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Il paradiso di Cuno Amiet. Impressioni di bellezza agreste

Al Museo d’Arte di Mendrisio, fino al 28 gennaio 2018


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PARTICOLARE DI: Cuno Amiet - Ragazzo bretone (Bretonischer Knabe) 1893, olio su tela, 65 x 80 cm - Kunsthaus Zürich, Vereinigung Zürcher Kunstfreunde


Cuno Amiet (Soletta, 1868; Oschwand, 1961) è - nella scia di Ferdinand Hodler - tra le personalità più rappresentative dell’arte svizzera della prima metà del Novecento, probabilmente dopo Hodler la più conosciuta. Amiet può essere indicato come la figura di riferimento in area francofona e maggiore esponente svizzero di una tradizione francese impressionista e postimpressionista. Per un verso o per l’altro, entrambi sono da considerare i padri della pittura moderna svizzera.
Partito giovanissimo in compagnia di Giovanni Giacometti alla volta di Parigi e poi della Bretagna, dove vive l’esperienza Nabis a Pont-Aven sulle tracce di Gauguin, Amiet si farà conoscere per le sue straordinarie qualità di colorista. 



Per un ventennio, nel corso dei primi due decenni del Novecento, la sua opera rappresenta la punta di diamante dell’avanguardia artistica svizzera. Non solo Amiet si ritrova nel cuore delle nuove tendenze francesi, tra simbolisti e neoimpressionisti, ma pochi anni dopo anche tra i fondatori, con Kirchner, Heckel e alcuni altri del gruppo Die Brücke, all’origine dell’espressionismo tedesco. Nei primi due decenni il suo lavoro si contraddistingue per la continua sperimentazione, le innovative scelte compositive e soprattutto cromatiche.
Amiet è anche noto per i suoi soggetti - i suoi paesaggi, le sue figure, le sue nature morte – sempre improntati a un forte senso di armonia e serenità.


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PARTICOLARE DI: Cuno Amiet - Nudo femminile sdraiato con fiori (Liegender Frauenakt mit Blumen) 1912, olio su tela, 100 x 160.5 cm - Kunstmuseum Bern, Legat Eduard Gerber, Bern

Influenzato dalla forte spiritualità gauguiniana e Nabis, in una sorta di sacra unione uomo e natura e in parallelo all’esperienza francese dei Fauves vissuta all’insegna della ben nota joie de vivre, Amiet sviluppa nel tempo, senza mai venirne meno, un proprio codice di valori positivi, incentrato sul sentimento di pienezza e di felicità che si gode in un’esistenza trascorsa in armonia con il mondo esterno, pienamente appagata dalla bellezza della natura, dalle sue innumerevoli manifestazioni di luci e colori. Per gran parte della sua vita Amiet dipinge nella campagna bernese, a Oschwand, in un ambiente di intatta bellezza agreste. Figure, paesaggi, gli stessi interni e le nature morte, riportano sempre alla mente - attraverso colori, luci e tagli compositivi - un’impressione di Arcadia, di paradiso terrestre, che viene scandito dai rapporti umani, dal lavoro nei campi, dall’amore verso il prossimo e la famiglia, dall’immergersi dell’uomo nella natura. È un sentimento di fondo basilare nell’opera di Amiet, coerente e riscontrabile lungo tutto il suo percorso.

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PARTICOLARE DI: Cuno Amiet - Doppio ritratto (Doppelporträt) 1903, tempera su tela, 114 x 192 cm - Collezione privata

•LA MOSTRA: “Il paradiso di Cuno Amiet” - MENDRISIO (SVIZZERA), Museo d’Arte di Mendrisio - fino al 28 gennaio 2018 - INFO: tel. +41916403350 - http://museo.mendrisio.ch/

 

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