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I nuovi miti

ROMA POP CITY 60-67 Oltre 100 opere che hanno come protagonista la Roma dei primi anni ’60, trasformata e rivissuta mediante l’immaginario visivo degli artisti. Al MACRO - Museo d’Arte Contemporanea Roma, dal 13 luglio al 27 novembre 2016

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Particolare di: Sergio Lombardo, Piazza Navona (dai Gesti tipici), 1963, Smalto su tela


Dal 13 luglio al 27 novembre 2016 il MACRO - Museo d’Arte Contemporanea Roma ospita la mostra ROMA POP CITY 60-67. In esposizione oltre 100 opere, fra dipinti, sculture, fotografie, installazioni e anche film d’artista e documentari, che hanno come protagonista la Roma dei primi anni ’60, trasformata e rivissuta mediante l’immaginario visivo degli artisti della cosiddetta Scuola di piazza del Popolo, e dintorni, denominazione che molti degli artisti coinvolti nel periodo hanno poi rifiutato ma che storicamente oggi ancora caratterizza l’epoca e le scelte stilistiche di questi, pur nelle intrinseche diversità.




Dal punto di vista artistico, si tratta di uno dei momenti più esaltanti per la città di Roma, ricca di stimoli intellettuali e sperimentazioni.
Gli artisti in mostra si riappropriano di una città in rapida trasformazione e definizione trasformandola in arte, mediante un immaginario visivo dove appunto Roma, i suoi spazi, le componenti urbane, la segnaletica stradale, la pubblicità, i monumenti ma anche la natura e l’ambiente diventano ispirazione per una diversa impostazione figurativa, iconica e non descrittiva e che supera completamente i canoni commerciali e produttivi – dal prodotto all’arte potremmo dire – della Pop Art americana, segnando quindi confini, spazi e teorie.

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Particolare di: Mimmo Rotella, Sua Maesta la Regina, 1962, decollage su tela


Una nuova realtà artistica internazionale che ha dato vita, con il superamento della pittura Informale degli anni Cinquanta, ad un immaginario fortemente attratto dal contesto urbano e dalle icone della società e del consumo di massa, ma anche dal recupero dell’immagine e della figurazione storica dei movimenti italiani del primo Novecento, su tutti il Futurismo e la Metafisica.
Del resto sono proprio i nuovi miti, le esigenze del nuovo ceto urbano nell’epoca del boom economico, che in parte spingono questi artisti ad interagire con la vita stessa della popolazione.
 


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Particolare di: Mario Schifano, Cielo stellato, 1967


Pop, popular, popolare o di natura popolare, dal popolo e per il popolo, se vogliamo anticipare uno dei temi e degli slogan più utilizzati nell’arte della seconda metà del decennio, grazie appunto al recupero di una formula artistica di tipo pittorico e figurativa, focalizzata nel delimitato periodo individuato: 1960-1967. In attesa quindi del Sessantotto, ormai ritenuto mondialmente “l’anno cruciale della società”, al quale il MACRO dedicherà una ulteriore mostra che sarà realizzata proprio in coincidenza dei cinquant’anni (2018). L’anno simbolo quindi “della rivoluzione”, anche visuale e strutturale, di molti di questi stessi artisti, con l’inevitabile débordement delle loro opere  verso il teatro, l’azione, l’environment e l’ambiente. 


•LA MOSTRA:  “Roma Pop City” - ROMA, MACRO - Museo d’Arte Contemporanea Roma - dal 13 luglio al 27 novembre - INFO: 060608 - www.museomacro.org

 

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