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Ernesto Schiaparelli. Avventure archeologiche nella Valle del Nilo

La prima mostra dedicata alla Missione Archeologica Italiana in Egitto e al suo fondatore. Fino al 10 settembre 2017


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PARTICOLARE DI: Immagine dell’allestimento del Museo Egizio del Cairo - 1900 ca - Firenze, Raccolte Museali Fratelli Alinari (RMFA) La scultura con l’interpretazione moderna dell’immagine della dea egizia Iside fu impiegata come chiave di volta dell’arco dell’ingresso principale del Museo Egizio del Cairo


È nella Torino d’inizio Novecento che comincia il racconto: sono i filmati, gli oggetti e i documenti d’epoca ad accogliere i visitatori per avvolgerli nel contesto storico e culturale in cui matura l’ambizione di portare l’Italia a scavare in Egitto con l’obiettivo di “...largamente contribuire alla storia dell’Egitto e all’incremento del materiale archeologico del Museo Egizio.” (da una lettera di Ernesto Schiaparelli al Ministro della Pubblica Istruzione, 29 aprile 1902). Per la prima volta sono riuniti insieme documenti d’archivio e materiali fotografici – taluni inediti – che raccontano l’attività della Missione Archeologica Italiana in Egitto nei primi decenni del XX secolo, tra successi, imprevisti e difficoltà. Ne emergono anche i profili di numerosi personaggi, più o meno noti, protagonisti delle ricerche archeologiche del Museo Egizio. Le storie dei singoli protagonisti si intrecciano tra loro e tessono una trama narrativa più ampia e articolata che illustra l’epopea delle avventure archeologiche italiane nella Valle del Nilo.



I problemi a cui i direttori delle missioni dovevano fare fronte – allora come oggi – consistevano nel reperimento di fondi, nell’organizzazione logistica dei trasporti e della permanenza in loco, nell’approvvigionamento di materiali e di rifornimenti, nell’ingaggio dei lavoratori locali. Le energie profuse erano dirette a incrementare la ricerca archeologica, lo studio e l’esposizione dei reperti; Schiaparelli si spese in prima persona presso gli Enti governativi e la Casa Reale in cerca di fondi adeguati alle esigenze delle indagini sui siti, riuscì a reperire materiale da campo di qualunque genere per allestire gli alloggi tendati, strumenti per la logistica, mezzi e persone con particolari interessi e competenze che potessero risultare utili alla missione. Nonostante le numerose difficoltà operative, la M.A.I. poteva tuttavia contare sull’appoggio dei Frati Francescani, di valenti collaboratori locali e del Direttore del Service des Antiquités Gaston Maspero.

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Quadernetto con descrizione di tombe della necropoli di Qau el-Khebir ad opera di Francesco Ballerini - Taccuino, matita e inchiostro su carta - 1905 - Torino, Archivio di Stato, fondo Museo Antichità Egizie - Nel taccuino, l’archeologo Francesco Ballerini appunta la descrizione di quattro tombe scoperte dalla M.A.I. nella necropoli di Qau el-Khebir. Il taccuino, che si compone di testi e di immagini, è un’importante fonte per la ricostruzione delle condizioni delle varie sepolture al momento del rinvenimento

L’ingente mole di reperti portati in Italia testimonia l’intensa attività di scavo, documentazione, studio e catalogazione svolta sia sul sito sia dopo l’arrivo dei materiali a Torino. Scritti e oggetti presenti in esposizione permettono di contestualizzare la complessità delle variabili di cui si doveva tenere conto, considerando anche le condizioni climatiche, geografiche e socio-politiche dell’Egitto dell’epoca.

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Anello Di Merit - Oro cesellato - Nuovo Regno, XVIII dinastia - regni di Amenofi II e di Amenofi III (1428 - 1351 a.C.) Deir el-Medina - tomba di Kha (TT8) Torino, Museo Egizio - L’anello è stato rinvenuto tra le pieghe del lenzuolo funebre che avvolgeva la mummia di Merit. Sul castone sono raffigurati la dea Hathor (sotto forma di vacca) e un ramo che, secondo alcune interpretazioni, potrebbe legarsi al concetto di eterna giovinezza.

•LA MOSTRA: “Missione Egitto 1903 - 1920. L’avventura archeologica M.A.I. raccontata” - TORINO,  Missione Archeologica Italiana (M.A.I.) - fino al 10 settembre - INFO: tel. 011/5617776 - www.museoegizio.it

 

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