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Il tesoro dei Granduchi. Un universo di piccole magnificenze

Piccole sculture preziose nelle collezioni medicee dalla Tribuna di Francesco I al tesoro granducale. Alle Gallerie degli Uffizi, fino al 2 novembre 2016

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Da sin.: Caligola - crisoprasio; fibula in granato; alt. cm 13; largh.; Claudio - agata grigia; fibula in peridot; alt. cm 13,4; largh.; Nerone - agata sardonica; fibula in pietra dura verde; alt.- seconda meta del XVIII secolo - Parigi, musee du Louvre


Come recita il suo titolo, “Splendida minima”, questa mostra è dedicata ad una particolare classe di manufatti di grande valore artistico e raffinatezza, sebbene di ridotte dimensioni: piccole sculture a tutto tondo in pietre preziose, di epoca ellenistico romana, per secoli al centro dell’interesse collezionistico dei Medici e oggi in gran parte patrimonio del museo del Tesoro dei Granduchi delle Gallerie degli Uffizi.
La mostra si apre illustrando con alcuni esempi  le  caratteristiche di questi piccoli formati scultorei di epoca classica, realizzati a tutto tondo da pietre preziose, e mettendo in risalto la loro stupefacente vicinanza, in termini iconografici e formali, con la grande plastica del periodo. E’ questo il caso del Ritratto di Augusto del Tesoro dei Granduchi messo a diretto confronto con una replica marmorea dello stesso tipo.



Il corpus complessivo delle preziose sculture antiche ad oggi noto è costituito da circa quattrocentottanta esemplari, un numero senz’altro errato per difetto e destinato quindi a crescere con il progredire degli studi. Nella prima sezione sono anche illustrate le funzioni di queste preziose sculture che, come dimostrano confronti iconografici testimoniati in mostra da un prezioso dittico eburneo del VI secolo d.C. o da un rilievo marmoreo degli inizi del III secolo d. C., erano utilizzate come complementi di attributi connessi con i ritratti legati al culto imperiale. Una grande passione per questo genere di sculturine in pietre dure fu propria di Francesco I de’ Medici, che ne possedeva una nutrita collezione e si impegnava ad incrementarla commissionando la ricerca a Roma di marmi e pietre adatti alla creazione di busti.

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Da sin.: Vespasiano - calcedonio; fibula in lapislazzuli; alt. cm 13,2; Tito agata rossa; fibula in corniola; alt. cm 13,5; largh. - Domiziano agata sardonica; fibula in agata sardonica; alt. cm 13,2; largh. cm 9,9 - seconda meta del XVIII secolo - Parigi, musee du Louvre


Teste antiche in pietre dure furono così assemblate su busti in alabastro orientale, scolpiti nelle botteghe di corte e impreziositi da panneggi e acconciature d’argento dorato. Questa collezione fu destinata da Francesco I all’arredo della Tribuna (descritto nell’inventario del 1589), uno scrigno delle meraviglie nel cuore degli Uffizi. Nel corso del Seicento e del Settecento altri illustri esponenti della dinastia medicea raccolsero e coltivarono il gusto di raccogliere questi particolari oggetti. Tra questi si distinse il Cardinal Leopoldo, raffinato e colto collezionista, che acquistò pezzi d’eccezionale qualità, come la mano in calcedonio che fa da icona alla rassegna. Al merito di Cosimo III si deve in seguito l’inserimento delle opere dello zio Leopoldo nell’arredo sempre più sfarzoso della Tribuna, che ci viene testimoniato al suo acme dai puntuali disegni dell’atlante della Galleria diretto da Benedetto Vincenzo De Greyss.  


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Particolare di: Arte romana - Botteghe granducali - Busto di Serapide - testa: eta imperiale - busto: 1580-1587 - calcedonio; alabastro orientale; argento fuso, cesellato e dorato; bronzo dorato - Firenze, Gallerie degli Uffizi, Tesoro dei Granduchi


•LA MOSTRA:  “Splendida Minima. Piccole sculture preziose nelle collezioni medicee: dalla Tribuna di Francesco I de’ Medici al tesoro granducale” - FIRENZE, Museo degli Argenti - fino al 2 novembre - INFO:  055/294883 

 

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