I cookies servono a migliorare i servizi che offriamo e a ottimizzare l'esperienza dell'utente. Proseguendo la navigazione accetti di ricevere tutti i cookies del sito.    Informativa
 

.

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri

Profondo Blu
La collezione di porcellane Flow Blue del prof. David Crumb, che da anni raccoglie esemplari di questi preziosi oggetti che ebbero il loro boom in Inghilterra a partire dal 1830

1

• di Domizia Dalia

Pare che Marco Polo sia stato il primo a importarli in Europa e, da allora, seguendo la moda delle più pregiate porcellane cinesi e giapponesi, possedere vasellami con fini decori orientaleggianti diventò irrinunciabile. Cortigiane à la page seguivano i cerimoniali imposti dall’alta società e mostravano con orgoglio servizi completi di ogni pezzo. La richiesta di questi preziosi oggetti subì quindi una vistosa crescita e con la Rivoluzione industriale la produzione in Europa ebbe un vero boom. Nacque in questo periodo, il Flow Blue, una rivisitazione popolare e democratica delle autentiche e più raffinate porcellane orientali.
L’americano David Crumb, professore universitario, storico e collezionista le raccoglie ormai da anni, tanto da aver riempito ogni credenza della sua tenuta vicino Rochester, New York.

Prof. Crumb, come mai queste ceramiche vengono chiamate Flow Blue?
La parola stessa Flow, in italiano flusso, richiama l’effetto sfocato caratteristico nei decori di queste porcellane. Il particolare risultato deriva dalla cottura in forno del cobalto, utilizzato dai ceramisti per ottenere il famoso colore Blu Royal.

Il Flow Blue ha il suo boom in Inghilterra e principalmente nello Staffordshire a partire dal 1830. L’argilla proveniente da questa regione era di particolare qualità e con la Rivoluzione industriale le aziende produttrici di questo stile si moltiplicarono. Come mai, però, la maggior parte della produzione veniva spedita in nord America?
In Inghilterra questa tecnica non ha riscosso molto successo di pubblico. La sfocatura dei decori era vista come un difetto di fabbricazione. Tuttavia durante il periodo vittoriano non era difficile trovare questi servizi nelle case della sempre più presente classe borghese, e questo perché aveva dei costi più accessibili rispetto ai servizi importati direttamente dall’Oriente.In America, al contrario, è stata apprezzata fin da subito riscuotendo un notevole successo tanto da farne aumentare la richiesta. Con regolarità le navi partivano dal porto di Liverpool con destinazione Boston, New York e Philadelphia con enormi carichi di Flow Blue.
1

Lei ha spiegato come mai si formavano queste sfocature, ma non ha ancora parlato della tecnica di realizzazione, come mai erano meno costose delle più tradizionali porcellane?
Il primo periodo del Flow Blue risale agli anni che vanno dal 1830 al 1860. Durante questi trent’anni nella maggior parte dei casi i decori erano trasferiti rapidamente sulla ceramica attraverso degli stencil. Prima che la tecnica del trasferimento prendesse piede questi decori venivano realizzati a mano da donne e bambini che lavoravano nelle fabbriche.
Oggi sono chiamati “Brush Stroke Flow Blue” e naturalmente sono più rari da trovare oltre ad essere molto ricercati dai collezionisti così come i motivi policromi in cui il Flow Blue, color cobalto, si mescola con altri colori.

Una storia e una tecnica affascinante, Lei quando ha cominciato ad appassionarsi a queste porcellane?
Ho iniziato intorno agli anni Cinquanta con i primissimi pezzi ereditati dai miei genitori e da allora non ho mai smesso di ricercarli e studiarli. Possiedo talmente tanti esemplari, di ogni forma e dimensione, da perderne il conto!

Esistono moltissimi decori, creati e brevettati dagli stessi ceramisti. Durante le diverse epoche del periodo vittoriano si sono susseguiti stili differenti, quali erano quelli più apprezzati?
Tra i più comuni: Scinde di J & G Alcock; Amoy di Davenport; Manilla di Podmore Walker; Chusan di Clementson; Coburg di Edwards. I primissimi decori riprendevano principalmente motivi orientali. Successivamente si diffusero le fantasie geometriche e floreali. Famosi erano anche i motivi italiani come Milano; Pompei; Roma e Tivoli.

