 - Firenze, Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi

Palazzo Madama presenta, dal 15 febbraio al 21 maggio 2018, la mostra PerFumum. I profumi della Storia. Un racconto sull’evoluzione e la pluralità dei significati del profumo dall’Antichità greca e romana al Novecento, visto attraverso più di duecento oggetti esposti, tra oreficerie, vetri, porcellane, affiches e trattati scientifici. Il desiderio di trattenere i profumi, conservarli e di godere della loro fragranza accompagna la storia dell’uomo dall’antichità a oggi. Il percorso espositivo presenta un excursus storico avviato a partire dalle civiltà egizia e greco-romana che assegnano al profumo molteplici significati: da simbolo dell’immortalità, associato alla divinità, a strumento di igiene, cura del corpo e seduzione.



Nell’Europa del primo Medioevo, sottoposta all’urto delle invasioni barbariche, sono rare le testimonianze di utilizzo di sostanze odorifere al di fuori della sfera sacra. Sopravvive tuttavia la concezione protettiva e terapeutica del profumo come attestato più tardi nei pommes de musc frequentemente citati negli inventari dei castelli medievali. La civiltà islamica, che eredita e preserva il sapere del mondo antico, sviluppa e innova la cultura del profumo greca e romana, persiana e bizantina, introducendo importanti conquiste tecnologiche, come il perfezionamento dell’arte della distillazione compiuto da Avicenna. L’età rinascimentale vede la progressiva laicizzazione dei significati del profumo, il cui uso si fa più esteso e articolato presso le classi sociali più elevate.

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PARTICOLARE DI: Flacone Doccia Firenze 1750 porcellana Palazzo Madama

Fioriscono nuovi ricettari che propongono la fabbricazione individuale dei profumi, si sviluppa la profumeria alcolica. Si diffonde in tutta Europa la moda invalsa nelle corti italiane di profumare oltre al corpo anche gli accessori di vestiario, e di indossare contenitori per profumi di straordinaria ricercatezza. Dal Seicento, la supremazia nel campo della produzione dei profumi spetta incontestabilmente alla Francia. Nascono nuove fragranze, sempre più orientate verso le note floreali e leggere, conservate in flaconi in vetro o porcellana, oppure diffuse negli ambienti grazie a pot-pourri e bruciaprofumi. L’Ottocento apre la strada alla “democratizzazione” del profumo, che da prodotto riservato alle élites diventa accessibile a fasce più ampie di popolazione. Lo documentano i ricettari e la raccolta di etichette di profumi, saponi e pomate esposti in mostra, appartenuti al profumiere torinese Nicola Perrone (1784-1859). Il percorso espositivo offre infine una ricca panoramica sul Novecento grazie ai prestiti provenienti da collezioni private che hanno consentito di arricchire il percorso con un’ampia carrellata di flaconi, come quelli creati da René Lalique per François Coty, manifesti, calendari e etichette di case produttrici di profumo.


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PARTICOLARE DI: pomme de musc XVsec argento dorato  Genova Museo Sant’Agostino photocredit Studio Science4arts

•LA MOSTRA: “PerFumum. I profumi della Storia” - TORINO, Palazzo Madama - dal 15 febbraio al 21 maggio 2018 - INFO: tel. 011.4433501 - www.palazzomadamatorino.it

 

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