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Vedute e capricci
Al Museo Correr di Venezia, dal 28 settembre 2012 al 6 gennaio 2013 una monografica sulla produzione artistica del grande vedutista veneto


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Particolare di: Francesco Guardi “Il ridotto di Palazzo Dandolo a San Moisè”, Olio su tela, Ca’ Rezzonico Museo del Settecento Veneziano

Nel terzo centenario della nascita di Francesco Guardi, l’ultimo grande vedutista settecentesco, la mostra monografica al Museo Correr ha come finalità la messa in luce della sua complessa produzione artistica, dalle meno note opere giovanili di figura, fino alle ‘scene d’interno’ nel gusto di Pietro Longhi, per concludersi con le splendide vedute di Venezia e i fantastici capricci, risalenti agli anni della maturità e della vecchiaia. L’esposizione presentata al Museo Correr testimonierà con una ricchezza di prestiti mai prima d’ora giunti a Venezia, le diverse fasi in cui si articola tutta l’attività di Francesco. La formazione di Guardi, come è noto, avviene all’interno di una modesta bottega a conduzione familiare, dove tutti sono pittori, dal padre Domenico ai fratelli Nicolò e Antonio. Nessuno sarà in grado di raggiungere in vita, se non il successo, almeno una certa agiatezza. Dopo la morte nel 1793, su Francesco Guardi cade l’oblio.

La sua riscoperta è merito della critica del Novecento, e ha trovato il suo momento decisivo nella bella mostra curata da Pietro Zampetti, tenutasi a Palazzo Grassi nel 1965. La prima parte dell’esposizione sarà incentrata sulla produzione di opere di figura, in particolare quelle scene di vita contemporanea ispirate alla pittura di costume in cui allora primeggiava Pietro Longhi. Poco dopo Francesco dà inizio a quella produzione di vedute, capricci e paesaggi di fantasia che sono alla base della sua fama e che costituiranno la seconda sezione dell’esposizione. Non è nota con certezza la data d’inizio del suo lavoro di vedutista, forse attorno al 1755, quando il pittore ha ormai più di quarant’anni e alle spalle la non esaltante carriera di figurista. Il suo momento più fortunato si colloca tra il settimo e l’ottavo decennio: nel 1764  riceve la commissione di due grandi vedute della Piazza di San Marco, eseguite  per un “forestiero inglese”. Con il tempo il suo stile personalissimo diviene sempre più libero e allusivo: le proporzioni  fra i vari elementi sono liberamente alterate, la struttura prospettica diviene elastica e si deforma senza alcun aggancio con la realtà. Infine le figure diventano semplici macchie di colore, un rapido scarabocchio bianco o un punto nero tracciato con un segno tremolante. Oltre agli aerei capricci, dipinge anche alcune splendide immagini di ville immerse nel verde della campagna veneta e alle tradizionali riprese di Venezia egli affianca quelle della laguna, ampliando gli orizzonti del vedutismo veneziano settecentesco fino a dissolverlo in vaste distese d’acqua e di cielo.  Il percorso della mostra presenterà oltre un centinaio fra dipinti e disegni provenienti dalle principali istituzioni italiane ed estere.
 

•LA MOSTRA: “Francesco Guardi 1712 - 1793” - VENENZIA, Museo Correr - dal 29 settembre al 6 gennaio 2013 - INFO: Tel. 84.80.82.000 - sito: correr.visitmuve.it
 

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