Qual è il suo decoro preferito?
È il Tonquin di J. Heath. Tonquin era il vecchio nome del Viet Nam. Il motivo riporta una barca a remi al centro con due ragazzi che pescano in una laguna.
1

Oltre alle produzioni inglesi, il Flow Blue è stato realizzato anche in Germania, Olanda e Francia, ma in America è stato mai prodotto?
Certamente, già verso la fine dell’Ottocento l’America ha dato il suo contributo creativo, ma i produttori erano pochi. Nei primissimi anni del Novecento la Wheeling Potteries, in Ohio, ha prodotto una serie chiamata LaBelle, forse è uno dei più famosi decori americani, e per questo molto apprezzato dai collezionisti. La fabbricazione è stata interrotta nel 1910, a seguito di una legge che vietava l’utilizzo del cobalto in quanto tossico. Da allora, la popolarità di questi prodotti è andata scemando, ritornando in auge solo dopo gli anni quaranta quando il Flow Blue era ricercatissimo per decorare le abitazioni di campagna.
Oltre ai vari antiquari e case d’asta dove trova i pezzi da aggiungere alla sua collezione?
Molto importante è il convegno annuale del FBICC - Flow Blue International Collectors Club -. In quest’occasione si possono incontrare tutti i collezionisti, scambiarsi i pezzi o acquistarli. È una grande manifestazione assolutamente da non lasciarsi sfuggire.
1

Che quotazioni possono raggiungere?
Il Flow Blue ha avuto il suo picco tra il 1990 e il 2001. Dopo, con l’inizio della crisi, i prezzi si sono ridotti notevolmente. In America dipende anche dalla zona, infatti, in California, Texas e molti stati del Midwest i prezzi sono più alti; mentre a New York, in Pennsylvania e nel New England, dove l’offerta è più abbondante, le quotazioni tendono ad essere più basse a meno che non si tratti di un pezzo perfetto - senza nessuna scheggiatura - o molto raro.  
Una zuppiera Scinde nel 1993 era venduta a 10mila dollari mentre nel 2010 lo stesso oggetto è stato liquidato per 3.500 dollari circa. Teiere che nel 1990 sarebbero state comprate  per 750 dollari oggi vengono acquistate per non più di 400 dollari.

Qualche suggerimento per i collezionisti italiani...
Fidarsi del proprio istinto e acquistare solamente gli oggetti che piacciono davvero. Non volere tutto e subito. Bisogna apprezzare la ricerca e ovviamente imparare i trucchi dagli antiquari di fiducia.

1

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Editoriale Tricolore srl, via Pasteur 2 - 42100 (RE)| tel. 0522.557893 | fax 0522.557825 | privacy
web:author

Articoli | Menu

i 5arte antica
L’Italia prima dei cellulari - La moneta telefonica dal 1880 ad oggi
Leggi tutto...
 
i 5arte antica
Taddeo Di Bartolo
Leggi tutto...
 
i 5arte antica
Raffaello
Leggi tutto...
 
i 5arte antica
Ulisse l’Arte e il Mito
Leggi tutto...
 
i 5arte antica
Sfida al Barocco. Roma Torino Parigi 1680 - 1750
Leggi tutto...
 
i 5arte antica
Michelangelo e i Medici attraverso le carte dell’archivio Buonarroti
Leggi tutto...
 
i 5arte antica
L’atelier di Leonardo e il Salvator Mundi
Leggi tutto...
 
i 5arte antica
Migrating Objects: arte dall’Africa,dall’Oceania e dalle Americhe nella Collezione Peggy Guggenheim
Leggi tutto...
 
i 5arte antica
Carlo Fornara e il Divisionismo
Leggi tutto...
 
i 5arte antica
Storie del Novecento in Toscana
Leggi tutto...
 
i 5arte antica
Jim Dine
Leggi tutto...
 
i 5arte antica
La collezione Farina. Arte e Avanguardia a Ferrara 1963-1993
Leggi tutto...
 
i 5arte antica
Tomás Saraceno. Aria
Leggi tutto...
 
i 5arte antica
Giannetto Cimurri: il masseur e le bici dei suoi campioni
Leggi tutto...
 
i 5arte antica
Mode nel mondo: i vestiti raccontano la vita dei popoli
Leggi tutto...
 
i 5arte antica
Alberto Sordi 1920 – 2020
Leggi tutto...
 
i 5arte antica
Jacques Henri Lartigue
Leggi tutto...
 
i 5arte antica
Helmut Newton. Works
Leggi tutto...
 
i 5arte antica
Uniform into the work/out of the work. La divisa da lavoro nelle immagini di 44 fotografi
Leggi tutto...
 
i 5arte antica
Finarte. Il 2019 si chiude con una crescita del +40%
Leggi tutto...
 
i 5arte antica
Ponte casa d’Aste. Un anno da record per l’arte moderna e contemporanea
Leggi tutto...
 
i 5arte antica
Leonardo filatelista a Torino
Leggi tutto...