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La Menorà. Simboli millenari

Il peregrinare nei secoli e nei luoghi più lontani della mitica lampada restituisce une delle vicende più suggestive della storia dell’uomo degli ultimi tremila anni. Fino al 23 luglio


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PARTICOLARE DI: Mappà Della Torre


Un’iniziativa dall’alto profilo istituzionale sotto le insegne dell’unità, della reciproca comprensione e del dialogo interreligioso è quella che vede per la prima volta la cooperazione per una mostra fra lo Stato della Città del Vaticano e la Comunità Ebraica di Roma: La Menorà: culto, storia e mito è il titolo dell’esposizione che sarà aperta al pubblico fino al 23 luglio in contemporanea nelle due prestigiose sedi del Braccio di Carlo Magno in Vaticano e nel Museo Ebraico di Roma.
L’avvincente storia della Menorà è ricostruita in mostra con un percorso ricco, costellato di capolavori e importanti opere d’arte che vanno dall’antichità al XXI secolo spaziando dalla scultura alla pittura, dagli  arredi architettonici alle arti decorative, dai manoscritti alle illustrazioni librarie medievali e rinascimentali.



Attraverso le arti figurative (circa 130 opere), l’esposizione racconta la storia plurimillenaria, incredibile e sofferta, della Menorà: il Candelabro a sette bracci fatto forgiare in oro puro da Mosé per espresso volere del Signore, come è raccontato nel libro dell’Esodo, per essere collocato nel primo Tempio di Gerusalemme insieme agli altri arredi sacri in nome dell’alleanza con il popolo di Israele. Il peregrinare nei secoli e nei luoghi più lontani di questa mitica Lampada, così come fu per il popolo ebraico di cui simboleggia l’antico destino, ci restituisce une delle vicende più suggestive della storia dell’uomo degli ultimi tremila anni. Una vicenda che dalla storia si perde nel mito e nella leggenda. Roma, ineluttabilmente, è il luogo predestinato ad ospitare questa mostra.

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PARTICOLARE DI: Me’il Fiano - 1764 raso di seta ricamato

È infatti nella capitale dell’Impero Romano che la Menorà, inaugurando il suo lungo peregrinare, giunse nel 70 dell’era moderna dopo la distruzione del Tempio di Gerusalemme perpetrata dalle truppe romane di Tito. Condotta a Roma in trionfo dalle truppe imperiali, la Menorà, insieme agli altri arredi sacri trafugati dal secondo Tempio, finì come trofeo nel Templum Pacis edificato ai Fori per celebrare la conclusione vittoriosa della guerra giudaica. Ma soprattutto fu a Roma, in piena età imperiale, che la Menorà divenne il simbolo identitario più potente e rappresentativo della cultura e della religione ebraiche, nello stesso momento in cui vi prendevano forma definitiva i simboli del cristianesimo. Da allora, divenuta emblema del giudaismo, tangibile evocazione della luce divina, dell’ordine cosmico della creazione e dell’antica alleanza, simbolo del roveto ardente, dell’albero della vita, oppure testimonianza del Sabato biblico, la Menorà comparve raffigurata in ogni dove, in oriente e in occidente: catacombe ebraiche a Roma, sarcofaghi, iscrizioni tombali, graffiti, monete, vetri decorati in oro, monili e gioielli

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PARTICOLARE DI: Ben Shahn (Kovno, Lituania, 1898 - New York, 1969) Menorah 1965 litografia su carta con coloritura ad acquerello e applicazioni di foglia d’oro, scrittura a china (edizione non numerata)

•LA MOSTRA: “La Menorà. Culto, storia e mito” - ROMA, Museo Ebraico e il Braccio di Carlo Magno - fino al 23 luglio - INFO: tel. 06/68400661 - http://lnx.museoebraico.roma.it

 

Editoriale Tricolore srl, via Pasteur 2 - 42100 (RE)| tel. 0522.557893 | fax 0522.557825 | privacy
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